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Il futuro in pillole
Incontri più sicuri a base di maniglie disinfettanti

 

In un mondo minacciato dalle guerre, dal riscaldamento globale, dalla sovrappopolazione, dalla povertà, dall'ignoranza e dall'analfabetismo funzionale, e da più o meno qualsiasi cosa (piogge di meteore comprese) i pericoli possono arrivare un po' da tutte le direzioni.

Ci sono infinità di problemi a cui non facciamo mai attenzione, eppure, quando ci sono di mezzo virus e batteri, ci mettiamo poco a diventare ipocondriaci.

Potremmo anche regolare un contenzioso a mani nude, con un orso, mentre prendiamo a calci un coccodrillo, ma, a differenza di questo, ciò che non vediamo ci rende paranoici con ogni fibra del nostro essere.

Così, dopo essere stati attanagliati per secoli e secoli dall’angoscia, ora che possiamo permetterci un po’ di igiene in più, non lesiniamo mai, e finiamo con lo scadere facilmente in esagerazioni veramente clamorose.

Quanti di voi si lavano le mani prima di andare a cena?

Spero tutti.

Ma c’è anche chi se le lava dopo aver fumato una sigaretta, prima e dopo aver portato il cane a passeggio, ad ogni nuovo ingrediente che gli passa tra le mani mentre cucina, in un oasi in mezzo al deserto prima ancora di bere e via dicendo.

Forse è meglio lasciare come sempre la mia ironia iperbolica alla geometria analitica ed andare oltre.

Come dicevo nel mio articolo sugli Horseshoe crabs, i batteri sono presenti un po’ ovunque su tutta la superficie terrestre, figuriamoci se non usano anche noi come località di villeggiatura invernale-estiva-primaverile-autunnale.

La maggior parte delle trasmissioni batteriche, avviene per via indiretta: tutto ciò che tocchiamo, potenzialmente, è un agente infettivo pieno di ostili invasori molecolari.

Così c’è chi pensa sia sempre giusto prendere qualche precauzione in più.

Gli scienziati
 

Si parla di due ragazzi di Hong Kong, Sum Ming Wong (17 anni) e King Pong Li (18 anni) che hanno presentato all’Intel International Science and Engineering Fair di Pittsburg, quest’anno, la loro nuova e rivoluzionaria invenzione: Maniglie igienizzanti.

In laboratorio l’oggetto ha compiuto un genocidio batterico: ha sterminato il 99.8% dei batteri.


Ma com’è possibile uccidere una percentuale così alta di microbi?

Beh, i due ragazzi hanno pensato di informarsi bene prima di agire, ed hanno scoperto l’esistenza del “biossido di titanio” (TiO2), un materiale conosciuto per le sue proprietà battericide ed utilizzato in una vasta gamma di apparecchiature e non (è utilizzato anche nelle creme solari e, nel caso qualche anglofono ci stia seguendo, persino in alcune marche di “pudding” confezionato).

reazioni
 

La reazione del biossido di titanio è una fotocatalisi, ovvero è una reazione chimica modulata dalla presenza di luce: il materiale assorbe energia, ed essendo fotosensibile, genera la reazione.

Il tutto è reso possibile dai ROS (Specie Reattive all’Ossigeno), ovvero molecole tipo O2, H2O2 ed HO, che vengono generati dall’interazione tra TiO2 e luce.


In pratica queste sono “molecole temporanee” (nel senso che durano frazioni di secondo) e producono delle reazioni ossidanti sulla superficie di interesse (in questo caso la maniglia).

reazione antibatterica
 

La fotocatalisi non uccide e basta le cellule batteriche: le decompone senza lasciarne traccia.

Considerando il fatto che non usiamo le maniglie solo di giorno, come è stato risolto il problema?

I due hanno creato l’aggeggio sotto forma di una piccola lampada in vetro trasparente, ricoperta dalla polvere di titanio, e contenente dei LED, responsabili dell’emissione dei raggi UV, e, quindi, della reazione vera e propria.

Il meccanismo è attivato dall’apertura dell’uscio, e fa in modo di convertire l’energia meccanica del gioco dei cardini, in energia emissibile dalla lampada LED.

maniglia
 

C’è da dire che odio i proverbi, ma stavolta i nostri eroi hanno proprio acchiappato due piccioni con una fava, ottenendo oltre che un’ottima resa in termini di efficienza, anche un oggetto decente in termini di design (altro che Stella Lux, eh?) al costo di soli 13 dollari.

Il tutto sembra perfetto dall’utilizzo in studi di tatuaggi all’implementazione in cliniche di chirurgia estetica, ma a me pare ci sia una sola pecca: avrebbero decisamente dovuto chiamarle "Gandalf" ed equipaggiarle di un meccanismo sonoro che urlasse “YOU SHALL NOT PASS” ad ogni apertura.

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