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Il progetto di Grillo si sta avverando

Era il luglio del 2009 quando Grillo dal suo blog lanciava la sua iscrizione alle primarie del PD. Era una scelta politica ben precisa. Essere il quarto candidato dopo Dario Franceschini, Pierluigi Bersani e Ignazio Marino: "Partecipo per rifondare un movimento che ha tolto ogni speranza di opposizione a questo Paese, per offrire un'alternativa al nulla" aveva scritto sul suo blog. A quei tempi il comico chiamava il PD “pdmenoelle” perché secondo lui l’ex partito com.unista era responsabile dello sfascio del Paese tanto quanto quello di Berlusconi. Proseguiva nel suo intento proponendo un PD da togliere di mezzo ed uno da salvare: “Facciamo il 'bad Pd' e il 'good Pd', come le bad company e le good company”. L’allora nomenklatura del partito prese sotto gamba questa proposta e Fassino replicò con queste parole: “Grillo non è iscritto al Pd e lo ha attaccato di continuo. La sua candidatura è un boutade un po' provocatoria e non c'è alcuna ragione per considerarla una cosa seria. Bisogna vedere se noi accettiamo la sua iscrizione al partito e non penso che si possa accettare. Per correre per la segreteria non basta l'iscrizione, perchè qualsiasi associazione al mondo non accetta chi aderisce in modo strumentale ma ritiene che ogni adesione debba essere vera e sincera ai valori e allo finalità del Partito. Per me la cosa finisce qua".

L’idea di Grillo era semplice quanto lungimirante: distruggere il PD dal suo interno spazzando via i vecchi residui del passato e prendere il comando con quelli che ci stavano. Neppure il direttore del Fatto Quotidiano, il giornale delle procure grilline, Marco Travaglio, lo aveva capito: “E’ la notizia più divertente del decennio". A distanza di quasi un decennio questo preverso disegno si sta avverando. Il M5S è diventato il primo partito e, seppur la coalizione di centro destra sia uscita dalle ultime consultazioni elettorali vincitrice, non ha i numeri per governare. Renzi dal canto suo è stato il vero kamikaze del PD facendolo prima implodere e poi esplodere. Un attacco suicida degno dell’ISIS. Ha distrutto per interessi personali un partito spalancando la porta all’annessione del PD al M5S: quello che Grillo aveva progettato anni prima.

Berlusconi aveva fatto il conto che Renzi sì non vincesse ma neppure disintegrasse se stesso in modo così eclatante; del resto una sua vittoria gli avrebbe spalancato l’opportunità ad una alleanza già ventilata, quella del PD con FI che del resto sarebbe stata anche benedetta dall’Europa (Merkel docet) e Taiani ne sarebbe stato il portavoce. Tutto perfetto in teoria, se non che la realtà si è rivelata ben altra cosa. Il M5S con la mossa estremamente populista del reddito di cittadinanza ha conquistato il Sud promettendo ignominosamente che avrebbe mantenuto tutti senza lavorare. Una follia elettorale ed economica insostenibile, pazza quanto coloro che l’hanno proposta. Ma l’Italia è fatta di pazzi e di creduloni ed il risultato si è visto.

Non resta che assistere questa manfrina stucchevole tra Lega e M5S, partiti inconciliabili per arrivare alla vera alleanza o meglio allo scioglimento del PD nel M5S che permetterà, a chi ci starà ossia a degli squallidi personaggi già trombati di ritornare sul carro dei vincitori. Una vergogna tipicamente italiana. Prepariamoci dunque ad un governo di sinistri che avrà come braccio armato le procure rosse, che odierà chi lavora e farà di tutto per completare la deindustrializzazione di questo Paese (a proposito sarebbe interessante sentire il presidente di Confindustria Boccia che sostiene un governo M5S cosa ne penserà tra qualche anno…), che introdurrà patrimoniali, che invocherà ipocritamente che l’Europa è l’unica strada possibile (ma non erano i grillini gli antieuropeisti?), che aumenterà i giovani espatriati, che ridurrà il Sud ancora più povero in nome di quel grido ipocrita che risuona sempre sulla loro bocca “Onestà! Onestà”.

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