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Biblioteca Ambrosiana. Digitalizzazione per valorizzare il patrimonio librario

Già da qualche anno si parla di digitalizzazione nella Biblioteca Ambrosiana, uno dei più importanti gioielli culturali della città di Milano. Obiettivo è valorizzare e conservare il patrimonio librario con una metodologia innovativa già ben collaudata in altre realtà italiane.

VALORIZZARE E CONSERVARE IL PATRIMONIO LIBRARIO

Segnaliamo quindi l'importanza del prossimo convegno che si terrà a Brescia il 13 novembre: fra i relatori don Federico Gallo, direttore della Biblioteca Ambrosiana di Milano, che parlerà del patrimonio manoscrittto della Biblioteca Ambrosiana.

Martedì 13 novembre 2018, Sala della Gloria, ore 17.00, Università Cattolica del Sacro Cuore, Via Trieste 17, Brescia.

LA BIBLIOTECA AMBROSIANA

federico gallodon Federico Gallo

La Biblioteca Ambrosiana di Milano si compone di tre centri di attività: la Biblioteca, la Pinacoteca e l’Accademia. Si tratta di un unico polo culturale, variamente articolato e integrato. La Biblioteca di natura storica e conservativa, comprende circa 1 milione di volumi, di cui più di 30.000 manoscritti, 12.000 pergamene, ecc. Il primo passo in questa direzione è stato il passaggio dal catalogo cartaceo al catalogo informatico. Un’impresa titanica visto il gran numero delle opere sia librarie che museali e soprattutto la loro diversa natura: dal manoscritto allo stampato, dalla pergamena all’incisione, dal disegno al dipinto …

IL CATALOGO UNICO

E’ nato così il progetto del Catalogo Unico in cui far confluire i dati catalografici della ricca collezione ambrosiana. Lavoro ancora in corso e in continua fase di aggiornamento. Accanto a questa catalogazione informatica e in stretta connessione con essa è nato anche il progetto di digitalizzazione. Con esso si vuole rispondere a due esigenze strettamente legate alla natura dell’Ambrosiana: la conservazione e la fruizione.   Conservare la memoria del prezioso patrimonio sia della biblioteca che della pinacoteca e nello stesso tempo allargare i confini della sua fruibilità.

LA DIGITALIZZAZIONE

Sono nati così vari progetti di digitalizzazione

1. Edizione nazionale informatica dell’Epistolario di San Carlo Tra i vari carteggi che l’Ambrosiana possiede, uno dei più consistenti è quello di Carlo Borromeo. Si tratta di ca. 40.000 lettere. Il tutto è stato catalogato e digitalizzato con una produzione di circa 150.000 immagini. A questo epistolario è stata dedicata una sezione speciale del Catalogo Unico, in cui   sono confluite sia le schede catalografiche che le immagini digitalizzate. Così oggi l’utente può ricercare il documento che gli interessa e leggerlo nella versione originale direttamente online.

2. Digitalizzazione del Codice Atlantico Il famoso Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, conservato in Ambrosiana sin dal 1637, dono del conte Galeazzo Arconati, è composto da ben 1.119 fogli, fittamente ricolmi di disegni, schizzi, note di Leonardo. Essi erano custoditi in 12 volumi rilegati in legno e pelle d’antilope. Ora sono stati sfacicolati, così da permetterne una completa visibilità. In occasione di questa operazione, tutti i fogli sono stati digitalizzati ad alta risoluzione e custoditi in moduli di memoria, diversamente dislocati.

3. Dipinti e Disegni La ricca dotazione di dipinti e disegni della Pinacoteca è stata anch’essa in gran parte digitalizzata e resa disponibile on line, sul sito dell’Ambrosiana. Il catalogo dei Dipinti esposti nelle sale (schede + immagini)  è stato realizzato dall’Ambrosiana nell’ambito del progetto regionale SIRBEC. Il catalogo dei Disegni (anche in questo caso schede + immagini) è stato invece realizzato dalla Notre‐Dame University, nell’ambito di un progetto di collaborazione.  

4. Il progetto DAI (Digital Ambrosiana on Internet) Anche se non più attuale, va citato anche questo progetto. Nel dicembre 2010, grazie al sostegno della Fondazione Cariplo, viene avviata la digitalizzazione del patrimonio manoscritto della Biblioteca Ambrosiana (+ di 30.000 codici). Il progetto è stato messo a punto da una équipe di studio composta da personale dell’Ambrosiana, esperti del Cineca, di Icas94 e della ditta Comperio. I testi manoscritti avrebbero dovuto essere digitalizzati in sede con apposita strumentazione, che evitasse eventuali danneggiamenti al manufatto originale; ma qualcosa è cambiato. Vedremo presto i nuovi sviluppi.

"Anzitutto sottolineo la validità e la positività di queste operazioni di digitalizzazione sia per la conservazione che per la fruizione del manufatto manoscritto" dichiarava nel 2015 Angelo Colombo, già Catalogatore della Biblioteca Ambrosiana "E questo va riaffermato a fronte di posizioni anacronistiche che vedono nelle nuove tecnologie una specie di profanazione o di dispersione del tesoro culturale. Queste operazioni vanno però condotte con discernimento, stabilendo anzitutto dei criteri di priorità. Non serve digitalizzare tutto a tappeto. Occorre privilegiare i pezzi più importanti e preziosi, come pure i pezzi più delicati e deperibili che l’usura del tempo o le avversità storiche potrebbero mettere  a rischio. Così pure occorre molta perizia nello scegliere la strumentazione adeguata e la qualità di un repository per l’archiviazione e conservazione a lungo termine delle risorse digitali."

convegno
 

 

 

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