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FAI indica Villa Castiglioni a Induno Olona fra i luoghi del cuore da votare

Villa Castiglioni è una prestigiosa residenza, costuita nei primi anni del XIX sec. dai Mannati, una famiglia nobile milanese. Nel 1821 questa villa venne acquistata da Ermenegildo Castiglioni, un uomo ricco ma dalle idee liberali. Pur possedendo un bellissimo palazzo a Milano, nell’attuale corso Venezia, egli preferiva la casa Indunese perchè immersa nel verde e nella tranquillità.

Tra le caratteristiche di questa casa vi sono una torretta che è situata al confine della proprietà Medici, la cosidetta "Casa delle Bambole", un tempietto vicino all’ingresso dei giardini. Sul retro si estende un bellissimo ed ampio parco. Per arredare la villa Ermenegildo Castiglioni fece venire da Parigi il capostipite di una dinastia di ebanisti, la famiglia Leanselme, per affidargli l’arredo di tutta la villa. Gran parte degli antichi arredi venne poi venduta con un’asta nel 1981 prima che la villa diventasse un grande albergo. L'albergo ha chiuso da anni e Villa Castiglioni è oggi preda dei vandali.

LA PAROLA AL SINDACO

villa

Il sindaco di Induno Olona Marco Cavallin, ha presentato una relazione sullo stato dell'arte di Villa Castiglioni. Riportiamo quanto pubblicato da Varese News sull'argomento.

La questione di Villa Castiglioni è in queste ultime settimane un argomento “sensibile” a Induno Olona. I ripetuti furti, la presenza di persone entrano abusivamente, la richiesta di intervento al governatore Fontana delle minoranze, e non ultima anche l’iscrizione della villa alla campagnaI luoghi del cuore” del Fai – Fondo Ambiente Italiano, hanno acceso i riflettori e, come spesso avviene, la discussione si sposta sui social, gli animi si infiammano e c’è anche chi scrive cose non vere.

La relazione del sindaco di Induno Olona su Villa Castiglioni
La questione di Villa Castiglioni in questi giorni è balzata all’onore delle cronache; sulla mia scrivania invece la pratica è aperta sempre e ben in evidenza, perché compito di un sindaco non è strappare titoli strillati sui giornali, ma cercare soluzioni concrete, anche quando le situazioni sono difficili e gli strumenti a propria disposizione sono pochi.

Invito tutti coloro che vogliano saperne di più su questa vicenda complessa a leggere quanto segue: ho cercato di essere il più possibile schematico e chiaro, non sono riuscito a essere breve perché le cose da dire sono molte.

Questi sono i punti chiave della situazione:

La villa è proprietà privata. Il proprietario ha dichiarato fallimento e il bene è attualmente amministrato da un Curatore Fallimentare, nominato dal Giudice.
Come in ogni proprietà privata, il proprietario (o chi ne fa le veci) ne dispone liberamente e in modo insindacabile, almeno fino a quando questo esercizio non va a costituire un pericolo per l’esterno della proprietà.

VILLA OCCUPATA

Al momento dell’ultima ispezione di Carabinieri e Polizia Locale, Villa Castiglioni risultava abitata nottetempo da alcuni immigrati, in possesso di regolare permesso di soggiorno in Italia. La questione non è però se costoro siano disperati o criminali, distinzione invece tendenziosamente attribuitami ieri da un quotidiano locale, quasi come offrire un’attenuante al comportamento scorretto degli occupanti. L’Amministrazione Indunese è sempre e comunque dalla parte della Legge. Non essendo attribuibile a questi occupanti nessun reato o crimine avvenuto all’esterno della proprietà, non si è però mai potuto ravvisare un problema di ordine pubblico che consenta alle Forze dell’ordine di perseguirli. Ogni provvedimento di sgombero deve essere necessariamente preso dal proprietario dell’immobile.


La villa versa in stato di completo abbandono, di grave degrado interno ed è stata danneggiata nella struttura e negli arredi, da ladri ma anche dagli stessi occupanti. Ne sono molto dispiaciuto e rivedo purtroppo in questa vicenda quanto avvenuto a Villa Pirelli venti anni fa: anche in quel caso – durante le grandi operazioni di restauro – sparirono antiche decorazioni e arredamenti.
Questione gabbie di sassi collocate in via Tabacchi a rinforzo del muro perimetrale: la mia Amministrazione è intervenuta anni fa presso il Curatore Fallimentare, essendo appunto quello un caso nel quale è messa a rischio la pubblica sicurezza. I gabbioni sono una soluzione che personalmente non mi piace: è esteticamente brutta, provvisoria ma è a norma di legge. Già da tempo stiamo comunque insistendo con il Curatore perché sia messo in cantiere un intervento di consolidamento definitivo del muro, se necessario rifacendolo.
Al Curatore ho anche ripetutamente chiesto, purtroppo senza grossi risultati, di rendere inaccessibile la villa da parte di ospiti indesiderati alla proprietà.
Ho già avviato l’iter burocratico per investire della questione il Prefetto (con il quale mi sono sentito più volte sulla vicenda) e il Giudice Fallimentare, per poter spiccare Ordinanze sindacali e per mettere sotto esame l’operato del Curatore Fallimentare, che non si è rivelato efficace.


Sono in costante contatto con le Forze dell’ordine, unici soggetti titolati – ottenute le debite autorizzazioni – a effettuare perlustrazioni nello stabile di proprietà privata; le Forze dell’Ordine, il cui lavoro è come al solito silenzioso ed encomiabile, hanno effettuato già diversi blitz negli ultimi anni, identificando gli occupanti dello stabile. Tengono altresì costantemente sott’occhio la stabile e mi aggiornano tempestivamente sulle novità.
Fatte queste precisazioni schematiche ma essenziali, nell’intento di essere il più possibile chiaro, devo purtroppo notare che nelle ultime settimane si è scatenata una polemica politica con il solo scopo di inculcare nella cittadinanza l’idea che ci sia nei pressi della villa un’emergenza di ordine pubblico. 
Un’emergenza che – come detto sopra – assolutamente non c’è. 
Quel che c’è è piuttosto l’uso scriteriato (ma insindacabile) di un edificio antico che sta facendo (o meglio: che sta consentendo di fare a terzi) chi lo amministra, cioè il Curatore Fallimentare.

Negli ultimi giorni poi alcuni Consiglieri regionali, accompagnati da alcune Consigliere di minoranza indunesi, si sono introdotti nella villa in modo abusivo (per loro stessa ammissione) e ne hanno approfittato per scagliare accuse, durissime quanto disinformate, contro la mia Amministrazione. Non ho trovato questo comportamento degno della loro carica: l’ho trovato un giochetto da campagna elettorale e non un atto costruttivo per risolvere davvero il problema. Problema, come ho detto più volte, che si potrà risolvere solo quando la Villa troverà un acquirente in grado di far fronte ad un restauro e a un recupero funzionale all’altezza della situazione, cosa purtroppo non facile, stanti tra l’altro i gravosi vincoli della Soprintendenza alle Belle Arti.

CHE COSA SI PUO' FARE

Io comunque vado avanti per la mia strada, senza aspettare interventi salvifici da parte di nessuno, ma facendo tutto quanto è in mio potere per tenere sotto controllo la situazione, avendo l’obbligo e la priorità di tutelare la sicurezza dei miei concittadini. Lascio agli altri le passerelle, gli allarmismi infondati e i servizi fotografici a beneficio della stampa.

Concludo con una nota positiva: ieri mattina un paio di cittadini – animati da spirito autenticamente costruttivo – mi hanno proposto proprio tramite questa pagina di adottare e sostenere come Amministrazione Comunale l’iniziativa di segnalare Villa Castiglioni al Fai attraverso il censimento dei “Luoghi del Cuore 2018”. Mi è parsa un’iniziativa lodevole, a cui ho dato immediato sostegno e vi comunico che presso gli uffici del Comune, chi vorrà può fin d’ora lasciare una firma “pro Castiglioni” nell’ambito del censimento FAI.

Marco Cavallin – sindaco di Induno Olona
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