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Museo Egizio di Torino.“Archeologia Invisibile” digitalizzazione e archeologia

Il Museo Egizio di Torino inaugura ufficialmente la nuova mostra “Archeologia Invisibile” che, fino al 6 gennaio 2020, offrirà  al grande pubblico i risultati di un lungo lavoro durato tre anni. Una proposta affascinante e coinvolgente che ben interpreta le sfide della  contemporaneità , avanzando un dialogo tra archeologia e tecnologia, tra cultura umanistica e trasformazione digitale : l’effetto shock sul pubblico è assicurato.

Evelina Christillin, presidente del Museo Egizio, dichiara: "La genesi di questa mostra risiede nei risultati di una serie di collaborazioni funzionali all'attività di studio sulla collezione, come nel caso delle sessioni di indagine sulle mummie umane e animali, effettuate con la TAC, sulle quali il Museo ha investito ingenti risorse scientifiche e finanziarie."

Perché questa mostra?

Obiettivo del Museo Egizio è mettere al centro la ricerca. Dalla conoscenza del reperto alla custodia del patrimonio: tramite la digitalizzazione si concretizza l’opportunità di mettere a disposizione del pubblico le scoperte ottenute grazie all’innovazione tecnologica. Fin dalla prima sala dedicata alla Mostra il direttore Christian Greco palesa con una scritta murale il suo progetto: “Coordinare ricerca scientifica e ricerca umanistica per accrescere ogni giorno la conoscenza sulla cultura materiale dell’Antico Egitto, indagando con modalità sempre più innovative i reperti della collezione ed il loro contesto archeologico”.

A Christian Greco lo spunto per questa innovazione nella comunicazione museale viene da lontano. Infatti cita Socrate: “Ogni discorso messo per iscritto si rivolge a tutti, ma la parola scritta è statica, non ha la valenza del metodo maieutico della madre”. E precisa: “Stiamo vivendo questa trasformazione profonda, cercando di instaurare un dialogo. Perché conservare solo la cultura materiale? C’è un rapporto stretto con la cultura umanistica.” Si tratta quindi di scoprire la biografia degli oggetti, visibile cioè materiale, e invisibile, digitalizzata.

Archeologia Invisibile

Un oggetto non è solamente ciò che si vede dietro una teca di vetro, ma è soprattutto ciò che esso stesso nasconde: la sua storia (passata, presente e futura). Da qui il titolo: “Archeologia Invisibile”. Un oggetto è fatto di infiniti elementi invisibili che sfuggono alla narrazione storica e archeologica per diversi motivi: o perché dettagli impercettibili all’occhio umano, o perché componenti scomparse nel tempo. In entrambi i casi la tecnologia corre in soccorso, vedendo ciò che l’occhio non coglie e mostrando ciò che è andato perduto per sempre. Così la preziosa biografia dell’oggetto, che funge da ponte tra noi e chi ci ha preceduto, è ricostruibile grazie ad una continua ricerca, che oggi si apre anche a nuovi mezzi.

A tal proposito l’egittologo Enrico Ferraris, coordinatore scientifico della mostra, suggerisce: ”In fondo storici e astronomi lavorano su un materiale molto simile. La luce emessa tanto tempo fa, che può essere studiata solo quando arriva, assomiglia ai reperti archeologici”. Le scienze hanno permesso di risalire la corrente del tempo e sondare i materiali senza danneggiarli.

Digitalizzazione

Grazie alla straordinaria rete di collaborazioni con i migliori centri di tecnologia al mondo come il Politecnico di Milano o il Massachusetts Institute of Technology, è oggi possibile sbendare virtualmente una mummia, riprodurre le colorate decorazioni dei sarcofagi e osservare le fibre di un papiro per decifrarne il contenuto. Ma la tecnologia e la digitalizzazione stanno portando a risultati incredibili non solo nella ricostruzione finale di un reperto, ma anche nello sviluppo stesso del lavoro, facilitando lo scambio di informazioni tra studiosi di tutto il mondo e supportando gli archeologi con un esempio di diario virtuale tridimensionale che registra le varie fasi dello scavo. Stiamo vivendo un momento di svolta in cui tutta la conoscenza, frutto di tanti anni di studi, può adesso essere riportata in modo più attraente al grande pubblico.

La mostra

La mostra, posizionalta all'ultimo piano del Museo Egizio, è caratterizzata da una prima sala ad “effetto shock”. Non si vedono oggetti risalenti all’epoca egizia, bensì oggetti contemporanei. L’obiettivo è sottolineare che un oggetto può acquisire nuovi significati in base alla società che lo interpreta. Segue poi uno sviluppo in tre sezioni: la documentazione degli scavi, le analisi diagnostiche, la conservazione e il restauro.

ME EuracResearch 02

La prima parte è stata definita “un viaggio verso l’invisibile”, soprattutto nel tempo, con lo sviluppo della tecnica fotografica da immagini digitali ad oggetti digitali. La seconda area è dedicata all’analisi dei reperti in cui è privilegiata la tecnica non invasiva. Tra gli strumenti utilizzati vi sono le lunghezze d’onda delle radiazioni magnetiche e le analisi radiologiche. La terza e ultima sezione è stata definita “Ritorno dall’invisibile”: qui sono esposti oggetti conservati per preservarsi nel tempo: tessuti e papiri.

Filosofia  

Christian GrecoChristian Greco

“Lo scienziato e l’umanista devono lavorare sempre di più assieme per cercare di dipanare la complessità del mondo contemporaneo” ci conferma il Direttore del Museo Christian Greco: e queste parole sono affisse nella prima sala della mostra. Il loro significato ha fatto da guida per gli addetti ai lavori, ma sarà anche il concetto di riferimento per interpretare la mostra. Il risultato è infatti la dimostrazione che una stretta collaborazione tra scienze umane e scienze naturali possa portare a sviluppi prima d’ora inimmaginabili.

Il digitale viene visto come un alleato naturale che si sta aggiungendo alle pratiche di conservazione. Non è un nemico verso cui erigere muri, ma uno stimolo per comprendere meglio gli oggetti e noi stessi.  Le sfide del futuro potranno essere affrontate solo attraverso la collaborazione di questi due mondi apparentemente lontani: reale e digitale.

Archeologia Invisibile” 13 marzo 2019 / 6 gennaio 2020 Museo Egizio via Accademia delle Scienze, 6 – Torino  -  Orario: Lunedì dalle 9 alle 14 Da martedì a domenica dalle 9 alle 18,30 Chiusura il 25 dicembre

Ingresso:
Biglietti (comprensivi di ingresso al Museo Egizio e visita alla collezione permanente):– Intero 15 euro– Ridotto 11 euro per i visitatori da 15 a 18 anni– Ridotto 1 euro per i visitatori dai 6 ai 14 anni– Ridotto 1 euro per i gruppi scolastici da 6 a 14 anni + n° 2 insegnanti– Gratuito per i bambini fino a 5 anni

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    museo egiziomuseo egizio di torinoarcheologia invisibiledigitalizzazionearcheologiachristian grecoevelina christillin
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