A- A+
Imprese e Professioni
PD e fiscalità. Intervento di Alessia Potecchi alla Festa dell’Unità di Milano
Alessia Potecchi

In questi giorni si concludono le varie edizioni locali della Festa dell'Unità. A Milano sono stati trattati numerosi argomenti, resi ancor più attuali dall'insediamento del governo rosso-giallo che in pochi istanti ha virato il contenuto di ogni intervento da semplicemente propositivo a proattivo e operativo.

In particolare allo Spazio Mare della Festa dell'Unità a Rogoredo, Riccardo Alemanno, Giorgio Benvenuto e Alessia Potecchi hanno introdotto importanti concetti di innovazione e fiscalità vicina ai cittadini. Moderatore dell'evento è stato Paolo Brambilla per Affari Italiani.

UN FUTURO A MISURA DI CITTADINO

Una delle figure più impegnate sui temi economici del PD è Alessia Potecchi, Responsabile Dipartimento Banche, Fisco e Finanza del Pd Metropolitano di Milano. Qui riportiamo integralmente il suo intervento.

LA GLOBALIZZAZIONE

La globalizzazione, la finanziarizzazione il mercato, la concorrenza, l’evoluzione tecnologica, la diffusione degli algoritmi della intelligenza artificiale hanno reso obsoleta la tradizionale politica economica e fiscale. Una volta era lo Stato che decideva come e quando tassare; oggi sono sempre di più le imprese e le società che decidono dove farsi tassare. Le conseguenze sono terribili sul welfare e sul lavoro. Il populismo e il sovranismo sono l’espressione di questo cambiamento; sono il sintomo, il termometro, del malessere; non sono però in grado di curare e guarire la malattia.

IL CAMBIAMENTO

foto festa unità

Occorre una politica capace di interpretare il cambiamento e di trovare adeguate efficaci nuove soluzioni. L’Unione Europea non va rimessa in discussione, va completata. L’euro richiede una gestione e una direzione politica. Va aggredito il dumping sociale. Nell’Unione Europea vi sono diversi Paesi dove vengono sistematicamente violati i diritti dei lavoratori, le condizioni salariali, le norme contrattuali, le garanzie ambientali, la tutela dei minori e delle donne, le disposizioni sulla sicurezza. È questo il motivo di una emigrazione di migliaia di imprese italiane in quei paesi con conseguenze sempre più pesanti sull’occupazione dei giovani. A ciò si aggiunge un dumping fiscale che trasforma alcuni paesi (Olanda, Irlanda, Austria, Lussemburgo, etc) in paradisi fiscali e societari. Molte grandi imprese (Fct, già Fiat; Ferrero; etc) si trasferiscono in quei paesi verso i quali si indirizza anche l’emigrazione di decine di migliaia di giovani laureati italiani che trovano condizioni retributive e professionali più convenienti.

LA COMMISSIONE EUROPEA E L'ITALIA

La nuova Commissione Europea deve fare delle riforme in quella direzione. Il governo italiano deve essere capace di realizzare una politica di grande respiro. In particolare in questo scenario occorre finalmente attuare coerenti scelte di politica economica aggredendo i punti di crisi. L’Italia ha un sistema legislativo vetusto costruito con una visione industrialista. Non è più così. L’Italia è cambiata. Ci sono meno fabbriche e più servizi. Ci sono meno operai e meno braccianti; ci sono meno catene di montaggio; non c’è più l’operaio massa, le grandi fabbriche sono in gran parte scomparse; ci sono meno giovani e ci sono molti anziani; l’emigrazione in Italia è aumentata.

LE PROPOSTE

Ecco cosa è necessario: meno leggi; grande semplicità; innovazione diffusa; utilizzo e generalizzazione delle tecnologie; accesso alle banche dati. È fondamentale il preventivo confronto con le organizzazioni intermedie. Va rispettato e valorizzato lo Statuto del Contribuente. È necessario il rafforzamento delle organizzazioni a tutela dei consumatori con l’attuazione vera della "class action". Insomma ci vuole una politica fiscale nuova, intelligente, finalizzata per favorire lo sviluppo. La riduzione del carico fiscale è certo un imperativo categorico. Va realizzato in maniera chiara. Non serve a niente una riduzione a pioggia. Le risorse disponibili sono limitate. Vanno utilizzate per incentivare lo sviluppo, il lavoro; devono mettere in moto un meccanismo virtuoso che consenta di creare ricchezza per poi utilizzarla per il lavoro, per il welfare, per lo sviluppo. Le proposte di cui parla la Lega possono nell’immediato procurare qualche voto in più ma nel medio e lungo periodo si rivelano effimere. Occorre prima di tutto correggere la tendenza che c’è in Italia di pagare per non lavorare: i prepensionamenti, la cassa integrazione, il reddito di cittadinanza e via dicendo sono misure che non aumentano l’occupazione. Possono essere necessarie in presenza di crisi drammatiche; non debbono diventare la regola perché finiscono per dilatare, oltre ogni misura l’assistenza.

RIDURRE IL PESO FISCALE SUI LAVORATORI

Sarebbe interessante vedere come ridurre il peso fiscale sui lavoratori evitando quel meccanismo diabolico del "fiscal drag" per cui gli aumenti contrattuali erogati dalle imprese vengono in modo crescente mangiati dal fisco. Le imprese italiane sono penalizzate, per rimanere competitive devono emigrare all’estero. Si potrebbe scegliere di avere aumenti salariali al lordo meno consistenti, con una tassazione più favorevole per i lavoratori. Non si tratterebbe di un aiuto di Stato ma di una norma che, senza danneggiare i lavoratori, permetterebbe alle imprese di avere una riduzione vera del costo del lavoro.

INTERVENTI MIRATI

La politica fiscale è materia complessa che richiede interventi mirati capaci di essere coerenti con una politica di sviluppo economico e di crescita del lavoro. Qualche idea nuova ci vuole anche nell’azione di contrasto all’evasione fiscale. È vero l’evasione fiscale è enorme, cresce, dilaga. È un giacimento immenso. La denuncia si accompagna paradossalmente con la politica delle rottamazioni e con il ricorso a condoni mascherati, con il lassismo dei controlli e delle verifiche fiscali. Occorre invece una ritrovata efficienza della Guardia di Finanza e dell’amministrazione finanziaria. I controlli vanno fatti lì dove c’è la polpa. Non si riesce a capire perché il fisco sia distratto, sia silente, sia ossequioso con le grandi multinazionali della globalizzazione (Google, Facebook, Apple Etc.). Realizzano profitti immensi con un carico fiscale irrisorio. Vanno riviste le deduzioni e le detrazioni; va semplificato il sistema dell’IVA; va ridotta in modo energico la crescita delle addizionali comunali e regionali che distorce i principi della progressività delle imposte. Insomma una vera riforma fiscale che non ostacoli lo sviluppo e non aumenti la diseguaglianza. 

Commenti
    Tags:
    pd milanopd fiscalitàalessia potecchifesta dell’unità di milanopaolo brambillagiorgio benvenuto
    in evidenza
    Maria Elena Boschi foto sexy con rossetto rosso e tacchi a spillo

    L'ex ministro incanta in Moto Gp

    Maria Elena Boschi foto sexy con
    rossetto rosso e tacchi a spillo

    i più visti
    in vetrina
    Matteo scatena i social. Su Twitter spopola l'hashtag #Renxit

    Matteo scatena i social. Su Twitter spopola l'hashtag #Renxit


    Zurich Connect

    Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

    casa, immobiliare
    motori
    Peugeot e il Jova Beach party a Linate per la fine dell'estate

    Peugeot e il Jova Beach party a Linate per la fine dell'estate


    RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
    Finalità del mutuo
    Importo del mutuo
    Euro
    Durata del mutuo
    anni
    in collaborazione con
    logo MutuiOnline.it
    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2019 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.