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Inbound Marketing
L'evoluzione dei contenuti web in 20 anni

In questi giorni si festeggiano i 30 anni di internet in Italia, 30 anni dall'invio della prima mail italiana.

Nel 1986 in realtà fu spedita soltanto la prima mail, perché prima di arrivare all'utilizzo del web browser da parte di early adopters informatici avremmo dovuto aspettare almeno fino alla prima metà degli anni '90.

 

Tutto ebbe inizio con una pagina web.

Questa timeline interattiva ci mostra in forma grafica come il web (e la sue tecnologie si sono evolute)

Una pagina web molto scarna a dire il vero, come erano quelle di circa 20 anni fa. Grafica ridotta al minimo, tanto testo e qualche immagine e il processo di creazione della pagina che era ancora manuale; gli sviluppatori creavano le pagine in html (linguaggio di markup) puro.

Poco dopo si sarebbe arrivati alla diffusione dei software per editor html come Frontpage, di Microsoft, in voga dal 1997 al 2003 (ultima versione).

Testo, grafica minimal e immagini (statiche e gif) hanno dunque rappresentato le prime forme di contenuti nel web, basti pensare che la prima immagine venne caricata sul web proprio dal suo inventore, Tim Berners Lee.

Il primo nome di dominio di un sito web fu registrato il 15 Marzo del 1985 e fu Symbolics.com

 

Gli Instant Messaging

Vi ricordate delle chat? Le community IRC? Quelle di C6 e di Mirc? Hanno segnato la crescita di molti early adopters dell'internet di fine anni '90, eppure il primo AOL Instant Message fu inviato da Ted Leonsis a sua moglie il 6 gennaio del 1993 e diceva qualcosa come "non preoccuparti, sono io. Ti amo e mi manchi".

 

Le prime forme di advertising online.

Sempre in quegli anni (prima metà degli anni '90) iniziarono a diffondersi le prime forme di adv online, i banner, che resistono ancora oggi. Il primo banner pubblicato online andò live su Hotwired.com e promuoveva dei musei, sponsorizzati da AT&T.

 

La prima vendita online

Il primo prodotto ad essere venduto su Ebay fu un puntatore laser guasto, venduto a 14,83$ nel 1995.

Paradossalmente, la penetrazione dell'ecommerce in Italia, 20 anni dopo, è ancora ad un tasso non soddisfacente.

 

E Amazon?

Benché oggi tutti noi acquistiamo qualsiasi prodotto su Amazon e spesso al miglior prezzo, il primo prodotto, un libro, ad essere venduto su Amazon fu "Ofstadter's Fluid Concepts and Creative Analogies: Computer Models of the Fundamental Mechanisms of Thought" nel 1995.

 

Arrivarono i blog, i social network, i video e i documenti in pdf

I contenuti sul web sono aumentati ed evoluti grazie al numero di utenti che si sono uniti alla rete, mese dopo mese, anno dopo anno, secondo la Legge di Metcalfe che ci aveva visto abbastanza bene.

Il web è diventato da passivo a partecipativo e dopo le chat, che aggregavano gruppi di utenti in canali tematici, sono fioriti i blog, che davano la possibilità a tutti di scrivere online aggiornando il proprio diario personale.

Anche il blog è cambiato tantissimo, diventando prima forma di espressione personale e poi strumento di brand awareness per molte imprese (i blog aziendali).

 

I motori di ricerca

Pensiamo a Google, nato nel 1998 e con la capacità iniziale di indicizzare soltanto pagine web. Man mano che i contenuti sono evoluti i motori di ricerca sono stati in grado di indicizzare qualsiasi tipologia di contenuto. Dal testo, alle immagini (nei diversi formati), ai video, ai documenti e ai pdf.

Google ad esempio, inizialmente ha reso disponibile vari motori di ricerca per tipologia di contenuti, che sono poi confluiti, lato utente, in quella che oggi conosciamo come Universal Search, ovvero la possibilità che in una pagina di risultati restituita dopo una ricerca su Google, ci siano diverse tipologie di contenuti (pagine web, video, pdf, ecc.).

 

Social networking e social application

Arrivarono i social network e si diffusero a macchia d'olio. Non tutti però sono stati in grado di costruire e mantenere un vantaggio competitivo. Non tutti sono stati in grado di costruire un business model di successo e molti sono scomparsi, pensiamo a MySpace, o al progetto social di Google, Google+ mai decollato veramente, ma anche allo stesso Twitter che, seppur abbia introdotto forme innovative di messaging (testi in 140 caratteri), non è mai riuscito a raggiungere, neanche lontanamente, lo strapotere costruito da Facebook.

 

Ad ogni modo, i social network hanno contribuito molto all'evoluzione dei contenuti nel web: dallo status update al twit in 140 caratteri, dalle immagini con i filtri ai mini video in time lapse (instagram), fino ad arrivare ai più recenti social networking che permettono il livestreaming di contenuti o alle social chat application (Whatsapp, Telegram, ecc.), pensate per i device mobili, che permettono l'invio di qualsiasi contenuto, proprio come se fossero un'evoluzione moderna degli "antichi" sms.

 

Big data e monitoraggio delle conversazioni. Il futuro (o il presente?)

Arriviamo al presente. Sebbene i contenuti classici siano evoluti, ma le loro forme primarie restano intatte, oggi il web permette di combinare tra loro forme differenti di contenuti per poterne creare altri nuovi.

Il progressivo aumento delle dimensioni dei dataset ha permesso negli ultimi anni di produrre un insieme di dati voluminosi che possono essere estratti ed analizzati per la produzione di nuovo valore (e contenuti) per il web.

Parliamo di big dati, da cui è possibile ottenere analisi approfondite dei dati, grazie proprio alla disponibilità di più insiemi di dati, rispetto a quelle che si potrebbero ottenere se si analizzassero piccole serie di informazioni.

Attraverso i big data si possono ad esempio estrarre gli andamenti e le previsioni del mercato e del commercio, le previsioni sui risultati delle partite di calcio, come sta facendo ultimamente Bing con un buon livello di attendibilità, ma anche la possibilità di comprendere che previsioni di acquisto possono avere determinati prodotti in relazione ad una stagione, o analizzare il buzz degli utenti sui social network.

 

I contenuti sono destinati a mutare continuamente, a mixarsi tra di loro, a produrre nuove informazioni e ad essere contenitori di valore e informazioni, strutturata o meno.

Sono certo che da qui ai prossimi dieci anni assisteremo ad un'altra evoluzione epocale che coinvolgerà anche i contenuti e il loro modo di essere fruiti: la realtà virtuale.

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