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L'Italia s'è destRa
L'Italia s'è Destra. E la Sinistra annaspa alla ricerca dell'identità perduta
Matteo Salvini

L'Italia s'è "Destra". Il gioco di parole che cita un verso dell'inno di Mameli è quanto mai pertinente se si analizza la situazione politica del Paese, non tanto quella istituzionale quanto invece quella che traspare dai social network e dalla reazione di una cospicua fetta di italiani nella vita di tutti i giorni.

Sì, l'Italia uscita dalle consultazioni del 4 marzo scorso pare essersi destata da un lungo sonno - almeno quel 49 % che ha votato Lega e m5s (oggi, secondo i sondaggi dei principali istituti, divenuto addirittura 60 %), e il Paese sembra aver virato bruscamente a destra.

Ovviamente per il Pd e per la Sinistra in generale, questa virata viene considerata recrudescenza di razzismi, fascismi, totalitarismi e così via, quando invece - fermi restando i condannabili, criminali ed esecrabili fenomeni violenti di xenofobia e d'intolleranza - un gran numero di italiani (non violenti né poco di buono, ma persone per bene) si sentono perlopiù legittimati, dalla linea di condotta dell'esecutivo, a esprimere il proprio parere.

Non si tratta di essere razzisti se si prova insofferenza per quei rom responsabili di reati che paiono poter agire impuniti nelle città; non si tratta di essere fascisti se si obietta sull'accoglienza indiscriminata di migranti; non si tratta di essere omofobi o oscurantisti se si esprimono dubbi su adozioni gay, gravidanza surrogata e utero in affitto. Per anni, invece, molti italiani sono stati messi a tacere da un certo clima "politically correct", secondo il quale - per l'appunto - chi osava anche solo mostrarsi timidamente perplesso di fronte a certe linee politiche e decisioni veniva tacciato con gli epiteti peggiori e accostato a Mussolini, Hitler e compagnia cantante.

Lo stesso Matteo Renzi provò, nel suo libro Avanti, ad asserire che il vero aiuto ai migranti era quello dato "a casa loro", ma fu raso al suolo dalla Sinistra e dagli oppositori interni al suo partito. Renzi era titubante sullo Ius Soli,  che il Pd voleva far approvare obtorto collo a fine legislatura, ma non titubante a sufficienza, almeno agli occhi di una cospicua parte di opinione pubblica che alle urne ha votato Lega o m5s.

Oggi, nostalgici dei fasti del 40 % alle europee del 2014 (tragicamente trasformatosi nel 18 % alle politiche del 2018), Renzi e i fedelissimi renziani - come del resto tutta la Sinistra - s'impegnano a rimarcare costantemente la propria differenza dalle forze governative, attaccandosi arruffatamente a qualsiasi cosa: alle foto di Salvini a torso nudo, all'inopportunità dei selfie ai funerali, perfino all'uso più o meno smodato degli emoticon nei post; una reazione che risulta scomposta (come nel caso Daisy Osakue, un autogol clamoroso per i dem); a maggior ragione poiché al momento attuale (e lo hanno dimostrato le ovazioni ricevute da Salvini e Di Maio ai funerali di Genova), l'Italia vive ancora un idillio con l'esecutivo (fisiologico, visto che governa da soli tre mesi). L'opposizione del Pd e dei renziani - che non hanno mai fatto esami di coscienza sul perché, dal giugno 2016, hanno perso tutte le elezioni possibili - risulta inefficace proprio perché non v'è coesione a Sinistra e neanche nel partito democratico stesso. Se anche il governo Lega-m5s cadesse domani stesso, quale sarebbe l'alternativa? Un Pd allo sbando? Un Renzi attratto dalle sirene televisive perché avverte la possibile fine della sua leadership politica? Un'alleanza del Pd con Forza Italia, ormai ai minimi storici e con all'interno una pletora di fughe illustri verso la Lega?

Anziché pensare prima a ricompattare le file, a riorganizzarsi, o anche solo a mettere insieme un'idea comune che sia una, anziché ricostruire insomma, il Pd incentra tutta la sua opposizione a distruggere l'avversario, cercando di delegittimarlo in tutti i modi, senza però decidersi se deriderlo come minus habens o accusarlo delle peggiori e deliberate nefandezze. Due strategie in contrasto, che - come tali - si elidono a vicenda risultando inutili.

L'Italia s'è Destra, e la Sinistra è in crisi esistenziale. Lo dimostra il fatto che il Pd si è schierato a favore di Atlantia e Autostrade per l'Italia, che non hanno neanche speso una parola per le vittime di Genova dopo il crollo del ponte. Una scelta di campo, quella dei dem, che ha scavato un'ulteriore fossato tra il partito e l'opinione pubblica, anche di Sinistra, gran parte della quale si è già rifugiata da anni nell'astensionismo non sentendosi più rappresentata da quella istituzionale.

E tuttavia, l'assenza di un'opposizione è un problema serio per tutti quanti, specie viste le sfide - soprattutto economiche - che attendono il Paese nei prossimi mesi. E se Pd e Sinistra in generale pensano di contrastare eventuali politiche governative sfavorevoli ai cittadini - perché tutto può succedere, e lo sappiamo bene - contestando selfie a colpi di post infantili e controproducenti sui social network, c'è seriamente da preoccuparsi.

Tags:
destrasinistragoverno contegoverno lega-m5smatteo salviniluigi di maio

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