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La Colonna infame
Il diabete porta alla cecità. Lo studio dell’università La Sapienza

La popolazione diabetica è stimata attualmente intorno ai 285 milioni e secondo le previsioni – nel 2030 - saranno circa  360 milioni. Ciò comporterà un notevole aumento della spesa sanitaria soprattutto se si considera che 1 donna su 10 è diabetica, 1 gravidanza su 7 è caratterizzata da diabete gestazionale, 2 donne con diabete su 5 sono in età riproduttiva per un totale di più di 60 milioni nel mondo. La malattia diabetica per le donne può significare anche difficoltà a concepire un figlio, infatti 2 donne su 5 di quelle con il diabete sono in età riproduttiva (International Diabetes Foundation) e devono fare più attenzione delle altre durante la gravidanza per la loro salute e quella del bambino. Il diabete inoltre è la nona causa di morte nel mondo per le donne (oltre 2 milioni ogni anno). Le donne con diabete di tipo 2 hanno una probabilità 10 volte superiore di avere malattie coronariche rispetto alle donne in salute, quelle con diabete di tipo 1 hanno un maggiore rischio di aborto spontaneo o di avere un bambino con malformazioni. (I dati sono diffusi in occasione della giornata mondiale del diabete)

elena pacella oculistaProf.ssa Elena Pacella
 

Un diabetico ha circa il 25percento di probabilità in più di diventare cieco rispetto a un non diabetico perchè la retinopatia diabetica è la causa più frequente di cecità nelle società più evolute a causa dell’aumento dell'obesità e dell'invecchiamento della popolazione. Dopo 20 anni di questa malattia, il 60percento dei diabetici di tipo 2 (non insulino/dipendenti) e il 100percento di tipo 1 manifesta alcune forme di retinopatia. Le donne sono più frequentemente colpite rispetto agli uomini’. È quanto dichiara ad AFFARI Elena Pacella, primario del pronto soccorso Emergenze oculistiche del policlinico Umberto I^ di Roma e docente associato all’università La Sapienza di Patologia clinica e chirurgica degli organi di senso, la quale aggiunge che ‘la retinopatia diabetica è una complicanza del diabete che origina da un’alterazione del microcircolo ed è secondaria al danno cronico derivante dall’iperglicemia e provoca la perdita irreversibile della vista’.

Come evolve  la malattia?

Le nuove molecole farmacologiche per la cura del diabete hanno limitato la comparsa della retinopatia proliferante, sebbene le forme con l’edema maculare diabetico siano divenute più frequenti. L’edema maculare diabetico colpisce sin da subito la visione centrale ed è secondario all’aumento della viscosità e del flusso ematico dovuto proprio all’iperglicemia, responsabile dell’aumento dello spessore retinico per accumulo di liquidi negli spazi intercellulari e rottura della barriera emato/oculare tra il sangue e la retina. 

Quanto incide la laserterapia sulla guarigione della retinopatia diabetica?

Nella forma proliferante a 5 anni riduce al 5percento il rischio di cecità legale e all’1percento il rischio di cecità assoluta. Prima della fotocoagulazione il rischio di cecità legale era del 50percento.

Per quali forme di retinopatia diabetica non è indicata?

Nelle forme che si manifestano ab initio con l’edema maculare diabetico.

Il trattamento laser è indicato per altre malattie della vista?

Si è dimostrato efficace e sicuro anche nel trattamento dell’edema maculare, benché porti ad effetti collaterali come le cicatrici retiniche, responsabili di alterazioni del campo visivo. Per ovviare a tali conseguenze sono state sviluppate tecniche alternative di trattamento laser meno invasive e con minore intensità e impatto sulla retina. È il caso del laser sottosoglia che è meno invasivo, dei nuovi laser che utilizzano schemi semiautomatici di trattamento con tecnologia ad alta precisione in grado di applicare gli spot laser in maniera meno dolorosa e più accurata.

Ci sono alternative alla laserterapia?

Si, le iniezioni intraoculari (o intravitreali) sono tra queste. Con esse si rilascia nella cavità vitrea molecole farmacologiche anti-VEGF e/o inserti intravitreali a lento rilascio capaci di massimizzarne l’effetto terapeutico riducendo i rischi legati alla somministrazione sistemica. Questa terapia ha il vantaggio di migliorare la funzione visiva riducendo l’edema retinico. Si tratta di terapie che vanno ripetute nel tempo. La chirurgia vitreale è riservata ai casi gravi di retinopatia proliferante per la quale la fotocoagulazione laser rimane un valido strumento terapeutico. Attualmente, gli anti/VEGF e fortunatamente gli inserti intravitreali a lento rilascio ne limitano la progressione e la comparsa della retinopatia proliferante. 

Il 14 novembre si celebrerà la giornata internazionale della malattia diabetica, quale messaggio vuole lanciare ai diabetici conclamati e potenziali?

Per chi ha familiarità con la malattia suggerisco di migliorare le abitudini alimentari e lo stile di vita, e consiglio il controllo periodico della glicemia. Mentre, a chi il diabete già ce l’ha, trattandosi di malattia sistemica grave e cronica, raccomando una gestione regolare da parte di medici esperti, endocrinologi o specialisti di medicina interna, perché il compenso glicometabolico e l’adesione del paziente al modello terapeutico sono fondamentali per ottenere e mantenere i migliori risultati anatomici e funzionali. Gli altri parametri di cui tener conto sono: il profilo lipidico e l'ipertensione arteriosa perché possono aggravare l’edema maculare diabetico e la retinopatia proliferante. Inoltre, ai medici oftalmologi (tra i primi a identificare il diabete di tipo 2 con l’esame del fondo oculare) che formo durante la mia attività accademica rivolgo l’appello di istruire il paziente sulla necessità di monitorare il diabete, di controllare i livelli di emoglobina glicosilata, e il consulto reciproco con il diabetologo. Questo modus operandi  porterebbe i diabetici e potenziali tali ad una migliore gestione della malattia e della qualità della vita.

(segreteria@mariellacolonna.com)

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