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La Colonna infame
OPLON contrasta il declino della memoria

Il dispositivo messo a punto dal progetto OPLON (OPportunities for active and healthy LONgevity) potrà identificare precocemente la fragilità e il declino cognitivo degli anziani e dei pazienti affetti da malattia renale cronica secondo il principio ‘care&cure’, ed intervenire nei soggetti a rischio fragilità della memoria con una prevenzione secondaria.

Si tratta di uno strumento predittivo del rischio di declino funzional/cognitivo realizzato dalla partnership imprenditoriale (Santer Reply, Dedalus, Telbios, Cooperativa EDP la Traccia, Tecnoikos) sulla base delle informazioni mediche raccolte – che potrà essere utilizzato dal sistema sanitario per ridurre i costi della sanità pubblica e riorganizzare i servizi con nuovi modelli di assistenza socio/sanitaria integrata rivolti a pazienti anziani a rischio.

Co-finanziato dal MIUR nell’àmbito del bando ‘Smart Cities and Communities and Social Innovation’, OPLON prende spunto da un monitoraggio durato tre anni e realizzato dal Dipartimento dell’emergenza e dei trapianti di organi (DETO) Sezione di nefrologia guidato dal prof. Loreto Gesualdo, docente ordinario di nefrologia all’università di Bari e responsabile scientifico del progetto, in partnership con le imprese e sostenuto da ARES Puglia, AOU Consorziale Policlinico di Bari,  ASL Bari, FIMMG e Italia Longeva.

L’osservazione clinico/scientifica dei pazienti monitorati in Puglia con caratteristiche riconducibili all’età avanzata e alle patologie cardiovascolari, sommata all’analisi del consumo delle risorse per le prestazioni ambulatoriali, la spesa farmaceutica e le esenzioni ticket, ha messo in evidenza il ruolo della malattia renale all’interno dell’ ‘indice di fragilità’ della popolazione generale. Vale a dire che la malattia renale in qualsiasi stadio predisporrebbe il paziente ad una fragilità cerebrovascolare.

LORETO gesualdo2prof. Loreto Gesualdo
 

Lo studio multidisciplinare realizzato in collaborazione con il prof. Claudio Babiloni, fisiologo e farmacologo all’università ‘La Sapienza’ di Roma, la prof.ssa Marina De Tommaso della clinica di Neuropsichiatria dell’università di Bari, il supporto del dott. Deni Aldo Procaccini per l’analisi statistica e l’elaborazione del modello predittivo, e l’ausilio di specifiche tecnologie per le rilevazioni elettroencefalografiche – spiega il prof. Loreto Gesualdo ha evidenziato che la prevalenza del deficit della memoria negli emodializzati, frequentemente non diagnosticata, è stimata intorno al 30percento. Perciò il dispositivo realizzato tornerà utile a noi medici per la prevenzione e alla spesa sanitaria in termini di risparmio generale, che - in tempi di spending rewiew – non è elemento trascurabile’. (https://www.facebook.com/OPLONpuglia/   -  http://www.oplon.eu/)

 (segreteria@mariellacolonna.com)

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