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La Colonna infame
Sanità, legge Gelli e responsabilità civile e penale dei medici

La legge Gelli (24/2017) approvata qualche mese con 255 voti a favore, 113 contrari (Si, M5S e FI) e 22 astenuti (Lega), rivoluziona la disciplina sulla responsabilità dei professionisti della salute nei procedimenti sia civili sia penali intentati dai malati. Tanto auspicata dai camici bianchi italiani, la legge è avuto due medici promotori: Federico Gelli, medico specialista in sanità pubblica, deputato del PD e membro delle Commissioni parlamentari Affari Sociali e per la Semplificazione, che l’ha presentata, ed il ginecologo Benedetto Francesco Fucci, parlamentare Pdl dal 2008 e primo firmatario. Quest’ultimo sensibilizzato al tema in quanto convinto che ‘l’operatore sanitario - negli ultimi tempi - è diventato un bancomat anche di fronte a presunte colpevolezze’, ha dichiarato ad AFFARI durante un partecipato incontro organizzato a Bari dall’Azienda Policlinico dov’era presente anche l’on.Gelli.

federico gellion. Federico Gelli
 

La riforma introduce un nuovo diritto – ha spiegato Gelli – che si basa sulla sicurezza delle cure che diventa parte integrante del diritto alla salute (art.32 della Costituzione). Oltre a  tutelare il rischio professionale in sanità. Il sistema di protezione previsto dalla legge si basa sulle politiche di prevenzione, risk-management, trasparenza dei dati, documentazione sanitaria, coperture assicurative. Elementi essenziali per garantire al professionista un approccio al lavoro più sereno grazie al cambiamento del percorso formativo e   alla modifica dei codici penale e civile. 

Cosa significa?

Sul piano penale si giudicherà la colpa sanitaria in base all’assetto giurisprudenziale europeo. Sul piano civile si costruirà un meccanismo a doppio binario funzionante a partire dai pronunciamenti del tribunale di Milano. Vale a dire che il paziente che ha ricevuto un danno dal sistema sanitario potrà rivolgersi direttamente all’azienda ospedaliera ed essere risarcito in tempi rapidi e certi in base ai procedimenti stragiudiziali, due in particolare, che vertono: il primo è l’azione diretta sulla compagnia di assicurazione, il secondo è la conciliazione obbligatoria attraverso l’accertamento del danno. Mi spiego: il medico potrà essere chiamato in causa anche se l’azienda dovesse risarcire il paziente a rendere conto del proprio operato. La struttura valuterà la responsabilità del professionista e dinanzi ad un errore accertato per colpa grave potrà fare un’azione di rivalsa e fare la segnalazione alla Corte dei Conti per recuperare quota parte del danno che il professionista ha eventualmente commesso.

benedetto fuccion. Benedetto Fucci
 

Una cosa è certa. La negligenza e imprudenza resteranno punibili sempre – ha aggiunto l’on. Fucci – ma nel caso il medico dimostrasse di aver agito con scienza e coscienza allineandosi alle linee guida contenute nella norma e nell’interesse esclusivo del paziente, questi non sarà punibile. 

Le associazioni che si occupano della tutela dei diritti del malato sostengono che la riforma Gelli penderebbe più dalla parte dei medici. Infatti, dopo un’attenta lettura della legge ci si chiede: tenendo conto dei tempi della magistratura italiana quanti contenziosi andranno in prescrizione considerato che saranno ridotti da 10 a 5 anni? Quanti pazienti vedranno persi i propri soldi anticipati visto che tocca a loro la ricerca della prova?  

(segreteria@mariellacolonna.com)

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