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Lo sguardo libero
Marco Cappato: "Adriano Galliani vuole portarci indietro di 60 anni"
Marco Cappato, 52 anni, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, già deputato al Parlamento europeo

"Al Senato lotterò per i diritti e la libertà. Ben venga se la mia elezione sarà foriera di nuove alleanze a Roma"

“Fare tutto il possibile perché la Brianza sia rappresentata in Senato da una proposta alternativa a quella di chi vorrebbe portare l'Italia indietro di 60 anni”.  Lo afferma in questa intervista Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, già deputato al Parlamento europeo eletto nella Lista Emma Bonino; 52  anni, cresciuto a Vedano al Lambro, cittadina che confina con Monza,  è candidato alle elezioni suppletive del 22 e 23 ottobre nel collegio di Monza e della Brianza per la funzione di senatore liberata dalla scomparsa di Silvio Berlusconi. Il suo principale avversario, espressione del centrodestra, è Adriano Galliani, 79 anni, già senatore, strettissimo collaboratore e uomo di fiducia di  Berlusconi.

Marco Cappato, cosa rappresentano per lei queste elezioni?

L’occasione di portare al cuore della politica istituzionale il mio impegno per i diritti, per l’ambiente, per la partecipazione e la democrazia. Potrò far entrare le mie battaglie di sempre anche in Parlamento, libero da accordi di potere, coinvolgendo i cittadini con gli strumenti della partecipazione popolare. 

Si parla di queste elezioni come esperimento di una allargata coalizione politica, che potrebbe essere replicata a livello nazionale. Lei è sostenuto da un’ampia coalizione: PD, M5S, Azione, Possibile, Più Europa, Radicali Italiani, Verdi e Sinistra Italiana, Libdem, Socialisti e Volt.

Il mio obiettivo è realizzare riforme per garantire diritti e libertà, più che sperimentare nuove alleanze tra partiti. Se l'effetto della mia campagna elettorale sarà quello di dare consapevolezza della possibile convergenza di diverse forze politiche su battaglie comuni, ne sarò felice.

Come porterà avanti le sue battaglie?

Abbiamo chiamato una sezione del mio programma “Per la vita delle persone”: la difesa della sanità territoriale, la libertà di scelta sulla propria vita, il diritto ad accedere al sostegno medico-scientifico per le famiglie che faticano ad avere figli e un affondo sulla sicurezza dei cittadini, da raggiungere attraverso la certezza delle pene e la depenalizzazione dei reati senza vittime, che ingolfano tribunali e carceri.

È un test elettorale importante: istituita nel 2004, la provincia di Monza e della Brianza (la Brianza milanese, che prima era parte della Provincia di Milano ed esclude quelle comasca e lecchese) ha oltre 850mila abitanti, circa gli stessi dell’intera Regione Umbria e a livello economico produttivo realizza il 14esimo Pil nazionale, più di quelli delle aree che fanno riferimento a capoluoghi regionali come Bari, Genova, Trieste e Ancona. Il suo principale avversario Adriano Galliani è molto presente a Monza. Adesso è amministratore delegato della squadra di calcio della città, arrivata per la prima volta in serie A grazie all’impegno di Silvio Berlusconi.

Da due mesi assistiamo ad astucci e magliette del Monza regalati in stile Achille Lauro, biglietti omaggio per lo stadio Brianteo,  balletti coi giocatori del Monza, ricette per il risotto alla monzese. C'era quasi da pensare che sia un candidato alla promozione del Monza calcio più che al Senato della Repubblica, dove per giunta nella scorsa legislatura Galliani si era distinto per un deciso assenteismo.

Galliani ha sottoscritto in questi giorni il Manifesto Valoriale di Pro Vita & Famiglia e del Family Day per un impegno in difesa della vita della famiglia e della libertà educativa.

Finalmente è arrivato un atto decisamente politico: la sottoscrizione di un appello promosso dalle associazioni della galassia fascio-clericale italiana, impegnata attivamente nell'utilizzo abusivo della religione cattolica come strumento di potere e sottopotere, nel nome della lotta contro ogni tipo di diritto civile e autodeterminazione individuale faticosamente conquistato nel nostro Paese.  Per quel poco che conosco la storia personale e politica di Galliani, posso anche sperare che si sia trattato di una mossa superficiale, motivata soltanto dalla speranza di racimolare qualche voto in più contro la mia "pericolosa candidatura da contrastare”, come scrivono letteralmente i promotori dell'appello.

Il cattolicesimo in Brianza – che è parte della Arcidiocesi di Milano, la più grande d’Italia, retta dall’arcivescovo Mario Delpini – è molto radicato.

Galliani mostra di ignorare la forza e il radicamento del cattolicesimo liberale nel nostro Paese e nella nostra Brianza, e di come si è espresso in passato il nostro territorio sul divorzio e la libertà di aborto, il primo sostenuto dal 67,7% degli elettori e il secondo dal 69% durante i Referendum. Quello che Galliani forse non sa, ma che sanno benissimo i suoi nuovi e reazionari compagni di strada, è che i termini "cattolico" e "laico" non sono in contrapposizione, perché tanti cattolici sono anche laici perché sanno distinguere tra peccato e reato, cioè tra ciò che sono disposti a scegliere per sé stessi e ciò che qualcuno pretende di imporre a tutti con la minaccia del Codice penale.

Cosa risponde a chi dice che Silvio Berlusconi, che viveva  e scelse Villa San Martino di Arcore, uno dei 55 Comuni di Monza e della Brianza, come quartier generale quando non era a Roma, tanto da fare di Arcore quasi sinonimo di luogo del potere, per la Brianza ha fatto pochissimo se non nulla?

Sul territorio Berlusconi ha elargito poco più di qualche mancia, ma ciò a ben vedere è meno importante del fatto che nella sua eredità politica manca la rivoluzione liberale che aveva promesso scendendo in  campo.

Pensiero liberale e democrazia. La sua storia politica si intreccia con questi temi.

Un’altra parte programma l’abbiamo chiamata “Per la vita della democrazia”. L’obiettivo è rivitalizzare la partecipazione democratica attraverso una migliore cinghia di trasmissione tra elettori e politica, rendendo obbligatoria la discussione delle leggi di iniziativa popolare, eliminando il quorum dai referendum, e creando una piattaforma digitale per la raccolta di firme online. Propongo l’introduzione delle assemblee dei cittadini per discutere importanti temi della società e lo sviluppo di un’intelligenza artificiale pubblica da mettere al servizio della collettività. Credo anche  che il miglioramento della democrazia passi per un nuovo rapporto tra Stato e territorio, che si ottiene mantenendo le risorse economiche sul territorio, e responsabilizzando i Comuni e le Regioni nella gestione della spesa. 

 

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