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Lo sguardo libero
Scontro Famiglia Cristiana-Salvini, Cristo e l'immortalità dell'anima

Sorprende che della polemica sulla copertina del settimanale Famiglia Cristiana, con quel “Vade retro Salvini” in copertina, a proposito del pugno duro del ministro dell’Interno, vicepremier e leader della Lega sull’immigrazione, sia gli osservatori che i diretti interessati abbiano considerato l’aspetto più superficiale. Il corrispettivo dell’indicibile scivolata della prima pagina del Manifesto con quel “E’ così Fiat”, con la foto di Sergio Marchione a capo chino. Con tale paradigma si spiega la replica ineffabile di Salvini: “Mi sembra di pessimo gusto…  Sono l’ultimo dei cristiani, ma  penso di meritare l’accostamento a Satana.” Satana…!? Metafisico Matteo Renzi: “Se in campagna mostri il rosario… se fingi di giurare sul Vangelo… Se fai una battaglia per il crocifisso nelle scuole pubbliche, non hai diritto di arrabbiarti per una copertina di Famiglia Cristiana”. Perché Salvini non può giurare sul Vangelo?

Stupisce che alcuni sappiano dalla  parte di chi sta il Vangelo. Soprattutto se usato in modo assoluto, indiscutibile, come è la risposta di Famiglia Cristiana alle critiche di Salvini: “Niente di personale o ideologico… Si tratta del Vangelo”. Come dire: “Non si discute. Punto”.  Il corrispettivo di quelle situazioni popolari  per cui tutti debbano essere d’accordo, come i funerali di oggi  con la gente che applaude la bara mentre viene portata fuori dalla Chiesa (il che, si accolga la battuta,  parrebbe opera di Satana e non sono i 15 minuti di fama per tutti preconizzati da Andy Warhol).  E si pensi poi alla funzione svolta dalla Chiesa nella società italiana quando la fede cattolica era più diffusa e Famiglia Cristiana vendeva milioni di copie fuori dagli edifici religiosi, con i sacerdoti che  durante l’omelia (come disse Romano Prodi) per tutto il dopoguerra condannavano la ragazza con la minigonna e non citavano neppure l’evasione fiscale, che è un reato e pure il “Non rubare” è uno dei comandamenti? Due pesi due misure?

Sicuramente il messaggio dell’amore di Cristo è rivoluzionario e va contestualizzato… ma quello principale del cristianesimo è l’immortalità dell’anima, che non è di questo mondo. Insomma, il solito equivoco catto-comunista, particolarmente diffuso in Italia dove il pensiero liberale è misconosciuto. Così il volto di Cristo e di Che Guevara si sovrappongono. Due mondi distanti: da un lato l’immortalità dell’anima, dall’altro l’ateismo di Stato.

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