A- A+
Il mondo è rotondo
La scuola deve essere palestra di vita

Ma che uomini e che donne formeranno quei genitori che a Torino hanno aggredito la maestra – supplente – dei loro figli accusandola di eccessiva severità? Aveva forse messo le mani addosso ai suoi alunni? No. Li “maltrattava psicologicamente”. In che modo non è dato sapere visto che questi democraticissimi padri e madri hanno allontanato bruscamente i giornalisti che si avvicinavano alla scuola per saperne qualcosa di più.

Stiamo parlando di un quarta elementare di un istituto alla periferia di Torino. E l’insegnante, spintonata, minacciata e insultata da queste madri in vesti di Erinni,  si è talmente spaventata e demoralizzata che, dopo essere stata visitata in ospedale, si è messa in malattia fino a Natale, quando scadrà il mandato della sua supplenza. La preside si è schierata totalmente con la sua maestra definendola “competente ed esperta”.

Purtroppo questo prendere posizione sempre e comunque con i propri figli contro gli insegnanti e contro la scuola è diventato un vizio di molti, troppi genitori italiani. E non da oggi. Dall’arco alpino alla Sicilia questo atteggiamento iperprotettivo è diventato cronaca quotidiana. A Genova una professoressa rimprovera un suo alunno; il giorno dopo il ragazzino si presenta a scuola con la madre che schiaffeggia l’insegnante cui, subito dopo, la preside suggerisce di non dar seguito all’episodio: “Meglio evitare grane”. A Imperia una bambina di sei anni  graffia i compagni con la matita, la maestra la fa sedere di fianco alla cattedra e i genitori minacciano un esposto alla procura. Un avvocato di Roma minaccia di portare in Tribunale l’insegnante che mette le mani negli zaini dei suoi allievi per trovare gli occhiali lasciati sulla cattedra e spariti durante l’intervallo.  

E quanti sono stati nel corso degli anni i ricorsi al Tar contro voti considerati troppo bassi o contro le bocciature o contro una semplice nota sul registro? Addirittura c’è chi arriva a prendersela con i prof che, facendo semplicemente il loro dovere, al ritorno da una gita scolastica, denunciano al preside chi si è reso protagonista di atti di bullismo feroce. Si arriva così a quel padre che, durante una partitella fra ragazzi, entra in campo e aggredisce l’arbitro che ha fischiato un fallo contro suo figlio.

In questo modo, però, si impedisce alla scuola e agli insegnanti di svolgere quello che è forse il loro compito più importante: educare. Può darsi, chi lo nega, che qualche allievo sia, di tanto in tanto vittima di un’ingiustizia ma forse le ingiustizie non fanno parte della vita di tutti i giorni, di noi tutti? Se io, e penso tutti quelli che hanno superato i sessant’anni di vita, ripercorro la mia carriera scolastica non ricordo un solo episodio, uno solo, in cui mio padre e mia madre non abbiano dato ragione ai professori: studia di più e vedrai che…, comportati meglio e vedrai che…

Non c’era verso; io avevo sempre torto, loro, i professori, avevano sempre ragione. Altro che ricorso al Tar, altro che prendere a schiaffi i miei insegnanti.
Poi, purtroppo, le cattedre sono state occupate in massa dagli ex sessantottini, quelli che aborrivano qualsiasi concetto di autorità, quelli che predicavano che i loro alunni dovevano e potevano fare quello che volevano, dovevano dare libero sfogo alla loro fantasia, alla loro esuberanza e, perché no, al loro fancazzismo. Insegnanti, allievi, genitori, tutti uguali, tutti sullo stesso piano Il risultato è che il livello della scuola italiana è precipitato agli ultimi posti di qualsiasi tipo di graduatoria. Ma non solo si è insegnato ben poco, si è anche dato via libera a una generazione di giovani assolutamente impreparata ad affrontare la vita, una generazione di deboli che non potevano più ricorrere a mammà e papà per risolvere quelle che ritenevano sopraffazioni dei loro capouffici, dei loro superiori. Il giorno dopo non potevano certo presentarsi in ufficio accompagnati dai genitori indignati, né potevano fare ricorso al Tar.

Eppure non è difficile capire che dalla scuola, sul piano educativo, può e deve arrivare una mano, un aiuto fondamentale per quanto riguarda l’educazione dei propri ragazzi. Chi va a scuola trascorre più tempo in aula che non a casa. Quello che si impara sui banchi, così come tutto ciò che non si apprende, ce lo portiamo dietro per tutta la nostra vita. I tempi cambiano, certo. E nessuno rimpiange la fine delle bacchettate sulle mani o delle punizioni corporali. Ci mancherebbe. Ma distruggere tutto, eliminare qualsiasi concetto di autorità, convincere i ragazzi che il professore non è un loro superiore cui, novantanove virgola novantanove casi su cento, devono dar ragione è un errore colossale.

Certo se si è arrivati a questo punto lo si deve in buona parte anche a quegli insegnanti che, sognando in cattedra la rivoluzione che non erano riusciti a fare da studenti, hanno abdicato al loro ruolo di educatori. Per tornare indietro, anzi per andare avanti, occorre che la scuola riprenda in mano con fermezza questo compito e lo svolga fino in fondo, che faccia fronte comune per respingere gli assalti di madri e padre sindacalisti dei loro figli. In parole povere oggi, anche per colpe proprie, alla scuola non basta più educare gli alunni. Deve cominciare a rieducare anche i genitori. Non sarà facile, ma bisogna provarci. Come diceva Malcom X  ”La scuola è il nostro passaporto per il futuro, poiché il domani appartiene a coloro che oggi si preparano ad affrontarlo”.
Altrimenti la scuola continuerà ad essere soltanto un luogo dove si “posteggiano” i figli in attesa che mammà e papà tornino dal lavoro. Altro che preparare il futuro.

Commenti

    Tags:
    scuola-genitori-alunni-sudenti

    in vetrina
    Michelle Obama posa in look afro. Da Barack dedica d'amore per il suo libro

    Michelle Obama posa in look afro. Da Barack dedica d'amore per il suo libro

    i più visti
    in evidenza
    Tre stelle a Mauro Uliassi E' il decimo chef in Italia

    Siamo il secondo paese al mondo

    Tre stelle a Mauro Uliassi
    E' il decimo chef in Italia

    Zurich Connect

    Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

    casa, immobiliare
    motori
    Nuova BMW X5, sempre due passi avanti

    Nuova BMW X5, sempre due passi avanti

    Abiti sartoriali da Uomo, Canali

    Dal 1934 Canali realizza raffinati abiti da uomo di alta moda sartoriale. Scopri la nuova collezione Canali.


    RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
    Finalità del mutuo
    Importo del mutuo
    Euro
    Durata del mutuo
    anni
    in collaborazione con
    logo MutuiOnline.it
    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2018 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.