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La nuda verità
La schiavitù delle gonadi

Nell’eterno balletto dei sessi, tra le dinamiche che uniscono e dividono il mondo maschile e femminile, uno dei ritornelli più sentiti è di certo quello per cui gli uomini sono difficilmente capaci, per non dire del tutto incapaci, di mantenere l’attenzione su un solo essere umano di sesso femminile. “Guardarsi in giro”, specie in presenza della propria metà, è considerato segno più o meno grave di poco rispetto; dipende da quanto e da come lo si fa. Certo, siamo tutti d’accordo sul fatto che fischiare, ululare o commentare appena passa una gonnella non sia esattamente raccomandato dal Galateo come segno di proverbiale eleganza. E quindi non si fa. Detto questo, andiamo però un pochino oltre, e vediamola per una volta, papale papale, dal lato maschile. Ogni tanto mi viene da pensare che chi ci ha “programmato” non sia stato troppo buono con il genere maschile; perché se le donne “partoriranno con dolore”, nessuno mai lo disse ma gli uomini “saranno schiavi delle proprie gonadi per l’eternità”, il che a ben pensarci rappresenta un fardello tutt’altro che trascurabile.

“Passa una gonnella e non capite più niente” si sente dire. Drammaticamente vero. Ma fermiamoci un attimo a riflettere: pensate davvero che di ciò se ne vada fieri? Pensate che ci piaccia veder azzerate in un battito di ciglia le nostre capacità cognitive e finire inesorabilmente a comportarci come un branco di cagnolini ammaestrati? Saremmo felici noi per primi di riuscire a mantenere la distanza utile a capire se un sorriso è vero o falso, se significa qualcosa o è solo cortesia, se c’è un secondo fine, se c’è qualcosa sotto oppure no. Potremmo evitare un sacco di delusioni, di amarezze, di frustrazioni. Sarebbe una vera fiaba; mantenere il distacco, non farsi condizionare dall’ondulazione ipnotica dei capelli profumati, dalle aderenze, dal combinarsi perfetto di occhi verdi e labbra rosse, dai maledetti tacchi dodici che mettono le natiche là dove devono stare, su un piedistallo, e in uno sguardo capire “tu si que vales” o “per me è no”. E poi sarebbe molto più utile alla coppia; se fosse un gioco da ragazzi, metaforicamente parlando ma per alcuni non solo, mantenere il sangue freddo e qualcos’altro nei pantaloni, si eviterebbero un sacco di casini, tradimenti, scappatelle finite in separazioni e divorzi. Un mondo ideale per tutti. E invece no. Invece dobbiamo scontare sulla pelle l’evoluzionismo, la teoria di Charles Darwin, “più ti accoppi e più speranze avrà la specie di salvarsi, di evolversi, di continuare ad esistere”.

copertina
 

E allora siamo condannati, siamo sotto costante incantesimo, siamo toccati dalla maledizione delle calze a rete. E poi, diciamocelo, non avete alcuna pietà. Già siamo deboli schiavi di un istinto primario di una potenza inaudita, più forte di quanto possiate mai immaginare, fidatevi; e come se non bastasse non perdete occasione per giocare il carico da undici a briscola. Ma vi siete mai fermate a pensare quale sia la pressione alla quale l’ipotalamo di ogni uomo è sottoposto quotidianamente? Tutto il giorno scollature, tacchi, minigonne, rossetti, chiappe strette in shorts inguinali sbattute in faccia, sia dal vivo che virtuali mentre pubblicizzano qualsiasi cosa, push up di sopra e di sotto che spuntano da giornali, riviste, televisione, internet; ci sono giorni in cui i social network sembrano la risposta all’abrogazione della legge Merlin. E ogni giorno multinazionali che non fanno altro che inventare prodotti sempre nuovi e sempre più raffinati destinati a creare “labbra da mordere”, “sguardo profondo”, “crema effetto lifting”, tutto questo per penetrare nei cervelli di un esercito di primati o giù di lì, che già per costituzione fanno fatica a trattenersi anche senza tanti orpelli, figuriamoci con.

E’ voler vincere facile, è picchiare qualcuno seduto sul water, sparare a una quaglia in voliera. E, dulcis in fundo, lo vogliamo vedere il controsenso di tutto questo meccanismo?? Migliaia di ore e giorni spesi nella vita di ogni donna per essere irresistibile, per poi pretendere di giudicarvi “come siete fatte dentro”?? E’ cattiveria, pura.

Del resto, se solo pensiamo che alle donne belle bisogna dire che sono intelligenti, a quelle intelligenti che sono belle, e tutte odiano le bugie, come la giri la giri, è comunque scacco matto. Buona settimana.


Vuoi saperne di più? Leggi il libro “Avere un uomo è facile, il problema è tenerselo” di Mirko Spelta

 

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