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La Raggi e la Muraro rovistano monnezza
Nella foto la sindaca di Roma Virginia Raggi in una posa sbarazzina

 

L’ultima della sindachessa Virginia, conosciuta meglio come Nostra Signora dei Frigoriferi per le note vicende gomblottiste è che insieme all’indagata assessora all’ambiente Paola Muraro l’altro giorno è andata in giro per la città a rovistare nei rifiuti.

In verità azione non troppo elegante per due signore così ben in vista ma si sa che quando c’è qualche foto utile per conquistare una pagina di giornale non ci si tira certo indietro.

Dunque Virginia e Laura, come una coppia di amiche mattacchione, hanno fatto un blitz nel quartiere ebraico della Capitale (chissà perché proprio lì) e a mani nude hanno cominciato a smanazzare negli intingoli dei rifiuti alimentari e tra i preservativi per verificare -come due severe maestrine- se i romani facevano il loro dovere di “differenziatori” doc, figura introdotta nella nefanda gestione ambientale precedente dall’allora assessora Estella Marino (quella che chiuse la discarica di Malagrotta senza un vero piano alternativo).

La Raggi, immortalata con una coscetta di pollo sfatta in mano ha pronunciato la sentenza giustizialista agitando un ditino ammonitore: “La certezza della pena, piccola o grande, funziona da deterrente nel momento in cui le persone iniziano a sapere che ad una infrazione corrisponde una sanzione ci penseranno bene”.

Giusto, bene, bravo, bis avrebbe detto un romano altrettanto doc come Ettore Petrolini.

Ma a parte il fatto che la “certezza della pena” è un termine che magari dovrebbe essere usato per cose più importanti, come la mafia e il crimine, ci sono ancora dei problemini ancora irrisolti prima di arrivare alla pubblica fustigazione del reprobo (“pena, piccola o grande” promette la sindachessa), come ai tempi del Papa Re.

Attualmente solo i vigili urbani o gli accertatori Ama possono elevare multe e lo stanno facendo. Peccato che i cassetti della differenziata siano in genere posti nella pubblica strada ed il primo mattacchione che passa può buttarci che so, un orecchio di rinoceronte dentro, magari nella sezione “carta”.

A questo punto, i tutori della correttezza monnezzara eleveranno- come si dice in gergo burocratico-, giusta sanzione per l’atto inconsulto; peccato che però la multa la paghino magari i condomini che non c’entrano niente con il “reato” commesso.

Ed infatti già ci sono contestazioni e ricorsi in tutta Roma.

Passiamo ora all’Ama che non gode di buona nomea presso i cittadini romani che si divertono a fotografare i netturbini (fatta salva la responsabilità che è sempre personale e mai collettiva) spesso e volentieri nei bar della capitale dove si cappuccinizzano a lungo intrattenendosi al cellulare (basta andare su FaceBook per trovarne prove fotografiche e video) quando non rimescolino i rifiuti differenziati stessi (anche questa impresa è stata diverse volte filmata).

I netturbini sono poi particolarmente amati dai romani per i micidiali scarriolamenti notturni ad ore antelucane, come le 3 di notte (nel quartiere Eur è così), in barba a qualsiasi regolamento e senso civico.

Inoltre, Ama è sotto accusa per un servizio che lascia molto a desiderare essendo Roma .come noto- una città invivibile circondata com’è di monnezza non raccolta per chissà quali motivi.

Certamente ci sarà anche qualche zozzone tra i cittadini e deve essere giustamente punito ma la Raggi non trova di meglio che proporre che a fare le multe siano proprio gli imputati numero uno dell’attuale situazione emergenziale e cioè gli operatori Ama.

La Muraro con sorriso sadico dice che “sta lavorando ad un’ordinanza” per fare rispettare la legge.

Parole quanto meno singolari per chi con la legge ha molto a che fare, ma come indagata…

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    Tags:
    raggi;muraro;rifiuti;roma;ama

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