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Il Palazzo delle Meraviglie. Luoghi e genti della società
Oddio, mi si è ristretto il centro - destra

 

Un’analisi obiettiva di quanto sta accadendo nel centro – destra in questi giorni fa indubbiamente riflettere.

Premesso che il centro – sinistra non sta molto meglio quanto a sgambetti ed azioni suicide occorre però rivendicare una particolare attenzione a quello che fu il PdL. E lo farò in forma ironica, l’unica capace di cogliere con un sorriso liberatorio quello che sta accadendo.

Pare infatti di assistere ad uno di quei documentari del  National Geographic sulle comunità di leoni (siamo generosi) in cui c’è il vecchio leone sgangherato e malmesso –Berlusconi- e due nuovi pretendenti "membri alfa" e cioè una giovane leonessa –la Meloni- e un adulto leone –Salvini- che cercano di far fuori appunto il leone vecchio.

Riassumiamo brevemente per chi si fosse perso qualche puntata.

Tutto ha inizio con la defenestrazione di Marino da un branco locale anche se importante (Roma) ad ottobre del 2015; fiutata aria di elezioni anticipate i leoni pensano alla strategia migliore per divenire capi - branco (che poi è sempre il sogno di ogni leone).

Il vecchio leone designa subito il nuovo aspirante capo-branco e cioè “Arfio” Marchini, "calce e martello", che però fa lo schifiltoso e dice che lui non ha bisogno di nessuno e chi lo “ama lo segua”; più che un leone sembra un gattino presuntuoso ma tant’è che tira così la corda che si spezza ai primi di gennaio quando Berlusconi stufo dei rimandi marchiniani designa un nuovo aspirante capo-branco, Bertolaso esperto di catastrofi e terremoti che però c’ha una nipotina acciaccata. E lui quindi aspetta.La scelta non piace molto agli altri ma ci si adegua anche perché la giovane leonessa aspetta prole.La salute della nipotina migliora miracolosamente e Bertolaso accetta.

In realtà, oltre a quella presentata, c'è anche un'altra narrazione che se non sostitutiva è molto più espicativa in termini di pragmatismo umano, che in genere è sempre la chiave giusta per interpretare i fatti del mondo.

Tutto parte dalla fine di Alleanza Nazionale e di tre "sotto - colonnelli": Barbara Saltamarini (ex PdL, Ncd ed ora Noi con Salvini), Fabio Rampelli (ex Forza Italia, braccio destro della Meloni) e Andrea Augello (ex PdL ed ora gruppo parlamentare Gal con Gaetano Quagliarello).

Queste le forze in campo e le seguenti sono le "regole del gioco":

1) Se Augello dice bianco Rampelli dice nero.

2) Augello è simpatico alla Saltamartini (e viceversa).

Svolgimento del gioco:

a) Berlusconi indica Marchini.

b) Augello indica  Marchini.A causa di 1) Rampelli (e quindi Meloni) si oppone a Marchini

c) Saltamartini (cioè Salvini) causa 2), indica Marchini come candidato.

d) Berlusconi si insospettisce: "questo, tramite Roma, mi vuole fregare la leadership nazionale fra due anni"

e) Berlusconi molla Marchini per Bertolaso (anche a causa della prima narrazione).

Il fatto è che Bertolaso esordisce con strane argomentazioni pro – Rom (“vessati storicamente”), amicizie sospette (con Rutelli) ed endorsement per la contro – parte Pd (Giachetti). A questo punto Salvini, furioso, fa saltare il tavolo.Intanto Marchini e il fedele scudiero Onorato, capiscono di aver fatto una grande cappellata a snobbare il centro – destra ed iniziano una divertentissima rincorsa a chi è più “fascio” e giù invettive a Rom e lodi alla Giustizia, alla Legalità e all’ Ordine che seguono un precipitoso ritiro dei cartelloni elettorali già installati con le frasi di Gramsci (dannata politica, cambia ogni minuto!).Però Berlusconi non ci casca più e ritirato l’iniziale favore al palazzinaro rosso punta imperterrito su Bertolaso.Salvini allora fa le primarie leghiste in cui viene seccato Bertolaso (come da copione) ed allora Berlusconi replica con le gazebarie che riconfermano (pure qui come da copione) l’incoronazione di Bertolaso che non ce la fa proprio a stare zitto e dice alla Meloni di "pensare a fare la mamma" con ovvio scatenamento di fuoco destro - sinistro sull'improvvida e non politically correct uscita.

Prevediamo che a presto la salute della provvidenziale nipotina ripeggiorerà e così si intravvederà nuovamente una via di uscita per Bertolaso che nel tardo pomeriggio di oggi, infatti, dice che se la Meloni scende in campo lui si fa da parte e che naturalmente le frasi sulle mamme sono state beceramente strumentalizzate.

A questo punto la Meloni ci ripensa e “scende in campo” nonostante la gravidanza supportata da Salvini e non più da Berlusconi.

Nel frattempo Storace appare l’unica vera candidatura di destra ma non ci si raccapezza più neppure lui (dice giustamente “è un gran casino”).Poiché le alleanze nel centro – destra cambiano un paio di volte al giorno ci si è fatti furbi e quindi si aspetta prudentemente di capire cosa accada.

Nel frattempo i 5 Stelle ringraziano…

 

Giuseppe Vatinno, giornalista, è stato Deputato nella XVI Legislatura

www.giuseppevatinno.it

Tags:
berlusconi;bertolaso;marchini;meloni;onorato

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