A- A+
Prima serata
Ascolti tv, Paolo Liguori, lo "Straccio" che ha rilanciato TGcom24

Per chi ha una certa età, Paolo Liguori è semplicemente “Straccio”. In una biografia, ad opera di Giorgio Dell’Arti, è spiegata l’origine del soprannome: “Da giovane, con una bellissima faccia da indio e capelli neri e lisci che arrivano a metà schiena, studente di Architettura, si dedica alle attività più estreme del movimento studentesco romano. Per esempio, irruzioni in scuole elementari di borgata per incitare i pargoli alla ribellione. In una di queste, un bambino interrogato dalla polizia sui possibili autori del delitto, rispose: «Nun so come se chiamavano. A uno glie dicevano merda, a un altro straccio». ‘Straccio’ divenne il suo protonickname”.

Dai tempi delle contestazioni studentesche di acqua sotto i ponti ne è passata e Paolo Liguori è diventato a tutti gli effetti un giornalista facente parte di un certo establishment politico editoriale. Una carriera che  però non ha compromesso la  sua verve polemica e, soprattutto, la sua caratteristica primigenia di “cronista da strada”.

È vero che la sua stella è fissata in forma ben visibile nella galassia dell’universo berlusconiano ormai da decenni, ma è altrettanto vero che il suo istinto di polemista e di bastian contrario spesso riemerge e punge con effetti imprevedibili. Giungendo a offrire letture dei fatti per alcuni opinabili, ma sicuramente non convenzionali e, anzitutto, utili a far capire al pubblico a casa cosa stia accadendo realmente nel Palazzo ma anche nella società.

Chi lo nominò direttore di TGcom24 nel 2015, facendolo subentrare ad Alessandro Banfi, non può non aver tenuto conto del suo pedigree di giornalista da marciapiede, munito di un senso quasi ‘animale’ della notizia. Tra gli obiettivi ipotizzabili spiccava quello di conferire alla rete all news di Mediaset un profilo chiaramente riconoscibile, magari anche dal sapore corsaro, ma non per questo meno attento alla ritmica e alla credibilità delle notizie.

Un cambio di passo che ha messo insieme due filosofie apparentemente opposte. Da una parte era necessario rispettare la sintassi più ortodossa delle breaking news, ispirata a quei valori di obiettività che non venissero meno alla funzione intrinseca di quel tipo di canali. Utili a questo scopo, cosa che Liguori ha saputo implementare, le sinergie con le altre realtà informative di Mediaset e il travaso di validi volti con le altre testate. Parliamo di ottimi professionisti come  Benedetta Corbi, Alan Patarga, Elena Tambini, Manuela Boselli, Federico Novella, Micaela Nasca, Claudia Vanni e Fabio Marchese Ragona.

Alessandro BanfiAlessandro Banfi
 

Dall’altra  – bisogna dirlo –  andava servito anche il ‘piatto forte’, il brand identificativo del nuovo direttore, rappresentato dallo storico “Fatti e Misfatti”, trasmissione decennale in cui Liguori celebra la «messa cantata della politica» che si è perfettamente integrata nel palinsesto quotidiano.

Per chi non l’avesse mai vista, la ‘funzione’ si articola così. Il direttore introduce l’argomento del giorno che dà il la alla puntata e lancia la palla gli ospiti, solitamente giornalisti, politici e opinionisti di spicco. Il programma si fonde geneticamente con la forte personalità del suo conduttore che – piccola nota di colore – arriva perfino a prestare la propria voce canticchiando la sigla di inizio.

A scanso di equivoci, il punto di vista che funge da filo conduttore alla rubrica è, da subito, molto chiaro. “Straccio” ricorda a chi è a casa di avere una netta e riconoscibile opinione sulla storia (o il misfatto) del giorno. Ma non per effetto di una sua appartenenza al cosiddetto “palazzo berlusconiano”, bensì grazie a un cordone ombelicale ben funzionante e collegato con la pancia del paese. «La gente mi telefona, legge i social, mi parla per strada» sottolinea a più riprese, assumendo anche posizioni non necessariamente in linea con il suo mondo culturale di riferimento.

Se vogliamo usare una metafora teatrale greca, Liguori è al tempo stesso il ‘corifeo’ (capo del coro), che giudica e decodifica i fatti che avvengono; e l’attore, cioè colui  che li interpreta, quando si rende conto che la gente a casa potrebbe non essere in grado di afferrare il dipanarsi della storia.

malpezziSimona Malpezzi
 

Un esempio recente di questo doppio ruolo si è avuto dal confronto- scontro, andato in onda qualche giorno fa,  tra Liguori e Simona Malpezzi, esponente Dem. Per evidenziare  le incertezze e le contraddizioni del PD guidato ufficiosamente da Renzi ma ufficialmente da Martina, il direttore di TGcom24 è ricorso alla figura ‘unificante’ di Togliatti: «Parliamoci chiaro: nel vostro statuto non è neanche previsto il congresso. Ci sono solo le elezioni primarie della persona. Non come ai tempi di Togliatti, che dettava la linea comune a tutti facendola annunciare pubblicamente proprio da chi era contrario. Questa cosa è finita. Non c’è neanche più questo. Per questo non volete contarvi!». Per una volta, a finire come uno Straccio è stata la malcapitata Malpezzi…

TGCOM24, UNA RETE IN CRESCITA CHE PIACE AI SENIOR

Il canale all news di Mediaset, diretto da Paolo Liguori, vede la propria audience media (dal 1° gennaio al 5 maggio 2018 ) in netta crescita rispetto allo scorso anno: 38.300 spettatori e share dello 0,28%, registrando un incremento  del 9% in termini di audience e +0,01 punti percentuali di share rispetto al 2017. Escludendo gennaio, TGcom24 ha ottenuto un aumento tra il 10 e 19% di audience in tutti i mesi del 2018, con un picco del 45% a marzo, in concomitanza con le elezioni.

Il profilo dei telespettatori vede una leggera prevalenza maschile (56%), mentre per quanto riguarda l’età gli over45 rappresentano il 72% dell’audience; la rete è leggermente meno affine al pubblico del sud, come già verificato per tutte le emittenti all news. Lo rivela l'analisi a cura di Anthony Cardamone, a capo del dipartimento ricerche di Omnicom Media Group, in collaborazione con l'agenzia Klaus Davi & Company.

SPIGOLATURE

In un momento di grande incertezza politica come questo, “Di Martedì” su La7 (rete diretta da Andrea Salerno) ha superato ieri il 9% di share con un seguito di oltre 2,1 milioni di spettatori, vincendo la sfida diretta con Bianca Berlinguer e il suo “#Cartabianca” che, su Rai 3 (diretta da Stefano Coletta), ha ottenuto comunque buoni risultati con il 6% di share e un’audience di circa 1,3 milioni.

bianca berlinguer
Bianca Berlinguer

Buon successo anche  “Aldo Moro - Il Professore”, docufilm di Rai 1 in cui Sergio Castellitto interpreta la parte dello statista assassinato 40 anni fa (9 maggio 1978). L’omaggio all’ex leader della DC ha raggiunto circa il 15% di share, grazie a 3,7 milioni di spettatori. Da segnalare il risultato molto simile ottenuto poco prima da “55 Giorni. L’Italia senza Moro”, monologo interpretato da Luca Zingaretti andato in onda sempre sulla rete di Angelo Teodoli, che ha coinvolto 3.418.000 spettatori con il 13.4% di share.

Per ciò che riguarda i canali non generalisti il più seguito è stato “Iris” (diretto da Marco Costa) che, grazie al film del ‘56 “Le colline bruciano”, ha ottenuto uno share del 2% grazie a un pubblico di 502.000 unità.

Tags:
ascolti tvauditelpaolo liguoritgcom 24

in vetrina
The Cal 2019: the presentation of Pirelli Calendar 2019 will be held in Milan

The Cal 2019: the presentation of Pirelli Calendar 2019 will be held in Milan

i più visti
in evidenza
"Dogman" candidato dell'Italia Garrone in corsa per l'Oscar 2019

Spettacoli

"Dogman" candidato dell'Italia
Garrone in corsa per l'Oscar 2019

Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

casa, immobiliare
motori
Il Motor Show cambia e diventa Motor Show Festival

Il Motor Show cambia e diventa Motor Show Festival

Abiti sartoriali da Uomo, Canali

Dal 1934 Canali realizza raffinati abiti da uomo di alta moda sartoriale. Scopri la nuova collezione Canali.


RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2018 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.