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Prima serata
Ascolti tv, stare all'opposizione fa bene al TG3 di Giuseppina Paterniti

Ascolti tv, stare all'opposizione fa bene al TG3 di Giuseppina Paterniti

Stare all’opposizione fa bene all’audience. Una regola che anche questa volta è confermata, come dimostra l’analisi dell’agenzia Klaus Davi & Co. in collaborazione con il centro media Omnicom Media Group. Omnicom ha monitorato i risultati ottenuti dalle principali emittenti Rai e dai rispettivi telegiornali in questa stagione televisiva, iniziata poco prima dell’insediamento dei nuovi direttori: il 27 novembre il Cda Rai ha deciso le nomine di Teresa De Santis a Rai 1, Carlo Freccero a Rai 2 e la conferma di Stefano Coletta a Rai 3. Prima ancora, il 31 ottobre, sono cambiati anche i direttori dei tiggì, con Giuseppe Carboni al Tg1, Gennaro Sangiuliano al Tg2 e Giuseppina Paterniti al Tg3. Antonio Di Bella è invece a Rainews24 dal 2016. Nel periodo analizzato, le reti generaliste Rai risultano complessivamente in leggero calo rispetto all’anno precedente (mediamente -2% in termini di spettatori assoluti), ma hanno guadagnato circa 0,5% punti percentuali di share, considerando il risultato aggregato di Rai 1, Rai 2 e Rai 3.

Nel dettaglio sono il primo e il secondo canale le emittenti che hanno perso maggiori spettatori; in particolare Rai 1, che mostra un calo percentuale superiore al calo del bacino di ascolto del totale televisivo. Al contrario, Rai 3 è in controtendenza con un guadagno del 4%: di fatto l’incremento di share realizzato dal comparto generalista Rai rispetto all’anno precedente è quasi integralmente attribuibile alla terza rete. Dividendo il periodo in corrispondenza delle nomine dei direttori di rete, è osservabile come prima del 27 novembre le emittenti Rai risultavano in crescita rispetto al periodo precedente, con l’eccezione della Rai 1 di Angelo Teodoli che però perdeva solo l’1% (dato inferiore al calo del bacino totale della tv: -2,3%); a partire dal secondo periodo il calo appare più evidente per tutte le emittenti, e anche Rai 3 vede un freno alla crescita registrata in precedenza, pur mantenendo risultati positivi. Nella fascia del prime time ancora Rai 1 appare in sofferenza, confermando il trend dei periodi analizzati. La seconda rete e la terza, invece, hanno guadagnato spettatori e share, ma dopo il cambio nelle direzioni hanno accusato un leggero  rallentamento della crescita pur con una variazione del bacino TV sostanzialmente stabile nella fascia oraria.

Ciò non intacca comunque la leadership di Rai 1, con una media di share nel prime time del 19.9% e nel totale della giornata del 17.3%. Nella prima serata Rai 2 segna invece il 6.2% di share media, mentre durante l’arco dell’intera giornata si assesta sul 5.9%; a differenza delle altre due emittenti, il canale di Stefano Coletta (Rai 3) ottiene risultati migliori durante la giornata (7.3%) rispetto alla fascia prime time (5.8%). Riassumendo, rispetto allo stesso periodo nell’anno precedente Rai 1 perde lo 0.56% di share nel prime time e lo 0.28% sul totale giorno; Rai 2 è stabile sul totale giorno e guadagna lo 0.25% di share nel prime time; Rai 3 cresce dello 0.45% sull’intera giornata e dello 0.22% nel prime time.

Per quel che riguarda i notiziari (e considerando solo le edizioni principali, escluse le rubriche, gli speciali e le ediz. straordinarie), solamente il TG3 di Giuseppina Paterniti guadagna sensibilmente rispetto all’anno precedente, segnando +1% spettatori per l’edizione meridiana (+0,65% di share) e circa il +3% per quella serale (+0,56% di share), ottenendo medie di share rispettivamente dell’11.5% e dell’11,3%.

 TG1 e TG2, invece, appaiono in leggero  calo;  l’edizione delle 13 del principale tg italiano ha perso  lo -0,57% di share rispetto al periodo omologo dell’anno precedente, mentre quella serale del TG2 ha subito un calo minimo (-0,12% di share). Il TG2 di Gennaro Sangiuliano comunque si mostra in forma nell’edizione meridiana con una media di share del 15.1% (+0.63% di share), così come il TG1 di Giuseppe Carboni rimane il telegiornale più seguito in termini assoluti grazie a medie ancora molto alte all’ora di pranzo (22.1%) e all’ora di cena (23.4%). L’analisi dei periodi che coincidono col cambio dei direttori delle testate mostra tuttavia come i notiziari abbiano sostanzialmente seguito i trend delle intere reti, dati che inevitabilmente condizionano anche i Tg.

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