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Prima serata
Ascolti tv, TGR quintessenza del servizio pubblico
Vincenzo Morgante

I dati pubblicati sono curati da Anthony Cardamone, responsabile ricerche del colosso pubblicitario Omnicom Media Group.

Il TGR diretto da Vincenzo Morgante - cattolico,  solido professionista, formatosi sul campo in Sicilia, uomo di potere in Rai ma non per questo irrigidito dai prestigiosi incarichi accumulati negli anni - con le sue redazioni disseminate in tutte le regioni, rappresenta  la quintessenza del servizio pubblico. Lo è sia dal punto di vista dei contenuti che per il delicato ruolo simbolico che acquisisce grazie alla sua territorialità. Lo è ancora di più quando le regioni del suo presidio  sono particolarmente esposte; ci riferiamo, in particolare, alla Puglia, alla Calabria, alla Sicilia e alla Campania, dove non sempre è una passeggiata esercitare la professione giornalistica, e ne sanno qualcosa i numerosi cronisti che operano in quelle zone.

Ogni giorno, attraverso i canali regionali della Rai, il servizio pubblico si rivolge complessivamente  a quattro  milioni e mezzo di persone, una cifra davvero considerevole che puntella il senso di appartenenza regionale per buona parte degli italiani. Il TGR è un misto di informazione istituzionale e territoriale, una mediazione ideale tra territori e istituzioni locali e regionali, in alcune delle quali i cittadini sembrano riconoscersi (per esempio nei comuni). Mentre i TG nazionali danno una sorta di ‘la’ alla lettura delle notizie secondo una liturgia più rigidamente legata all’attualità, l’informazione territoriale declina le news con l’intento di far sentire le istituzioni vicine all’utenza. Che poi questo avvenga sempre o meno è un altro discorso, ma il punto di partenza e lo spirito del servizio pubblico regionale è questo. E lo sforzo comunque c’è.

lilli gruber ape
Lilly Gruber

Il TGR è anche una formidabile scuola professionale: lì, negli anni, si sono fatti le ossa  decine di talenti che poi si sono affermati successivamente  in altre redazioni, lasciando un segno nella storia del giornalismo Rai, come Lilli Gruber, Lucia Goracci, Nino Rizzo Nervo, Maria Concetta Mattei, Antonio Preziosi, Antonio Di Bella e il compianto Luigi Necco, solo per citarne alcuni.  Un report interno del marketing Rai, inoltre, identificava nell’edizione calabrese - allora guidata da Alfonso Samengo - una formula innovativa e autorevole. Ma il TGR è anche il canale in cui trovano spazio campagne sociali Rai con cadenza fissa, con particolare attenzione sul tema della legalità.

LUCIA GORACCILUCIA GORACCI
 

Spulciando i dati d’ascolto, le ammiraglie in termini di audience del TGR sono le regioni dai grandi bacini d’utenza come la Lombardia, guidata da Paolo Pardini, e il Lazio, il cui caporedattore è Carlo Fontana: grazie alla sua popolazione numerosa e a una sede agguerrita e che ‘conta’, la Lombardia registra ben l’11.7% dell’audience complessiva del TGR delle 14.00, mentre nell’edizione delle 19.30 il dato cresce fino al 18.1%; anche il Lazio segna buoni  risultati, con il 9.1% alle 14.00 e il 9% alle 19.30. Su scala nazionale sono le regioni del Nord in generale a far la parte del leone, grazie al 41% dell’audience complessiva del TGR delle 14.00 e, addirittura, al 58% in quello delle 19.30. Il Centro segue con il 27% alle 14.00 e il 25% alle 19.30, mentre sono molto curiosi i numeri del Sud (probabilmente anche per ragioni climatiche): nell’edizione dopo pranzo raggiunge il 32% degli ascolti complessivi, in quella serale si attesta a una pur sempre ragguardevole media del 17%, oggi come oggi da leccarsi i baffi.

 

Crisi della Tv generalista? A leggere i dati delle sedi Regionali Rai non si direbbe.

Edizione ore 14.00

L’edizione meridiana del TG è vista in media da 2.500.000 spettatori, pari al 15,4% dello share.

Rispetto al periodo omologo del 2017 – il primo semestre – l’edizione risulta in crescita dell’1% in termini di spettatori e sostanzialmente stabile per ciò che riguarda lo share (+0,1 punti percentuali). Il profilo del pubblico è leggermente più femminile (55%) e maturo: il 90% circa è over 45 anni; il 57% del totale ha già compiuto 65 anni. Le regioni che contribuiscono maggiormente all’audience del notiziario per numero assoluto di spettatori sono Lombardia (11.7%), Campania – del caporedattore Paolo Perillo – (9.1%), Lazio (9.1%), Veneto – guidata da Giovanni Stefani – (7.8%), Puglia – con a capo Attilio Romita – (7.1%) e Piemonte – diretta da Tarcisio Mazzeo – (6.7%): in queste aree il TGR realizza circa il 50% dei proprio ascolti, ma vi risiede il 58% della popolazione. Tutte queste regioni presentano un indice di affinità inferiore a 100 (l’affinità è calcolata come un indice in base 100 che considera il rapporto tra l’ascolto percentuale del cluster - cioè il rapporto tra l’ascolto medio e il numero di individui che compongono l’universo del target, quindi in questo caso tra l’ascolto medio della regione e il numero di abitanti dell’area - e l’ascolto medio degli individui): l’ascolto in queste regioni è quindi inferiore alla media nazionale. In Campania e Lombardia, ad esempio, lo share si assesta intorno al 13%. In termini di affinità il ranking è guidato dagli abitanti della Valle d’Aosta, regione in cui il notiziario locale supera in media il 40% di share, pur rappresentando ovviamente una quota marginale dell’ascolto totale (0,5%). Molto attenti all’informazione regionale appaiono anche gli abitanti del Friuli Venezia Giulia (affinità superiore a 200, share media del 35%) e della Sardegna (share media 23%). Seguono Umbria (share 25%), Basilicata (21%) e Liguria (26%): tutte regioni con indice di affinità superiore al 150. In queste aree, dunque, l’audience percentuale è nettamente maggiore rispetto alla media nazionale. Tra le regioni con indice di affinità più basso ci sono l’Emilia Romagna (share media 8%) e la Sicilia (share inferiore al 10%), oltre alla già citata Lombardia (share inferiore al 13%). In conclusione, si può notare che l’informazione locale dell’edizione meridiana è più affine al pubblico delle regioni italiane meno popolose. La macro area del Centro Italia è quella in cui gli ascolti superano la media nazionale, trainata dai risultati di Sardegna, Umbria e Marche; al contrario, nelle regioni del Nord (in particolare nel Nord Ovest) l’informazione locale delle 14 sembra avere minore attrattiva per gli spettatori.

Edizione ore 19.30

L’edizione serale del TG è vista in media da  2.312.000 spettatori, pari all’ 11,8%% di share.

Rispetto al periodo omologo del 2017 – il primo semestre – l’edizione risulta in crescita di ben il 6% in termini di spettatori e sostanzialmente stabile in merito allo share (+0,2 punti percentuali). Il profilo è, anche in questo caso, leggermente più femminile (55%) e maturo: il 90% circa è over 45 anni; il 56% del totale ha già compiuto 65 anni. Le regioni che contribuiscono maggiormente all’audience del notiziario per numero assoluto di spettatori sono Lombardia (18.1%), Veneto (10.5%), Piemonte (9.6%), Lazio (9%), Toscana (7.8%): in queste aree – in cui risiede il 48% della popolazione – il TGR della sera realizza circa il 55% dei propri ascolti. Ad esclusione del Lazio, infatti, tutte le regioni citate hanno indice di affinità superiore a 100 e fanno registrare ascolti superiori alla media nazionale. In termini di affinità il ranking è guidato dal Friuli Venezia Giulia che, con il 29% di share circa, si conferma tra le regioni in cui il notiziario locale riscuote più interesse. Molto attenti all’informazione territoriale appaiono anche gli abitanti del Trentino Alto Adige (affinità 193, share media del 22%) e del Veneto (share media 15%): la macroregione del Nord Est (e in particolare in Triveneto) è l’area di maggior affinità per la trasmissione. Seguono Liguria (share 18%), Marche (17%), Piemonte e Toscana (14%). L’area del Meridione è indubbiamente quella in cui l’edizione serale del TG raccoglie ascolti inferiori rispetto al dato nazionale (affinità media 53, share 7%). In particolare il notiziario locale risulta decisamente sotto media in Campania (share 5%), Puglia (6%), Sicilia (6%), Basilicata (10%) e Calabria (10%).

Spigolature

Antonio Di BellaAntonio Di Bella
 

Anche se la calura incalza e i mondiali fanno man bassa di ascolti, le all news continuano a vivere un momento felice nel mondo dell’informazione televisiva. TGCom, la rete del gruppo Mediaset dedicata alle notizie h24, segna anche a luglio un costante incremento degli ascolti. TGCom24 ha chiuso il primo semestre con una crescita del 20% in termini di spettatori rispetto al 2017: nonostante un gennaio con segno negativo (-19% circa vs gennaio 2017), il trend è stato invertito già a febbraio (+19%) e si è consolidato in particolare nei mesi di marzo (+45%) e maggio (+50%), e sta proseguendo in questa direzione anche a luglio.

Paolo liguori
Paolo Liguori

Notevole anche la performance personale di Antonio Di Bella, a capo di Rai News, che ha segnato a giugno uno 0.7% di share raddoppiando i dati dell’anno scorso, nonostante Sky ora vada in onda anche in chiaro facendo una serrata concorrenza agli altri canali.

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