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Prima serata
Ascolti tv: Myrta Merlino, sibilla delle élite è la regina delle casalinghe
Myrta Merlino

Myrta Merlino, fra le numerose e talentuose conduttrici di La7 (diretta da Andrea Salerno), è quella che più di tutte ha contribuito a modificare e adattare il linguaggio della politica e dell’economia al mainstream mattutino. E lo ha fatto senza snaturare la propria identità di rigorosa cronista abituata ai numeri, con un culto quasi maniacale della credibilità. Una matrice, la sua, simile a quella di Nicola Porro, solo che Myrta – dovendo rivolgersi al target  ‘Hausfrauen’ – ha dovuto operare un cambiamento a 360 gradi del suo linguaggio, pur senza stravolgere la sua identità professionale. Basta gettare un occhio al suo curriculum: in Rai è stata sinonimo di economia e alta finanza. Scuola Minoli, come dire laurea alla Normale. Ai tempi di Economix ha intervistato tutto l‘establishment economico: da Giorgio Napolitano agli ex ministri Giulio Tremonti e Tommaso Padoa Schioppa, da Tito Boeri all’economista francese Jacques Attali, fino a Dominique Strauss-Kahn.

nicola porro
Nicola Porro

Nomi che rappresentavano il potere internazionale con il quale per anni si è mossa con dimestichezza e determinazione, ricavandone notizie a ripetizione spesso riprese anche da giornali esteri. Un mondo sicuro e dorato, nel quale la conduttrice napoletana poteva navigare agevolmente maturando  una carriera blindata. Invece la nostra, a un certo punto, ha deciso di dare  una sterzata radicale al suo percorso assumendosi molti rischi e  azzardando un triplo salto mortale: passare dai riti iniziatici delle business-news ai claim a uso e consumo delle casalinghe, diffidenti verso la politica e che subiscono più degli altri gli effetti oscillanti  dell’economia, rappresentava una mutazione i cui esiti non erano scontati.

Non è proprio da tutti una simile trasformazione linguistica senza venire meno alla propria missione. Eppure la (ex) ‘sibilla’ dei banchieri ci è riuscita.

Proviamo a capire come. Intanto, Myrta - intrisa di cultura keynesiana - è stata tra le prime, già anni fa, a capire e decodificare televisivamente i sussulti anti-sistema diffusi subliminalmente soprattutto nel ceto medio. Ma – al contrario di quanto avrebbe fatto un suo collega con lo stesso pedigree – non li ha mai voluti né giudicare né tanto meno ridicolizzare irrispettosamente bollandoli superficialmente come 'populisti'. Semplicemente, ha voluto scandagliarne le ragioni. Per identificarne la portata ha promosso, puntata dopo puntata, vere e proprie inchieste sui problemi della pubblica amministrazione, degli sprechi e della corruzione, picchiando anche duro contro l’establishment politico. Certo, gli Rvm proposti da L’Aria che tira (in gergo servizi) sono sempre essenziali, energici e pugnaci: i vocaboli troppo tecnici vengono banditi a favore di un’interlocuzione più diretta.

Se, in base a questa felice combinazione, i servizi rappresentano efficacemente l'ambiguità e la falsa coscienza della      politica, lo studio – di contro –  è il luogo del puntello e del raziocinio. La Merlino è comunque  sempre psicologicamente mulier dominatrix  della situazione, che molto difficilmente le sfugge di mano. Se dovessimo usare una metafora, è come se assumesse il ruolo di insegnante, ma non intesa come  tediosa maestra che vuole impartire una lezioncina a chi è a casa, bensì protesa a costringere i politici a misurarsi con i temi che interessano veramente le persone. I servizi della striscia mattutina metaforizzano  la pancia, mentre lo studio incarna la razionalità seppur mediata dalla dialettica politico-giornalistica. Con questo mix la nostra è riuscita a scrollarsi di dosso qualsiasi appartenenza genetica di casta ed entrare in sintonia con un target che le istituzioni hanno colpevolmente sottovalutato.

L’aria che tira conquista il ceto medio-alto del Nord

Il programma condotto da Myrta Merlino va in onda dalle 11 alle 13:30 circa e precede il TG La7 dell’edizione meridiana: l’attuale edizione, partita l’11 settembre 2017, ha realizzato finora un’audience media di 483.000 spettatori, share 5,0%. Rispetto al periodo omologo 2016-2017 la trasmissione risulta in crescita del 25% in termini di audience e ha guadagnato circa 0,7 punti percentuale di share.

Confrontando solo i dati a partire da Gennaio 2018, L’aria che tira guadagna il 52% di spettatori rispetto all’anno precedente (+1,5 punti di share). Audience Gennaio-Maggio 2018: 558.000 spettatori, share 5,7%.

Profilo della trasmissione: leggera prevalenza di uomini (51%), pubblico maturo (87% over 55 anni), elevata affinità con le classi socioeconomiche medio-alte (66% del totale appartiene alle classi più elevate) e con le regioni del centro-Nord (Umbria , Toscana, Liguria, Triveneto e Lazio con ascolti superiori alla media nazionale; Campania, Sicilia, Calabria sotto media).

Lo rivela la ricerca condotta da Anthony Cardamone, a capo del dipartimento ricerche di Omnicom Media Group, in collaborazione con l’agenzia Klaus Davi & Company.

Spigolature

La trasmissione più vista della serata è stata “La Partita del cuore” trasmessa in diretta su Rai Uno, rete diretta da Angelo Teodoli: audience di 3,1 milioni di spettatori, share del 15% circa. Questo appuntamento di festa si conferma sempre molto seguito e, nella 27ª edizione di ieri, è stato molto significativo anche l’omaggio a un’icona Rai come Fabrizio Frizzi. 

Angelo teodoli ape
Angelo Teodoli

I grandi scossoni politici comunque attirano sempre audience e lo speciale del TG2 – telegiornale diretto da Ida Colucci -  in onda in prima serata ha sfiorato la media del 7% di share, con un’audience di 1,5 milioni individui all’ascolto.

Nel daytime mattutino “Agorà” di Serena Bortone ottiene un altro successo, con il suo talk su Rai 3 (rete diretta da Stefano Coletta) che ottiene un ottimo 11,4% di share grazie a 581.000 telespettatori. 

Rai 3 va molto bene anche nel pomeriggio, con #Cartabianca di Bianca Berlinguer che registra il 9,7% di share e 1.095.000 spettatori.

Competizione serrata tra le principali emittenti non generaliste di Rai e Mediaset in prima serata: 444 mila spettatori per la serie TV “Elementary” in onda su Rai 4 (2,0% di share); su 20 “Ma che bella sorpresa” ha ottenuto l’1,8% di share grazie a 425 mila spettatori; audience di 420 mila per “The Interpreter”, trasmesso da Iris (1,9%); per Rai Movie “La leggenda degli uomini straordinari” ha raggiunto l’1,8% di share con 413 mila telespettatori.

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