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PsicoForense
Il Giudice valuta la testimonianza, Il Perito il testimone

 

Il tema degli abusi sessuali sui minori è probabilmente tra i più complessi nel campo della Psicologia Forense.

Pensiamo ad un bambino, magari di 7 anni, che racconta di aver subito violenza sessuale da parte di un adulto. Vittima e allo stesso tempo (unico) testimone.

Inizia così un procedimento giudiziario che spesso trova la sua conclusione diversi anni dopo la prima denuncia.

Materia complessa che costringe il Giudice ad affidarsi ad un Perito, un esperto Psicologo o Neuropsichiatra Infantile, chiamato a valutare ed esprimersi sull'idoneità a testimoniare della presunta vittima.

Ma attenzione. Idoneità a testimoniare non significa esprimersi sulla attendibilità/credibilità/veriditicità delle dichiarazioni rese dal minore, ma valutarne le c.d. capacità "generiche" e "specifiche" seguendo le indicazioni scientifiche più recenti (si veda L'ascolto del minore testimone. Linee guida nazionali).

Probabilmente una delle più complete e significative definizioni di "idoneità a testimoniare" la fornisce il Prof. Ugo Fornari, nel suo celebre Trattato di Psichiatria Forense (Utet):

Il testimone è idoneo a rendere testimonianza: nel senso che nei suoi meccanismi psichici non si ravvisa, da un punto di vista clinico, alcun processo che possa inficiare precisione, obiettività, serenità di percezione, di conservazione e di rievocazione (con tutte le riserve insite in ogni discorso che riguardi i ricordi). Il che non significa che egli dica o abbia detto la verità. Può benissimo darsi che egli non la voglia dire, che sia un bugiardo, un calunniatore, un diffamatore. Affermare che egli è idoneo significa solo dire che egli, se vuole, è in grado di dire la verità attraverso una narrazione e una rievocazione espositiva libere da funzionamenti mentali immaturativi, conflittuali o patologici. Ne consegue che anche uno psicotico, il cui funzionamento mentale relativamente al fatto narrato è conservato, può essere ritenuto idoneo a rendere testimonianza.

Il testimone non è idoneo a rendere testimonianza: perché nel suo funzionamento mentale sono presenti alterazioni patologiche della memoria, del pensiero, della percezione, dell’affettività e di altre funzioni psichiche, tali da inficiare del tutto la sua possibilità di dire il vero, quand’anche egli lo voglia.

Dunque, il Perito non può mai esprimersi sulla testimonianza stricto sensu, cioè per essere ancora più chiari, non può e non deve valutare le dichiarazioni rese dal minore. Non spetta al Perito giudicare/valutare se quei racconti corrispondono a verità o meno. 

La valutazione dell'attendibilità spetta solo ed esclusivamente al Giudice che non può delegare questo arduo compito al suo Perito.

E il Giudice non può nemmeno chiedere al proprio esperto di esprimersi in termini di "credibilità clinica", concetto che crea tanta confusione, ma semplicemente riconducibile alle c.d. "competenze specifiche":

Le “specifiche” corrispondono alle abilità di organizzare e riferire un ricordo in relazione alla complessità narrativa e semantica delle tematiche in discussione ed all’eventuale presenza di influenze suggestive, interne o esterne, che possono avere agito.

Purtroppo nei Tribunali possiamo riscontrare ancora quesiti peritali che vertono sulla valutazione della credibilità del piccolo testimone, sulla presenza o meno di indicatori di abuso sessuale e di vissuti emotivi compatibili con la violenza sessuale subita.

Niente di più scientificamente errato. 

Che sia chiaro: il Perito deve valutare solo l'idoneità a rendere testimonianza del minore ex art. 196 c.p.p. 

Nient'altro. 

E lo deve fare secondo procedure affidabili e scientificamente condivise.

Se nelle perizie psichiatriche il quesito posto dal Giudice è chiaro (capacità di intendere e volere e pericolosità sociale), nelle perizie relative agli abusi sessuali sui minori, ognuno fa un po' come gli pare.

Sarebbe ora di giungere ad un quesito peritale universalmente condiviso, da nord a sud, ispirato solo ed esclusivamente al concetto di idoneità a testimoniare.

 

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