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Quelli che i numeri non dicono
A Milano si discute per riaprire i Navigli
Navigli a Milano

Da lunedì 11 giugno 2018 partirà il dibattito pubblico per la riapertura dei Navigli, si dividerà in quattro fasi e durerà un mese e mezzo circa. Attraverso una mostra in cui verranno illustrati i disegni del progetto, l’organizzazione di incontri, un sito internet dedicato all’interno del quale il Comune diffonderà tutto il materiale a riguardo, ai cittadini verrà richiesta la partecipazione attiva per esprimere il proprio parere sulla riapertura dei Navigli di Milano.

Riapertura dei Navigli di Milano: da lunedì parte il débat public

Da lunedì 11 giugno parte quindi il dibattito pubblico nel quale verrà richiesta la partecipazione attiva dei cittadini milanesi, residenti e city-users per dare la loro opinione a riguardo della riapertura dei Navigli. Un débat public che sarà suddiviso in quattro fasi e prenderà il via con un evento in streaming sulla pagina facebook del Comune di Milano alle ore 12.30 che prevede la partecipazione del Sindaco di Milano Giuseppe Sala, Lorenzo Lipparini Assessore alla Partecipazione, Antonello Boatti coordinatore del Comitato scientifico per la riapertura dei Navigli e il professore Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico, Marco Prusicki.

Le quattro fasi del progetto

Come anticipato, saranno quattro le fasi che riguardano il progetto di riapertura dei Navigli:

  • La prima fase partirà con l’Open Data, ovvero la possibilità di consultare online una sezione del portale del Comune di Milano all’interno del quale i cittadini potranno visionare i rendering, le mappe e il materiale messo a disposizione del Comune in modo tale che possano farsi un’idea precisa del progetto di Fattibilità Tecnico Economica (in versione semplificata e più comprensibile). Nelle sedi del Municipio, invece, verrà messo a disposizione tutto il materiale cartaceo da visionare liberamente.
  • La seconda fase prevede una serie di incontri pubblici e sopralluoghi nelle parti della città interessate dal progetto di riapertura dei Navigli che coinvolgeranno direttamente i cittadini, le associazioni, i commercianti e i comitati di zona.
  • La terza fase riguarderà la raccolta dei contributi e delle osservazioni
  • Nella quarta ed ultima fase verranno forniti i risultati ottenuti

E’ dal 2014 che si discute di riaprire i Navigli, anno in cui già erano state fatte delle ricerche sulla fattibilità del progetto, i benefici e gli eventuali costi da sostenere. Ma è solo a fine Marzo 2018 che è stata approvata la mozione sulla loro riapertura dal Consiglio Comunale nonostante il parere contrario delle opposizioni. 

Riapertura dei Navigli: nuove opportunità

La riapertura dei Navigli di Milano riguarderà 5 tratti che si collegheranno con quello tutt’ora aperto: dalla Martesana a Melchiorre Gioia, la Conca dell’Incoronata, via Francesco Sforza, piazza Vetra e via Marco d’Oggiono, lavori che si presume termineranno entro il 2022 con un costo di circa 400 milioni di Euro. Un grande progetto che permetterà, oltre alla riqualificazione dei Navigli, anche la creazione di nuove offerte di lavoro a Milano.

Un po’ di storia sui Navigli

Il quartiere dei Navigli è uno dei più affascinanti della città di Milano ma ancora poco esplorato dal turismo di massa. Un quartiere pittoresco che conserva le tracce della città “industriale”, nonostante l’invasione della moda e del desing. Due sono i grandi canali artificiali che attraversano il quartiere: Il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese. Oltre a questi due grandi Navigli, c’erano altri canali che attraversavano Milano formando una grande rete idroviaria. Durante il periodo fascista, però, alcuni canali vennero coperti. Nonostante questa decadenza il quartiere continuava a fiorire e divenne proletario ma con un tocco bohemien, molto apprezzato dagli artisti che passavano da Milano in quel periodo. Negli anni ’70 però intere aree del quartiere furono abbandonate a causa della chiusura delle fabbriche e la vegetazione invase le rive dei canali e delle banchine. Negli anni ’90 i commercianti iniziarono a comprendere il potenziale del quartiere dei navigli per il divertimento notturno e il posto cambiò volto.

La canalizzazione dell'acqua nella città di Milano e il suo rapporto con l'espansione urbana e lo sviluppo economico della città l'hanno portata a diventare l'attuale capitale economica dell'Italia. L'intera struttura della canalizzazione dell'acqua è stata modificata nel XII secolo, così come i confini e il design della città. In origine i Navigli avevano scopi difensivi, in ​​seguito permisero la navigazione e le connessioni commerciali della città con diverse regioni, così come lo sviluppo agricolo, attraverso l'irrigazione e la generazione di energia legata ai mulini idraulici. La forma circolare della città medievale influenzò anche la sua forma radiale successiva a causa della crescente espansione urbana. La canalizzazione delle acque era presente nello sviluppo e nella progettazione della città fino al XX secolo, quando la maggior parte dei canali fu chiusa per lasciare il posto alla circolazione di treni, tram e automobili. Gli attuali progetti di rivitalizzazione e ristrutturazione dei canali mostrano una tendenza al recupero e al riutilizzo dei corsi d'acqua, legati alla valutazione del patrimonio ambientale e culturale, del turismo e del tempo libero.

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