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Quelli che i numeri non dicono
Italia, il business del fai da te continua a crescere

Tempo di bilanci per il mondo dell'economia e, in particolare, per il settore del "do it yourself", o per dirla in italiano per il "fai da te": un mercato che negli ultimi anni ha conosciuto un forte sviluppo anche nel nostro Paese, frutto di un ritrovato interesse per le attività manuali, delle nuove tendenze tecnologiche che semplificano la vita e, non in ultimo, della possibilità di risparmiare sulle spese domestiche offerta da intervenire in prima persona.

Un mercato in grande crescita

E dunque, come rivelato dal Global Home Improvement Report 2017, a livello mondiale il comparto del do it yourself ha migliorato ulteriormente le proprie performance nell'ultimo anno, passando da un valore globale di 546 miliardi di euro registrato nel 2015 ai 567 miliardi con cui ha chiuso il 2016. Le due aree protagoniste assolute sono gli Stati Uniti (che generano un fatturato da 291 miliardi di euro, ovvero quasi l'85 per cento dell'intero mercato, pur avendo una popolazione che rappresenta solo il 15 per cento di quella mondiale) e l'Europa nel suo complesso, che totalizza invece 161 miliardi di euro, ovvero quasi il 30 per cento del fatturato.

La spesa DiY nel mondo

A livello europeo, la media di spesa si attesta intorno ai 224 euro a persona, mentre negli States si viaggia a livelli decisamente più intensi, visto che si arriva addirittura a 901 euro per abitante; in generale comunque, la media mondiale si ferma a una quota molto più bassa, ovvero 76 euro a testa. Difatti, l'assoluta maggioranza dell'intero mercato mondiale, l'82 per cento, si concentra in appena 8 nazioni: oltre agli Stati Uniti, i Paesi più pronti a "far da sé" sono Giappone, Canada, Australia e, in Europa, Germania, Gran Bretagna, Francia, che insieme compongono il 53 per cento del mercato del Vecchio Continente.

Italia ottava al mondo

E l'Italia come si posiziona, nei confronti del fai da te? Ebbene, anche il nostro Paese si dimostra piuttosto coinvolto dal fenomeno, visto che - in base alle ultime ricerche - siamo all'ottavo posto mondiale, e si stima che il valore del mercato DiY lungo lo Stivale sfiori i 12 miliardi di euro a fine 2016, in aumento di 7 punti percentuali rispetto agli 11 miliardi "pieni" toccati nel 2015, e soprattutto con una crescita netta di un miliardo rispetto alle cifre del 2014 (cioè, di appena tre anni fa).

Quasi 200 euro di spesa media in Italia

Sul fronte della spesa media pro capite, però, siamo ancora un po' al di sotto della media comunitaria, visto che i "bricoleur" italiani investono meno di 200 euro a testa all'anno (per la precisione, 198 euro), ma anche in questo caso la tendenza è all'incremento, sia del denaro speso che - soprattutto - dell'interesse verso queste attività. Se ne è discusso anche nell'ormai tradizionale appuntamento  con il Forum Nazionale di MADE4DIY, il convegno dedicato all’industria italiana del Fai Da Te giunto alla quarta edizione, che si è tenuto agli inizi di questo mese di dicembre.

Nuove tendenze anche grazie al Web

Nell'occasione, gli esperti e gli operatori del settore si sono confrontati sulle tendenze del mondo del bricolage e dell'home improvement, sottolineando in modo particolare le trasformazioni che sono in atto anche grazie agli sviluppi tecnologici e a Internet. Non a caso, secondo alcuni dati recenti, il 72 per cento degli internauti italiani di età inferiore ai 35 anni è sicuro di poter trovare su YouTube un video per imparare a fare qualsiasi cosa, e in generale il 21 per cento degli italiani cerca i tutorial e i progetti fai-da-te su YouTube o su siti specializzati come bricoportale.it, come istruzioni per svolgere una mansione o consigli pratici sulle modalità per intervenire in casa.

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