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Quelli che i numeri non dicono
Pubblicità, la spesa mondiale sale sopra quota 600 miliardi di dollari

Il mercato globale dell'advertising continua a crescere a buon ritmo, e anche lo scenario italiano fa registrare un segno più, anche se con dati inferiori rispetto alle previsioni: è quello che rivelano le stime del Dentsu Aegis Network, che ha pubblicato l'edizione 2018 del forecast sulla spesa pubblicitaria in tutto il mondo.

La spesa in pubblicità nel mondo

In termini assoluti, gli analisti della compagnia prevedono che il giro d'affari complessivo della spesa si attesterà a 613,5 miliardi di dollari, con un incremento quasi del 4 per cento rispetto al dato definitivo dell'anno scorso. Rispetto al report di gennaio realizzato dalla stessa società, la crescita è stata rivista al rialzo di quattro decimi di punto (era al 3,6 per cento).

In Italia situazione a due facce

Un quadro positivo in cui però l'Italia appare in leggera controtendenza: i risultati del mercato nazionale sono sì positivi, ma il dato è stato visto questa volta in ribasso da parte di Dentsu. Per la precisione, se a gennaio si era ipotizzato uno sviluppo del 2 per cento, ora invece la stima è stata portata all'1,4 per cento, con prospettive ancora inferiori per il prossimo anno, quando l'incremento di mercato dovrebbe essere "appena" dell'1,1 per cento.

L'advertising a livello mondiale

Secondo la holding media è soprattutto la Rete a rappresentare un fattore determinante per la crescita, così come aumenta la differenziazione dei canali grazie allo sviluppo dei device mobile, che raccolgono già un quarto degli investimenti in advertising a livello mondiale. Nel rapporto di Dentsu Aegis Network si legge che il digital sarà il media più importante in termini di spesa in 21 dei 59 mercati presi in considerazione.

Il mercato italiano resta schiacciato sulla TV

In Italia il mezzo preferito dai consumatori (e quindi, dalle aziende) resta ancora la televisione, che continua a rappresentare il principale canale pubblicitario; una situazione che ha spinto anche i giganti dell’online ad aumentare i loro budget in tale segmento, tanto che marchi come Amazon, Zalando, Netflix, Expedia e Airbnb stanno costruendo la loro immagine e la loro reputazione attraverso il mezzo televisivo e sono diventati i maggiori investitori in pubblicità sul mezzo televisivo in Italia.

La pubblicità nazionale vale quasi 100 miliardi

In termini numerici, la spesa nazionale in advertising è stata di oltre 95,6 miliardi di euro nel 2017, con un incremento del 10,7 per cento rispetto al 2015. Oltre ai citati big spender, il mercato è composto da tantissimi investitori di dimensioni differenti, che spesso non riescono a emergere anche a causa della mancanza di strategia e di pianificazione: un motivo in più che spiega l'importanza di realizzare soluzioni personalizzate di advertising, orientandosi sulla creazione di branded content, siti web, intranet e altri progetti digitali customizzati in base ai propri obiettivi aziendali, come si legge sul portale di www.italiaonline.it, uno dei gruppi digital più importanti del nostro Paese.

Verso il sorpasso del digital

A livello globale, invece, la Tv ha un ruolo sempre meno preponderante, e anzi è ancora lo studio di Dentsu a prevedere che per la prima volta nella storia (breve) di questo mercato il digitale supererà per quote di investimento quelle destinate al piccolo schermo. Per la precisione, i nuovi canali online otterranno il 38,4 per cento degli investimenti, mentre la "vecchia" televisione il 35,5 per cento.

Anche in Australia resiste la televisione

Oltre all'Italia, anche in Australia però questo segmento non è ancora pienamente orientato al "nuovo": nel Paese oceanico, infatti, si registra la maggiore concertazione di investimenti tv da parte delle aziende tech e secondo gli analisti Google avrebbe speso qui 111,3 milioni di dollari in pubblicità televisiva, mentre Apple avrebbe portato la spesa pubblicitaria a 20,2 milioni di dollari. Ancora, per il lancio di Amazon in Australia Jeff Bezos e i suoi hanno effettuato un investimento pubblicitario sul mezzo televisivo di 3,2 milioni di dollari, mentre infine Uber avrebbe avviato un investimento di 3,4 milioni di dollari.

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