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Under 30 e dintorni
Filippo Ongaro, come gestire lo stress. Il coaching della salute per under 30

Stress, problemi, ostacoli. Tutti i giorni dobbiamo farci i conti e lottare per raggiungere i risultati che ci siamo prefissati. E gli under 30 non fanno certo eccezione. Esami universitari, lavoro, vita privata, relazioni interpersonali… ogni ambito o circostanza della nostra vita può rivelarsi causa di stress, insicurezze e infelicità, arrivando addirittura a influire sulla nostra salute.

Eppure è possibile impostare al meglio le nostre attività e le nostre vite, approfondendo la conoscenza di noi stessi e delle nostre potenzialità. Ed è proprio a questo che si sta dedicando Filippo Ongaro attraverso la disciplina nuova del “coaching della salute”. Un approccio che Ongaro usa da tempo nella pratica clinica e che unisce le strategie di cambiamento personale tipiche del coaching strategico con le conoscenze scientifiche più recenti nelle neuroscienze e nella psicologia dei comportamenti.

In un’epoca in cui si è dominati dalla fretta, dal multitasking, dalla pressione costante di notizie negative, le nostre reazioni emotive interne non possono che essere tendenti all’ansia, alla tensione, alla negatività e perfino, a volte, al panico. Siamo spugne che assorbono tutto dall’ambiente, come da piccoli, così anche da adulti. Però possiamo adattare la nostra risposta e imparare a modulare il risultato finale rispetto all’ambiente a cui siamo esposti.

Questa “modulazione” non avviene per caso, non è frutto della fortuna o della genetica. Si realizza favorevolmente solo se siamo in grado di portare a termine un lavoro su noi stessi, un lavoro finalizzato alla creazione di un’architettura interiore idonea a vivere la vita a pieno.”

Filippo Ongaro, figura di spicco nella medicina finalizzata al miglioramento della salute, a lungo medico degli astronauti all'Agenzia spaziale europea, è attualmente Direttore dell'Istituto di medicina rigenerativa e anti-aging (ISMERIAN), giornalista e autore di numerosi best seller nel particolare settore del miglioramento delle prestazioni psico-fisiche e delle condizioni di vita.

Recentemente è uscito in libreria il suo ultimo libro, Vivere a pieno (ROI Edizioni).

 

Dott. Ongaro, vuole iniziare parlandoci della sua formazione e del suo percorso professionale?

 

Mi sono laureato in medicina e chirurgia a Ferrara e poi ho vinto il concorso per la scuola di specialità in medicina dello sport. Da lì mi sono spostato alla Scuola Superiore dello Sport di Colonia in Germania. Il progetto che mi fu assegnato riguardava lo sviluppo di nuovi protocolli di allenamento per gli astronauti. Sono così entrato in contatto con l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) che cercava un medico con il mio profilo e sono rimasto. Per circa 7 anni ho fatto il medico degli astronauti lavorando in particolare sulla prevenzione dell'invecchiamento accelerato che li riguarda quando sono in orbita. In USA mi sono certificato in medicina antiaging. Mia moglie era stata con me all'ESA come psicologa e così a un certo punto abbiamo pensato di offrire alle persone quello che avevamo appreso.

 

Quando ha deciso di iniziare a scrivere per mettere al servizio di tutti quello che ha appreso durante le sue molteplici esperienze lavorative?

 

Mi è venuto piuttosto naturale quando sono uscito dall'agenzia spaziale iniziare a divulgare quello che avevo imparato. E così negli anni ho scritto numerosi libri, partecipato a molte trasmissioni radiotelevisive e collaborato con molti giornali. 

 

In una società sempre più progredita, conduciamo però spesso vite border-line dal punto di vista di un sano equilibrio psico-fisico. In particolare, noi giovani, stretti fra mille problemi, sembriamo (e siamo effettivamente) sempre più “stressati”. Secondo lei, a cosa soprattutto è dovuta questa situazione?

 

Alla paura, all'incertezza, al correre dietro a obiettivi che non sono veri. Alla mancanza di un lungo periodo di apprendistato che forgi persone di qualità e non solo tecnici più o meno preparati. Il mondo di oggi punisce la mediocrità, punisce la scarsa propensione al rischio. Sono cambiate molte cose in pochi anni e i giovani continuano a formarsi con criteri sorpassati.

 

Lo stress e la percezione che ne abbiamo sul nostro benessere sono reali o a volte anche frutto delle nostre proiezioni psicologiche?

 

Sono reali, ma sono accentuati dal filtro delle nostre insicurezze e dalla scarsa propensione a guardarci dentro per imparare a compensare meglio gli agenti stressanti. In sostanza i problemi ci sono, ma a questo si aggiunge una scarsa capacità di gestirli.

 

Ovviamente, è necessario fare qualcosa per migliorare questo stato di fatto, che minaccia davvero di rovinare la vita a tanti “under 30”. Ma cosa, in particolare? 

 

Prendere in mano la propria vita e dotarsi delle conoscenze per gestirla al meglio. Nel gergo spaziale si parla di contromisure, un sistema medico che protegge l'astronauta dai problemi legati al volo spaziale. Nutrizione, integrazione alimentare, allenamento fisico e gestione psicoemotiva, quelli che io chiamo i 4 fondamenti di una vita sana, sono quello da cui partire.

under 30 ongaro
 

Veniamo alla sua ultima “creatura”, Vivere a pieno. Di cosa parla in questo libro? 

 

Si tratta di un percorso finalizzato a rafforzare l'architettura interiore di una persona, una serie di riflessioni, tecniche ed esercizi finalizzati a imparare a gestire la propria vita al meglio.

 

Quanto è importante conoscersi in modo approfondito, a livello psicologico e mentale, per migliorare la propria vita? Pensa che i giovani di oggi siano davvero consapevoli di se stessi?

 

È fondamentale, anzi direi che è tutto, ma nessuno ce lo insegna e ancora viviamo in una cultura che vede la psicologia come qualcosa per malati e l'introspezione come una perdita di tempo. I giovani credo che ne sentano sempre più l'esigenza e mi auguro che vadano alla scoperta di questo nuovo universo che per altro oggi è ricco di dati scientifici grazie ai progressi delle neuroscienze.

 

Cito testualmente dall'introduzione del suo libro: “Ogni persona infatti può imparare a migliorarsi, ognuno di noi può riuscire a raggiungere i propri obiettivi, che siano di salute o di vita in generale, se in possesso degli strumenti giusti”. Ognuno può davvero riuscire da sé a migliorarsi, indipendentemente dai fattori esterni, raggiungendo così i propri obiettivi?

 

Mi pare ovvio che sia così. Migliorarsi è sempre e comunque possibile. Non significa che tutti possono annullare i problemi ma imparare a gestirli meglio credo di sì. La ricerca conferma che solo il 10% della nostra felicità dipende da fattori esterni. Ma vogliamo ostinarci a pensare che non sia così forse perché alla fine è meno faticoso.

 

Mens sana in corpore sano… quanto influiscono una sana alimentazione e l’allenamento fisico e mentale sul benessere generale di tutti noi?

 

Moltissimo. Credo che oggi la cosa più interessante sia vedere come la ricerca conferma gli enormi effetti benefici dell'allenamento fisico sulla salute del cervello e la prestazione della mente. E poi da decadi sappiamo che mangiare meglio e muoversi sono in grado di prevenire moltissime malattie.

 

Come affrontare un grosso ostacolo, che sia di studio o professionale o nella vita di giorni, che ci pare insormontabile?

 

Un passo alla volta. Risolvi un pezzo del problema. Poi un altro pezzo e quello che sembra insormontabile diventa superabile. Il trucco è non farsi sopraffare dall'immagine e dall'idea del problema. Ogni cosa può essere smontata in pezzi digeribili...

 

Si sente di dare agli “under 30” qualche consiglio specifico, e di facile attuazione, per vivere meglio e migliorare le proprie prestazioni fisiche e psichiche?

 

Di facile attuazione non direi. Le cose facili sono quasi sempre sbagliate. Occorre considerare la salute e la propria prestazione psicofisica come i principali strumenti per ottenere dalla vita ciò che si vuole. Iniziare a prendersi cura di sé quando si sta benissimo perché quando non si sta più bene è già troppo tardi. Non dare nulla per scontato. Lavorare sodo per fare tutto al meglio. Ma soprattutto scoprire quello che adori fare.

 

Concludo come di consueto con la mia solita domanda: il sogno nel cassetto di Filippo Ongaro?

 

Il mio sogno non è nel cassetto per fortuna. Continuare a influenzare le persone in modo positivo e costruttivo. E raggiungerne sempre di più perché questo è un lavoro davvero entusiasmante. Ogni persona a cui doni qualcosa ti ricambia. Questo è lo scambio di energia che ci fa continuare a crescere.

 

Gian Luca A. Lamborizio, alessandrino di nascita e milanese di adozione, ha frequentato il liceo classico e proseguito gli studi in ambito giuridico. È autore di testi di narrativa. Giornalista e addetto stampa, collabora come redattore con MilanoNera, diretta dallo scrittore Paolo Roversi, e altre testate.

Per esprimere i vostri commenti e pareri e se avete qualcosa di interessante da raccontare, non esitate a scrivere a: gla.lamborizio@gmail.com

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