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Under 30 e dintorni
I Tre di Denari di Reazione a catena si raccontano
I Tre di Denari con Amadeus

Sono entrati nelle case di milioni di italiani e ci hanno colpiti per la loro bravura e simpatia, diventando tra i migliori concorrenti di Reazione a catena, programma di Raiuno condotto da Amadeus. Sto parlando de “I Tre di Denari”, ovvero Marco, Francesco e Michael.

Chi sono questi tre under 30 che, sera dopo sera, abbiamo imparato a conoscere, tifando per loro?

Li ho incontrati e mi hanno raccontato la loro esperienza televisiva, che li ha portati a diventare famosi e ricercatissimi sui social e non, in particolar modo da parte del pubblico femminile.

Chissà che non li ritroveremo di nuovo un domani in tv?

 

Chi sono “I Tre di Denari”, ovvero Marco, Francesco e Michael, nella vita di tutti i giorni?

Marco, Francesco e Michael sono tre colleghi e amici. Michael ha ventisette anni, convive a Varedo con Daniela e ha un bimbo di quindici mesi di nome Giovanni.

Francesco ha ventotto anni, convive a Muggiò insieme a Ilaria, mentre Marco ha ventisei anni, è fidanzato con Victoria e abita a Limbiate.

 

Come vi è venuta l'idea di partecipare a Reazione a catena? E da dove sono nati “I Tre di Denari”?

L’idea è partita per gioco: Francesco erano anni che provava a iscriversi con il fratello, ma non erano mai stati contattati neanche per il provino; quest’anno il fratello di Francesco si è sposato e allora lui ha chiesto a Michael e Marco, anche loro appassionati del programma, di iscriversi, per scherzo. Abbiamo mandato la candidatura online, siamo stati chiamati, e successivamente abbiamo passato il provino nella sede di Milano.

 

Sera dopo sera, state dimostrando grande bravura e soprattutto una straordinaria intesa tra di voi. È solo dovuta alla vostra amicizia o siete anche ricorsi a un duro esercizio preparatorio?

Noi abbiamo avuto da sempre una buona intesa di base, anche se inizialmente facevamo poche parole per confusione, inesperienza, o semplicemente perché non riuscivamo a trovare gli indizi corretti all’interno della domanda. Quindi è servito anche un buon allenamento per sviluppare anche questo affiatamento. Ci facevamo scrivere delle parole casuali e provavamo a fare le domande cronometrando il tempo come in trasmissione. Ovviamente l’affiatamento che abbiamo ha contribuito a rendere questa intesa “vincente”. C’è anche da dire che abbiamo imparato molto anche all’interno della trasmissione, migliorando sempre, giorno dopo giorno.

 

Nonostante la vostra abilità, avete dovuto attendere parecchi giorni prima di riuscire a portare a casa i primi montepremi finali. Cosa provavate in quei giorni vedendo sfumare il traguardo proprio all'ultimo momento?

In quei giorni eravamo a terra, non riuscivamo a capire cosa stesse accadendo, arrivavamo sempre vicini anche ad azzeccare la parola finale, ma non ci riuscivamo mai. È stato particolarmente stressante, perché abbiamo dimostrato che i ragionamenti che facevamo non erano campati per aria. Era semplicemente sfortuna, che ci demoralizzava ma allo stesso tempo ci dava forza per continuare a vincere e riprovarci. Non volevamo tornare a casa senza aver vinto neanche un euro.

Si vedeva anche dalle nostre facce a fine trasmissione, però questo ci ha spronato a fare meglio e raggiungere l’obiettivo, che oltre a essere la vincita dei soldi era anche una sfida personale, il fatto di trovare la parola giusta e quindi riuscire a confermare la nostra bravura; nel corso delle puntate abbiamo imparato a ragionare meglio, a pensare alla parole sotto tutti i punti di vista, e con tutti i significati possibili.

 

Che sensazioni si provano nel mettersi in gioco davanti alle telecamere ed entrare nelle case di milioni di telespettatori?

Inizialmente eravamo tesi e imbarazzati, poi un po’ perché ci stavamo divertendo (quindi non pensavamo alle telecamere), un po’ perché ci sentivamo sempre più a nostro agio, abbiamo cominciato a ridere e scherzare spontaneamente come se fossimo a casa, e questo ci ha aiutato molto perché ci ha permesso di vivere questa esperienza in maniera positiva e spontanea, sempre con il sorriso e con la voglia di divertirci.

 

State riscuotendo un grande consenso, soprattutto tra il pubblico femminile, e ormai siete “inseguiti” dalle fan. Vi sareste immaginati tutto questo successo?

Sinceramente no, ma è bellissimo camminare per strada e ricevere complimenti da persone sconosciute; su Twitter l’hashtag #tredidenari è diventato un tormentone, e ogni sera tantissimi simpatici fan commentano in tempo reale la puntata. Riceviamo ogni giorno messaggi e richieste su facebook da tantissime persone, addirittura Marco, il belloccio del gruppo, ha ricevuto più di quattromila richieste di amicizia, e la nostra pagina è seguita da oltre duemilatrecento persone… insomma, tutto questo, oltre che inaspettato, è davvero fantastico e surreale.

 

Ormai frequentate gli studi di Reazione a catena da diversi giorni. Che impressioni avete avuto di quest'ambiente?

È stata davvero un’esperienza incredibile, non appena siamo arrivati ci hanno subito messo a nostro agio: le costumiste, i truccatori, i microfonisti e tutto lo staff ci hanno seguito e accompagnato in questa esperienza sempre con il sorriso e senza farci mai mancare nulla; ringraziamo anche il pubblico che ci ha praticamente adottato e ci ha sempre sostenuto, e Amadeus che si è dimostrato veramente una bella persona, simpatico e molto alla mano.

 

Ci volete raccontare un episodio divertente accaduto durante la trasmissione e che magari i telespettatori non hanno visto?

Durante le prime dieci puntate senza vincere soldi, il pubblico si è dimostrato affettuoso nei nostri confronti, e vedendoci scoraggiati hanno iniziato a regalarci cornetti rossi, pupazzi, biscotti, bracciali, per infrangere questo tabù e portarci fortuna.

La svolta c’è stata con l’arrivo del corno gigante che ci è stato letteralmente calato dal cielo come ultima speranza… E incredibilmente ha funzionato!

 

Cosa pensate che vi darà quest'esperienza, oltre a un bel po' di soldini, che non guastano mai?

Sicuramente ci ha dato tanta consapevolezza delle nostre capacità, e ci ha permesso di conoscere tante persone meravigliose, sia tra il pubblico che nello staff. È stata una delle esperienze più belle della nostra vita, e consigliamo a chiunque possa farla di non lasciarsi scappare questa opportunità.

 

Passioni e hobby che vi accomunano o vi dividono al di fuori delle telecamere?

Oltre alla passione che accomuna tutti e tre per il gioco della Briscola, Michael e Marco insegnano rispettivamente liscio e caraibico nell’associazione di ballo GioDance di Uboldo, mentre Marco insegna anche al Dea Dance di Cinisello…

Francesco, invece, ha la passione per la musica e la fotografia.

 

Una domanda seria. Oltre che I tre di Denari, nella quotidianità siete tre ragazzi under 30 normali, “della porta accanto” potremmo dire. Che opinione avete di un periodo così complicato, specialmente per i giovani?

Sicuramente è un periodo difficile per tanti giovani, ma fortunatamente sembra che il nostro Paese ne stia uscendo. Noi siamo fortunati ad avere un lavoro stabile, ma tanti nostri amici e conoscenti non sono nella stessa situazione, e questo è un dispiacere per tutti. Il consiglio che ci sentiamo di dare a tutti i giovani, è quello di mettersi in gioco, di non demoralizzarsi e sfruttare le occasioni che si presentano, magari anche facendo qualcosa di loro per crearsi cosi un futuro, che il nostro Paese al momento non garantisce.

 

Per concludere, il sogno nel cassetto di Marco, Francesco e Michael?

Il nostro sogno, anche in relazione a quello di cui parlavamo qui sopra, è quello di creare un qualcosa assieme, sfruttando una passione comune, o un’idea innovativa. Sicuramente non è qualcosa facile da realizzare, ma nella vita… “mai dire mai”!

 

 

Gian Luca A. Lamborizio, alessandrino di nascita e milanese di adozione, ha frequentato il liceo classico e proseguito gli studi in ambito giuridico. È autore di “AAA Futuro cercasi. Essere giovani in tempo di crisi” e di “Penombra”, edito da Eretica Edizioni. Editor e digital pr, collabora come redattore con MilanoNera, diretta dallo scrittore Paolo Roversi, col settimanale La voce e altre testate. http://lambagency.it/

Per esprimere i vostri commenti e pareri e se avete qualcosa di interessante da raccontare, non esitate a scrivere a: gla.lamborizio@gmail.com

 

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