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Under 30 e dintorni
L'under 30 Claudio Volpe. "Scrivere contro le ingiustizie, un atto d'amore"
Claudio Volpe

Ultimamente mi piace parlare di libri, di scrittura e di giovani under 30 che decidono di dedicare la propria vita e le proprie fatiche a questo mondo ricco di fascino e cultura, sebbene non sempre facile da affrontare. Un mondo purtroppo un po' bistrattato e dimenticato negli ultimi tempi, soprattutto dai più giovani, anche se le nuove tendenze in fatto di tematiche letterarie e i nuovi autori presi in prestito dal mondo della musica e di internet sembrano invertire in parte questo trend.

Oggi, però, voglio parlare di un giovane talento letterario che si occupa di tutt'altro genere. Uno scrittore che sa scandagliare i sentimenti e gli aspetti più intimi dell'essere umano, affrontando tematiche di attualità e rilevanza sociale, per far luce là dove molti invece tendono a non guardare.

Mi riferisco a Claudio Volpe, catanese, classe 1990, giurista e già autore di numerosi romanzi e non solo, vincitore di diversi importanti premi letterari e più volte candidato al Premio Strega. Anche quest'anno lo troviamo tra i ventisette autori che concorrono al prestigioso premio, con il suo nuovo romanzo La traiettoria dell'amore, Laurana Editore.

 

Claudio, seppur ancora under 30 sei già uno scrittore molto conosciuto. Come sempre, però, mi piace che sia tu a presentarti ai nostri lettori. Quindi... chi è Claudio Volpe?

Claudio Volpe è un ragazzo di ventisei anni che crede nella parola come strumento di cambiamento civile. Per me la scrittura, infatti, è un atto collettivo di resistenza. "Collettivo" perché si scrive sempre per gli altri, per l'umanità, per costruire ponti tra persone; "di resistenza" perché in una società così complessa come la nostra la scrittura rappresenta l'unica possibilità di reazione all'ottundimento delle menti e dei cuori. È anche un ragazzo che studia in modo matto e disperatissimo per realizzare il sogno di divenire magistrato. Insomma, uno che vive con la testa immersa nei libri senza però perdere mai di vista la realtà e la concretezza di cui la scrittura si nutre.

 

Quando hai iniziato a dilettarti con la scrittura e quando poi hai capito che quella dello scrittore sarebbe potuta diventare la tua vita?

Scrivo da sempre, da quanto ne ho memoria: lettere per la mamma, per una festa, per un compleanno. Ho iniziato a scrivere a 4 anni e non ho più smesso. Scrivo con senso compiuto dall'età di 21 anni, quando pubblicai il mio primo romanzo Il vuoto intorno che mi portò anche l'amicizia di Dacia Maraini. Ho capito da subito che la scrittura sarebbe divenuta la mia vita perché la mia esistenza si identifica e si realizza attraverso di essa.

 

La scrittura ha per ognuno, dilettante o professionista che sia, un ruolo e un significato diverso. Cosa rappresenta davvero per te?

Possibilità di conoscere e comprendere la realtà, di lottare contro le ingiustizie e di dare voce a chi voce non può avere. Un atto d'amore.

 

Tu provieni, però, da un percorso di studi non propriamente letterario, bensì giuridico. Come mai hai poi deciso di cambiare totalmente settore? Pensi che il tuo background possa esserti in qualche modo utile nel mondo letterario?

Io ho iniziato a scrivere da molto prima di avviare gli studi giuridici. La scrittura è ciò che sono, il diritto ciò che studio. Scrittura e diritto sono molto simili perché permettono di scandagliare l'animo umano in tutte le sue sfaccettature.

 

Fin dal tuo esordio hai ottenuto un grandissimo successo, tanto che il tuo primo romanzo, Il vuoto intorno, è stato candidato al Premio Strega 2012 da Dacia Maraini. Ti saresti immaginato un tale apprezzamento?

No, assolutamente. Però mi ha reso felice e mi ha permesso di continuare a scrivere con la consapevolezza di essere sulla strada giusta.

 

Negli anni hai ottenuto molti altri riconoscimenti, candidature allo Strega e hai vinto numerosi premi. Cosa si prova nel vedere le proprie creature letterarie, i propri sforzi apprezzati sia dal grande pubblico che da grandi professionisti del settore?

Soddisfazione e orgoglio. Soprattutto serenità nel sapere che la mia scrittura ha un senso e non è solo intrattenimento fine a se stesso.

 

Un giovane autore poco più che ventenne che sa raccontare con una così incisiva carica narrativa il dolore umano e fornire uno sguardo viscerale sul mondo, sulla sofferenza e su quel vuoto che ogni essere umano ha sentito almeno una volta dentro di sé.” Queste le parole che ti ha dedicato Dacia Maraini. Vorrei chiederti allora: qual è la chiave, l'essenza del tuo stile narrativo e come riesci a scavare così magistralmente nelle prondità più intime dell'essere umano?

Prediligo una scrittura plastica, visionaria, materiale, quasi tangibile. I sentimenti vanno fatti sperimentare sulla pelle del lettore come schiaffi, carezze, baci. La parola deve essere preziosa perché al di là della storia vi è lo stile che rende grande un romanzo.

 

Tratti spesso tematiche di stringente attualità e rilevanza sociale. Ce ne vuoi parlare? Pensi che ancora oggi gli scrittori possano o debbano “anche” un ruolo sociale?

Credo che sopratutto oggi, nella società liquida, nella società del pressappochismo e della superficialità e apparenza lo scrittore debba ricondurre l'animo umano al pensiero, alla profondità, all'empatia. I libri curano l'anima. Lo scrittore è un medico e ha tra le sue mani la vita delle persone.

 

Claudio Volpe Premio StregaLa traiettoria dell'amore
 

Notizia di qualche giorno fa, sei nuovamente candidato al Premio Strega con La traiettoria dell'amore, Laurana Editore. Qualche riflessione al riguardo? E sul rilievo che hanno oggi i premi letterari in generale?

I premi letterari servono a dare visibilità a un'opera facendola conoscere al grande pubblico. Il valore di un'opera e di un autore sarà invece il tempo a giudicarlo. Felice di partecipare di nuovo allo Strega. Incrociamo le dita.

 

Ci vuoi presentare brevemente questo tuo nuovo romanzo?

È la storia d'amore tra due ragazze e la ricostruzione di un rapporto affettivo tra un fratello e una sorella. È la descrizione del mondo carcerario italiano. È la descrizione della traiettoria che l'amore segue nelle nostre vite.

 

Quale pensi sia oggi in Italia la situazione editoriale, di solito descritta a tinte molto fosche?

C'è del buono e del marcio. Personalmente mi delude la tendenza del mercato del libro a divenire sempre più un fastfood dove il libro è solo un prodotto da vendere. Per me la letteratura è una cosa seria.

 

Come abbiamo detto, tu hai ottenuto fin da subito il successo con il tuo primo romanzo. Hai incontrato, però, qualche difficoltà sul tuo cammino? Che consigli ti sentiresti di dare a un giovane aspirante scrittore?

La difficoltà più grande sta nel dimostrare che un ragazzo di vent'anni può scrivere con cognizione di causa e trattare temi importanti. Altra difficoltà sta nel trovare editori che vogliano pubblicare storie complesse e "di dolore" come spesso sono quelle che scrivo io. Consigli? Scrivere scrivere scrivere. E farlo per l'amore per la letteratura, non per pubblicare. Non piegarsi al mercato. Andare avanti a testa alta in attesa della propria opportunità.

 

Vuoi indicarci un altro giovane scrittore italiano, magari come te under 30, che hai avuto di recente modo di apprezzare?

Under 30 non saprei davvero dire. Forse Silvia Avallone che credo non abbia ancora compiuto i 30. Non ce ne sono molti comunque. Ultimamente ho però scoperto Donatella Di Pietrantonio che mi ha folgorato.

 

Per concludere, come mia abitudine, ci vuoi parlare dei tuoi progetti e del tuo sogno nel cassetto?

Come ogni scrittore, giungere a pubblicare con un grande editore ed essere tradotto all'estero. Come ogni studioso del diritto, diventare magistrato.

 

Gian Luca A. Lamborizio, alessandrino di nascita e milanese di adozione, ha frequentato il liceo classico e proseguito gli studi in ambito giuridico. È autore di testi di narrativa. Giornalista e addetto stampa, collabora come redattore con MilanoNera, diretta dallo scrittore Paolo Roversi, e altre testate. http://lambagency.it/

Per esprimere i vostri commenti e pareri e se avete qualcosa di interessante da raccontare, non esitate a scrivere a: gla.lamborizio@gmail.com

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    claudio volpeunder 30scrittoripremio stregapremio strega 2017

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