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ProntoPro.it, la startup che fa incontrare domanda e offerta di lavoro
Marco Ogliengo e Silvia Wang

Continuando il nostro discorso sulle startup e soprattutto sui giovani coraggiosi e con idee innovative che si cimentano con il mondo d'impresa, parliamo oggi di ProntoPro.it, un portale che, nato circa un anno e mezzo fa da una idea di Silvia Wang e Marco Ogliengo, classe 1986, per fare incontrare i potenziali fruitori di servizi con i professionisti di ogni ramo e confrontare recensioni e preventivi al fine di scegliere quello più adatto alle proprie esigenze, conta oggi una trentina di dipendenti e più di centomila “utilizzi”.

Ecco cosa ci hanno raccontato Silvia e Marco a proposito del loro percorso professionale, ricco anche di esperienze all'estero, e della loro esperienza di startupper.

 

Silvia e Marco, parlateci di voi a livello “personale”. Come e quando vi siete conosciuti e avete deciso di condividere sia l'attività professionale sia la vostra vita “fuori dall'ufficio”?

Silvia: Ci siamo conosciuti l’ultimo giorno di università nel 2010. Abbiamo superato le difficoltà di una storia a distanza, poi abbiamo vissuto e lavorato insieme alcuni anni tra Taiwan e Indonesia. Nel 2015 abbiamo mollato tutto per creare ProntoPro.

 

Marco: L’idea di creare un’azienda nostra è venuta dopo, quando eravamo a Jakarta e dovevamo organizzare il nostro matrimonio in Italia. Di fronte alle difficoltà di trovare un fotografo, un fioraio, un catering che fossero sia bravi sia affidabili, ci è venuta l’idea di creare un portale in cui incontrare i professionisti e confrontare le recensioni e i preventivi per poter scegliere quello più adatto alle nostre esigenze.

 

Impegnativo stare a contatto continuo “in casa e fuori”?

Silvia: In realtà stiamo solo fisicamente nello stesso posto, ma poi ognuno ha il suo lavoro da fare. Sicuramente creare un’azienda è un impegno totalizzante, con giornate lavorative da quindici/venti ore; quindi per una coppia la migliore soluzione è farlo insieme. In questo modo condividi le difficoltà, lo stress e le responsabilità che comporta, ma anche e soprattutto le soddisfazioni e la crescita personale. Certe cose non si riescono a trasmettere bene, bisogna viverle. D’altra parte, se solo uno di noi due si fosse dedicato a ProntoPro, non avrebbe quasi più visto l’altro.

 

Facciamo le persone serie... Volete parlarci ora brevemente dei vostri studi e delle precedenti esperienze lavorative?

Marco: Certo, entrambi abbiamo studiato alla Bocconi di Milano. Io mi sono laureato in International Management e ho poi conseguito una seconda laurea in International Management presso la Fudan University di Shanghai. Ho fatto il consulente per due anni in McKinsey & Company, e nel 2013 ho fatto il salto verso il mondo del digital, diventando Managing Director in Zalora Taiwan e Zalora Indonesia, il più grande sito di e-commerce del sud-est asiatico.

 

Silvia: Anche io ho studiato alla Bocconi, come ha detto Marco, ma mi sono laureata in Marketing Management. Ho inizialmente lavorato nel marketing tradizionale nella GDO; nel 2012 mi sono spostata sull’online lavorando in diverse startup di Rocket Internet in qualità di Marketing Manager.

 

Elemento di rilievo sono sicuramente le vostre esperienze di studio e di lavoro all'estero. Quanto pensate influiscano questi periodi lontano dall'Italia nella formazione e nella preparazione che un giovane del XXI Secolo dovrebbe avere?

Silvia: Posso dire con certezza - anche a nome di Marco - che le esperienze all’estero sono indispensabili. Per noi, ad esempio, grazie proprio a quelle esperienze, ora è più semplice pensare all’internazionalizzazione di ProntoPro: il nostro portale risponde a una reale lacuna nel mercato che non è solo italiana, ma anche all’estero mancano ancora modelli come il nostro e quello che ci permette di affrontarle al meglio sono proprio gli anni passati all’estero. Vivere in paesi meno fortunati del nostro ci aiuta a mettere in prospettiva le difficoltà quotidiane (che in Italia, mi sento di dire, sono veramente poche rispetto a Indonesia, Cina e altri paesi in cui abbiamo vissuto!).

 

Quando e soprattutto perché avete poi deciso di “rischiare in proprio”, dando vita a ProntoPro.it?

Silvia: Abbiamo deciso di creare ProntoPro.it due anni fa. Quello che abbiamo creato non l’abbiamo vissuto come un rischio, ma come la realizzazione di un progetto di vita. Il nostro lavoro è quello che ci fa stare bene quotidianamente, è la nostra passione, attraverso il progetto di ProntoPro.it riusciamo a sentirci appagati e anche le sfide lavorative più ardue sono solo un’occasione per misurarci con noi stessi in un campo che sentiamo completamente nostro.

 

Marco: Devo dire che dopo le nostre esperienze passate abbiamo cambiato modo di ragionare e di valutare il rischio. Innanzitutto abbiamo più consapevolezza di noi stessi, pensiamo di essere abbastanza in gamba e non ci spaventa l’idea di rimanere senza lavoro. Le nostre priorità sono cambiate. Diamo molto più peso a ciò che ci appaga davvero e questo avviene su due livelli: quello della sfida personale e quello dell’impatto sociale. La sfida personale viene appagata da tutto ciò che comporta l’avviare un’azienda (per niente banale); l’impatto sociale sta nel creare una piattaforma che aiuterà milioni di persone a trovare più lavoro.

 

Quali difficoltà iniziali avete incontrato per far sì che la vostra startup potesse iniziare a muovere i primi passi?

Marco: All’inizio non è stato facile trovare i primi investimenti. Mentre Silvia si dedicava alla ricerca delle persone da assumere, io ho dovuto bussare alla porta di decine e decine di business angels (sono arrivato a fare settantanove pitch in circa cinque settimane!). Il tema “startup” va di moda ora, quindi ci sono un sacco di perditempo che vogliono chiacchierare, ma sono poche le persone che hanno la capacità di capire veramente il progetto, e quindi sentirsi tranquilli a investire. Alla fine però abbiamo trovato un gruppo eterogeneo di angel investors, di cui abbiamo molto rispetto, che ci hanno dato fiducia.

 

Silvia: Non è stato semplice nemmeno trovare le persone giuste per dare avvio all’azienda. Per trovare le prime cinque persone con cui iniziare, ho dovuto sostenere centinaia di colloqui a ritmo continuo (almeno otto ore al giorno). In Italia non c’è la cultura delle startup, e la gente con una carriera avviata ha paura a fare quello che viene percepito come “un salto nel vuoto”. Oggi però siamo più di trenta, e abbiamo in piano di triplicare!

Di cosa si occupa ProntoPro.it a livello pratico e come è possibile fruirne?

Silvia: ProntoPro.it è il portale che fa incontrare nel modo più semplice e veloce la domanda e l’offerta di lavoro professionale e artigianale per oltre quattrocento servizi. Quando hai bisogno di un idraulico, di un insegnante di canto, di un fotografo o di ristrutturare casa, puoi andare su Prontopro.it e indicare i dettagli del servizio richiesto. Entro poche ore riceverai gratuitamente preventivi che potrai valutare insieme al profilo e alle recensioni del professionista.

 

Che costi deve sostenere un professionista che vuole offrire i propri servizi e quali invece un cliente interessato a entrare in contatto con lui?

Marco: Per il cliente finale è tutto gratuito. Il professionista può iscriversi, creare un profilo pubblico e vedere tutte le richieste di lavoro nella sua zona in modo gratuito. Per rispondere alle richieste dei clienti che reputa interessanti, dovrà pagare una cifra che parte da quattro euro. ProntoPro è come un investimento pubblicitario, ma con il vantaggio che è super-mirato a potenziali clienti che sono attivamente alla ricerca di un professionista.

 

Quali riscontri avete già avuto in termini lavorativi e che prospettive pensate possa avere questo settore?

Silvia: I riscontri positivi che abbiamo ottenuto sono stati tantissimi. Innanzitutto hanno creduto in noi Immobiliare.it, che ha investito un milione e mezzo di euro, e Vito Lomele (fondatore di Jobrapido) che è entrato a far parte del nostro consiglio di amministrazione. Ma ciò che ci rende più orgogliosi è la fiducia accordataci da più di cinquantamila professionisti e il fatto che in un anno e mezzo abbiamo generato un valore di oltre quaranta milioni di euro di lavoro per i nostri professionisti.

 

Marco: Le prospettive di crescita sono enormi perché quello che proponiamo è la soluzione al maggiore ostacolo nel processo di ricerca di un professionista. Quale? Riuscire a trovare una persona di fiducia. Noi forniamo trasparenza a tutti quelli che usano il nostro portale attraverso il sistema di recensioni che sono l’elemento di scelta principale per i clienti. Anche a fronte di un preventivo con un prezzo più alto, viene scelto sempre quello più costoso se ha ricevuto un numero maggiore di recensioni positive. Il principale ostacolo nel fare incontrare persone online è la fiducia perché gli utenti nutrono molti dubbi sulle reali competenze del professionista, sulla sua onestà e sulla qualità dei servizi offerti e le recensioni servono a superare questa barriera.

 

Il vostro team è costituito da professionisti con un'età media inferiore ai trent'anni, caratteristica abbastanza diffusa nella realtà delle startup. Che vantaggi pensate possano offrire degli ambienti lavorativi così giovani?

Silvia: Indubbiamente l’entusiasmo e la voglia di mettersi alla prova. Quando le risorse umane sono molto giovani riescono a coniugare meglio esperienza e dinamismo, motivazione e determinazione. L’atteggiamento generale che ne deriva è quello di una gran voglia di fare e di crescere in un ambiente in cui le sfide quotidiane risultano più sostenibili perché condivise. Inoltre sono liberi da tutti i preconcetti che hanno spesso le persone con anni di esperienza lavorativa alle spalle e che a volte sentono di poter vivere di rendita.

 

Qualche curiosità relativa a questo primo anno e mezzo di attività?

Marco: Ne abbiamo viste tante in questo anno e mezzo: mi viene in mente la prima volta che un idraulico ha dovuto assumere due persone per far fronte alla mole di lavoro trovato grazie a ProntoPro (ormai ci siamo abituati, ma la prima volta abbiamo festeggiato con una bottiglia di spumante!); ma anche quando abbiamo creato la categoria “Allenatore di Pokemon professionista”, che ha visto un enorme boom di domanda e offerta di lavoro. Il primo Allenatore di Pokemon italiano, Loris Pagano, riceveva centinaia di richieste di lavoro al giorno!

 

Silvia: A me viene in mente la storia di Patricia Wells, nata in Inghilterra e venuta qui a ventiquattro anni. Era riuscita a crearsi una carriera stabile da insegnante madrelingua, ma la crisi economica le aveva tolto la sua stabilità. È riuscita a superare quel momento difficile grazie a ProntoPro. Oggi lavora dodici/quindici ore al giorno, non ha tempo libero, ma ama quello che fa e accoglie con entusiasmo tutti i nuovi alunni che decidono di imparare la sua lingua.

Mi rende orgogliosa di ProntoPro e soprattutto sento di stare facendo qualcosa di davvero utile.

 

Che consigli vi sentireste di dare a un giovane come voi che volesse creare una propria attività imprenditoriale?

Silvia: Se davvero vuoi creare qualcosa che ti appartenga, trovati un buon compagno\a con cui farlo! Il valore delle persone con cui lavori fa davvero la differenza. Idealmente troverai qualcuno con un profilo diverso dal tuo, che ti completi e a cui tu possa guardare con rispetto.

 

Marco: Molti falliscono perché non provano davvero. Si trascinano dietro un progetto per mesi o anni, parlandone, lavorandoci part-time, scoraggiandosi davanti a banali difficoltà burocratiche o competitive. Per avere una chance di successo bisogna dedicarci veramente tutto quello che uno ha. Io e Silvia ci abbiamo messi i nostri risparmi e venti ore al giorno di lavoro; abbiamo studiato di notte per riempire le lacune che avevamo e abbiamo sentito circa settanta “no” dagli investitori prima di trovare i cinque che hanno investito.

 

Il sogno nel cassetto di Silvia e Marco imprenditori e quello invece come giovani coniugi?

Silvia: I nostri sogni combaciano. Vogliamo guardare indietro tra qualche anno e vedere che abbiamo avuto un vero impatto sociale, creando qualcosa dove prima non c’era nulla.

 

Gian Luca A. Lamborizio, alessandrino di nascita e milanese di adozione, ha frequentato il liceo classico e proseguito gli studi in ambito giuridico. È autore di AAA Futuro cercasi. Essere giovani in tempo di crisi e di Penombra. Editor e digital pr, collabora come redattore con MilanoNera, diretta dallo scrittore Paolo Roversi, col settimanale La voce e altre testate. È responsabile ufficio stampa e comunicazione per Artisti Dentro Onlus. http://lambagency.it/

Per esprimere i vostri commenti e pareri e se avete qualcosa di interessante da raccontare, non esitate a scrivere a: gla.lamborizio@gmail.com

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