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Under 30 e dintorni
The Reaping e Roberto D'Antona, il cinema under 30
Roberto D'Antona

Proseguendo il mio viaggio nel variegato mondo under 30, ho incontrato questa volta Roberto D'Antona, sceneggiatore, attore, produttore e regista (insomma, chi più ne ha più ne metta).

Giovanissimo (è nato a Taranto nel 1992), Roberto ha già ottenuto numerosi, importanti riconoscimenti a livello internazionale per i cortometraggi e le web-serie in cui compare, appunto, come ideatore, sceneggiatore, regista, attore e spesso anche produttore. Una vita consacrata al cinema, dunque, di cui ho voluto parlare con l'interessato, anche a proposito della prossima uscita di The Reaping, la sua nuova fatica, una serie tv composta di episodi di breve durata (circa cinquantacinque minuti l'uno) su cui al momento viene mantenuto uno stretto riserbo ma che, dalle scarsissime indiscrezioni finora trapelate, dovrebbe garantire emozioni forti e un livello adrenalinico molto alto. Non per nulla, uno dei registi preferiti di Roberto è, se non erro, John Carpenter che, quanto a suspense, non scherza davvero.

La tranquillità di un piccolo borgo sta per essere sconvolta. Attraverso una serie di coincidenze, atti violenti e corruzione verranno svelate realtà inaspettate e la vita di nove personaggi si intreccerà attraverso evoluzioni improvvise e inattese; l'unica certezza è che nulla di ciò che apparteneva loro, le loro sicurezze e la loro quotidianità rimarrà tale”.
Questo è tutto quello che sono riuscito a “carpire” sulla serie, spulciando sul web, ma forse parlando con Roberto riusciremo a saperne qualcosa di più...

 

Roberto, partiamo da te... Qual è stata la tua formazione e quando hai capito che la tua vita e il cinema sarebbero stati una cosa sola?

Fin da piccolo ho sempre desiderato vestire i panni di Jack Burton, ma mi sarei accontentato di vestire quelli di Batman o di qualsiasi altro personaggio interpretato da Jim Carrey. Crescendo, ho capito che la mia vita dipende dal cinema e così una passione si è trasformata in una vera e propria carriera. A undici anni ho iniziato a prendere parte e a girare dei piccoli cortometraggi amatoriali, poi, crescendo, sono entrato a far parte di una compagnia teatrale per sette anni e in contemporanea ho preso parte a numerosi videoclip musicali, cortometraggi, serie e film.

 

Quali difficoltà hai incontrato nel realizzare i tuoi primi lavori?

Sicuramente una delle più grosse difficoltà era il cast. Non era semplice trovare attori professionisti che si mettessero in gioco per uno sconosciuto che realizzava prodotti destinati al web e che non poteva permettersi di rimborsare neanche la benzina, così ero costretto a chiedere a vecchi amici di mettersi in gioco e divertirsi con me. Un’altra grossa difficoltà erano le location; all’epoca, nel paesino in cui vivevo in Puglia vedevano un “film” o un “cortometraggio” come qualcosa di anomalo, non era decisamente una passione “comune”, infatti una delle frasi più gettonate all’epoca era: “Ma invece di fare queste cose perché non ti trovi un lavoro o vai a giocare a calcio come gli altri?”. Per fortuna nel tempo le cose sono cambiate. Sicuramente una mia grande fortuna è stata la mia famiglia; i miei genitori e i miei nonni sono sempre stati innamorati del cinema e grandi collezionisti di VHS, così come i miei fratelli maggiori e infatti oggi ci ritroviamo a collaborare e lavorare nello stesso settore.

 

Mai avuto voglia di smettere e cercarti... un lavoro in banca?

Ho lavorato per quattro anni in un supermercato e quando mi sono trasferito, per “sopravvivere”, ho dovuto lavorare presso un Call Center, ho fatto il rappresentante e ho lavorato perfino al McDonald’s. Ma non lavoravo per avere i soldi in tasca per poter uscire o mangiare una pizza, assolutamente no. Ho sempre lavorato per investire nel mio sogno, fin da ragazzino. Niente sacrificio, niente vittoria… Giusto? Comunque non ho mai pensato di smettere o di arrendermi, mi sono solo preso una pausa di tre anni dalla regia, ma ho lavorato tantissimo come attore in quegli anni. Senza cinema morirei.

 

Ho accennato ai molteplici ruoli che ricopri spesso nei tuoi lavori. Quale, fra questi, pensi ti sia più congeniale o comunque possa dare maggiori soddisfazioni?

Io sono un attore e amo recitare e infatti mi definisco sempre un attore/regista e mai il contrario. Non potrei mai dirigere qualcosa senza mettermi in gioco come attore, soffrirei tantissimo. La regia mi diverte un sacco, ma recitare mi fa sentire vivo. Non sono da sottovalutare anche altri due ruoli per me importantissimi, il montatore e il music supervisor, che adoro ricoprire in questo settore. Se però dovessi fare una classifica, attore in primis e subito dopo la regia.

 

Fra tutti i premi che hai già ricevuto, quale ti pare il più significativo?

Il premio più importante della mia carriera e che ha cambiato tantissime cose è stato quello come Miglior Attore Non Protagonista, vinto nel 2015 con il personaggio di Condom per il pluripremiato film pulp Insane, diretto da mio fratello Eros D’Antona, agli American Movie Awards. Festival prestigiosissimo dove in passato hanno vinto nomi come Steven Spielberg, Harrison Ford, Meryl Streep, Clint Eastwood e tante altre leggende. Leggere il mio nome sul sito accanto a questi pilastri della storia del cinema per me è un sogno diventato realtà.

 

C'è ancora posto per un giovane in questo settore e che consigli ti sentiresti di dargli?

Non è semplice e non lo è mai stato, lo spazio c’è… È pochissimo ma c’è. L'interrogativo che bisogna porsi è Cosa siamo disposti a perdere per i nostri sogni? Quanti sacrifici siamo pronti a fare? Una volta trovata con estrema sincerità la risposta a queste due domande, la fase successiva è quella di essere sempre umili, di fare sempre un passo avanti, migliorandosi di giorno in giorno, e di non farsi abbattere dalle cattiverie o dalle batoste che si avranno lungo il cammino. Bisogna crederci, ma crederci davvero, nei propri sogni, qualunque essi siano.

 

Spesso, se non sbaglio, ti sei anche ispirato a lavori del passato, per rielaborarli in chiave originale. Quali sono i tuoi maestri?

Da un punto di vista recitativo, il mio mentore è Jim Carrey. Lui è il mio mito, ma ci sono state tante altre influenze che vanno da personaggi ad attori, per esempio da Jack Burton a Beetlejuice, da Kevin Spacey a Jake Gyllenhaal o da Batman alle Tartarughe Ninja. Per quanto riguarda invece l’aspetto della regia, diciamo che la mia Top Five va da Sam Raimi, John Carpenter e Quentin Tarantino a David Fincher e Christopher Nolan.

 

C'è un “genere” cinematografico a cui sei particolarmente affezionato?

Il Thriller e il Fantasy sono i generi che più in assoluto amo. Attualmente realizzare un fantasy è molto difficile e costoso, ma ho una sceneggiatura pronta nel cassetto e non appena si presenterà l’occasione lo realizzerò.

 

Cosa si prova finito di montare un lavoro che ha richiesto mesi di impegno e fatiche?

Per prima cosa provo un’emozione meravigliosa, inspiegabile… Provo davvero una soddisfazione immensa, così grande da chiedermi: “Ma ho finito davvero?”.

Subito dopo però, la prima cosa che mi viene da dire è: “Basta, non voglio vederti per almeno sei mesi”. (ride)

 

Parliamo ora di The Reaping, la nuova serie che avete girato la scorsa estate e che dovrebbe uscire prestissimo. Com'è nata l'idea di questa produzione?

Un pomeriggio qualunque, mentre facevo una passeggiata in riva a un fiume, ho immaginato una delle scene chiave della serie. Quella visione fu talmente chiara che ho deciso che la serie si sarebbe dovuta aprire proprio con quella immagine. Corsi a casa e in tre giorni scrissi il trattamento di tutta la storia, nella settimana successiva scrissi la prima stesura del pilota, poi chiamai il mio socio Annamaria Lorusso e le proposi la serie. Annamaria non ci pensò due volte, ne rimase affascinata e decidemmo così di dar vita a questa ambiziosa serie.

 

Dove e quando usciranno gli episodi della serie?

La serie è in vendita dal 21 Febbraio negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania e Giappone in Video On Demand. Nelle prossime settimane verranno messi sul mercato il DVD e il BluRay e si potranno acquistare in tutto il mondo.

 

Chi recita con te?

Attori professionisti e alcuni molto noti nel panorama indie Italiano, ma hanno preso parte al progetto anche attori alle prime armi che se la sono cavata molto bene.

 

Qual è, oltre a una tensione altissima che immagino sarà sempre presente, il fil rouge che legherà gli episodi?

Gli elementi più forti di The Reaping sono sicuramente la sceneggiatura e l’intreccio dei suoi personaggi e delle loro storie. Ogni dettaglio della serie non è stato inserito a caso. Ho lavorato sei mesi alla sceneggiatura proprio per dar vita a una storia forte, che tratta temi sociali duri e che ogni giorno sentiamo in TV, ma soprattutto per dar vita a un intreccio solido.

 

Quali saranno, secondo te, i principali punti di forza e di attrattiva per il pubblico di The reaping?
I personaggi e i Cliffhanger. Ogni episodio ha diversi colpi di scena, ma gli ultimi quattro sono davvero pieni di emozioni e sono quelli che hanno conquistato la distribuzione negli Stati Uniti.

 

L'ultima domanda è quella che rivolgo nel finale a tutte le mie vittime... Quali sono i tuoi progetti futuri e il tuo sogno nel cassetto?

Quest’anno credo che sia l’anno più soddisfacente e pieno di lavoro della mia carriera fino ad ora. Dopo l’uscita di The Reaping, quest’anno vedranno luce il ghost movie Haunted di Eros D’Antona in cui vesto i panni del protagonista Max e che è stato recentemente presentato a Berlino, il cortometraggio horror Nyctophobia di Francesco Longo in cui sarò il Diavolo e la serie web The Game scritta da Alessandro Carnevale Pellino e diretta da Andrea Navicella, in cui interpreto l’avvocato Lorenzo Malinverni. Per quanto riguarda invece i set che mi vedranno impegnato sempre in veste di attore, quest’anno prenderò parte come co-protagonista al film horror Clara di Francesco Longo, vestirò i panni di protagonista in due cortometraggi e in un film di un regista molto noto di cui non posso fare il nome per ora. Per quanto riguarda invece il mio duplice ruolo da attore/regista, attualmente sono in fase di pre-produzione di due film: il thriller The Wicked Gift che verrà girato nel mese di aprile e il thriller Fall nel mese di luglio. A produrre i lungometraggi sarà sempre la L/D Production (Lorusso/D’Antona) in collaborazione con… Presto lo scoprirete (linguaccia). I film hanno già attirato l’attenzione di quattro case di distribuzione e c’è la probabilità che entrambi riescano a sbarcare addirittura nelle sale cinematografiche. Dicono che i sogni son desideri, quindi… noi lo desideriamo tanto tanto.

Grazie di cuore per questa meravigliosa e impegnativa intervista.

 

Gian Luca A. Lamborizio, alessandrino di nascita e milanese di adozione, ha frequentato il liceo classico e proseguito gli studi in ambito giuridico. È autore di testi di narrativa. Editor e digital pr, collabora come redattore con MilanoNera, diretta dallo scrittore Paolo Roversi, col settimanale La voce e altre testate. È responsabile ufficio stampa e comunicazione per Artisti Dentro Onlus. http://lambagency.it/

Per esprimere i vostri commenti e pareri e se avete qualcosa di interessante da raccontare, non esitate a scrivere a: gla.lamborizio@gmail.com

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