A- A+
Io Uomo tu Robot
Il robot che riconosce se stesso e capisce da solo cosa deve fare

Macchine auto-consapevoli

Sappiamo come oggi solo gli esseri umani sono gli unici nel riuscire a immaginare se stessi, gli scenari futuri e imparare dal loro reale vissuto, dalle esperienze che hanno fatto nel passato e riflettere sulle cose che hanno realizzato.

Per i robot non è così in quanto non hanno ancora imparato a simulare se stessi e l’intervento dell’uomo, attraverso simulazioni e modelli, è sempre richiesto. Robot che sono consapevoli di sé hanno trovato ampio spazio nella fantascienza, finzione cinematografica e nei libri ed ora la ricerca, benché in una fase ancora iniziale, cerca realmente di avvicinarsi a questo traguardo.

I ricercatori della Columbia University di New York hanno progettato un robot  capace di adattare i compiti alle sue capacità. Una macchina che impara da sola ed è in grado, senza alcun aiuto dell’uomo, di percepirsi nello spazio e sapere cosa deve fare. Possiamo parlare di un primo passo concreto della macchina verso una   presa di coscienza di se stessa?

Siamo senz’altro solo agli inizi e resta ancora molto da fare, ma gli scienziati della Colombia University   hanno fatto passi in avanti nell’area di ricerca dei “self-aware robots”, macchine capaci di possedere un primo grado di percezione di sé.

Se vogliamo che i robot diventino indipendenti, adattarsi rapidamente a scenari imprevisti dai loro creatori, è essenziale che imparino a simulare se stessi.” (Hod Lipson)

Hod Lipson è docente di Ingegneria Meccanica e Data Science alla Columbia University e coordina il gruppo di ricerca del Creative Machine lab. Le sue ricerche cercano di capire come le tecnologie self aware potranno concretamente cambiare il nostro futuro.

La ricerca

Il gruppo di ricerca del prof. Lipson ha realizzato un braccio robotico a quattro gradi di libertà, non diverso da quelle già in uso nell’ambito industriale, capace di capire da solo i compiti che deve fare ed anche in grado di auto-ripararsi riconoscendo autonomamente le parti danneggiate nel caso di eventi di malfunzionamento.

All’inizio la macchina non sapeva esattamente cosa fosse se è un ragno, un serpente o un” braccio” con snodi e non aveva nemmeno indizi sulla sua reale forma. Hod Lipson e Robert Kwiatkowski, responsabili del progetto, hanno precisato che attraverso un software di machine learning si è consentito alla macchina di elaborare un modello autonomo per riconoscere se stessa, le proprie dimensioni e le proprie abilità, “imparare” a muoversi ed anche auto-ripararsi. Un software evoluto che ha messo a disposizione strumenti che permettono al braccio robotico di evolvere partendo da zero conoscenze precedenti di fisica, geometria o dinamica motoria. 

All’inizio i movimenti del robot erano del tutto casuali e ripetuti con circa mille traiettorie diverse, ciascuna comprendente cento punti, un'operazione pick-and-place (raccogliere e posizionare) in un sistema fisicamente definito (spazio chiuso).  Gli hanno consentito di registrarle e riverificare punto per punto la sua reale posizione nello spazio per comprendere quali movimenti eseguire. Il robot in tal modo ha potuto archiviare tutti i dati con lo scopo di riorganizzarli ed avere alla fine un embrionale modello di se stesso.

Successivamente per favorire l’autoapprendimento hanno chiesto al robot di spostare, all’interno di uno spazio ben definito, un oggetto e la macchina lo ha eseguito utilizzando solo le informazioni auto-apprese secondo il modello “autocostruito”.

Per fare questo al robot sono state necessarie circa 35 ore affinché si potesse avviare un intenso lavoro di apprendimento informatico e correggere il modello elaborato inizialmente. Superato questo tempo la macchina aveva acquisito capacità di elaborare un nuovo modello tridimensionale di se stessa ed era in grado di spostare un oggetto da un punto all’altro dello spazio definito con una percentuale di successo del 100 per cento.

Percentuale che è scesa al 44 per cento se il tutto avveniva in contesti non controllati per compiti non ricorrenti e comunque giudicati sorprendenti anche perché, come spiega Kwiatkowski, è come “riuscire a prendere e spostare un bicchiere con gli occhi bendati”.

Non meno importante l’ultima fase di test che ha valutato la capacità di adattamento della macchina: i ricercatori hanno sostituito un componente del robot con una finta parte danneggiata stampata in 3D e la macchina se n’è accorta e ricalibrando il movimento ha svolto lo stesso compito senza riduzioni di efficienza.

Scenari

Hod Lipson ha affermato che "l'abilità del robot di avere coscienza di sé è evidentemente molto grossolana se comparata a quella degli esseri umani, crediamo però che questa strada sia ormai aperta".

Sempre Lipson e i suoi collaboratori sono consapevoli delle implicazioni etiche che "L'autoconsapevolezza porterà a sistemi più resilienti e adattativi, ma implica anche una perdita di controllo"

Avvertono, “It's a powerful technology, but it should be handled with care.” "È una tecnologia potente, ma dovrebbe essere gestita con cura".

Il saper “immaginare se stessi” e collocarsi nello spazio sono solo una fase embrionale verso lo sviluppo di robot che siano completamente autonomi e il percorso è ancora molto lungo.

(Video e foto del robot: Columbia Engineering)

Commenti
    Tags:
    intelligenza artificialerobotinterazione uomo-robot
    in evidenza
    Cr7 piange in tv per il padre "Non ha visto chi sono diventato"

    Guarda il video dell'intervista

    Cr7 piange in tv per il padre
    "Non ha visto chi sono diventato"

    i più visti
    in vetrina
    Temptation Island Vip 2, una coppia abbandona. Temptation Island Vip 2019 News

    Temptation Island Vip 2, una coppia abbandona. Temptation Island Vip 2019 News


    Zurich Connect

    Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

    casa, immobiliare
    motori
    Michael Lohscheller, CEO di Opel, riceve il premio “Eurostar 2019”

    Michael Lohscheller, CEO di Opel, riceve il premio “Eurostar 2019”


    RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
    Finalità del mutuo
    Importo del mutuo
    Euro
    Durata del mutuo
    anni
    in collaborazione con
    logo MutuiOnline.it
    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2019 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.