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Io Uomo tu Robot
Robotica collaborativa e Intelligenza artificiale nell’era dell’Industria 4.0

La robotica si conferma protagonista

I dati dall’IFR (International Federation of Robotics) ci dicono che il mercato della robotica nel mondo e in Italia sta vivendo un momento favorevole di crescita, un’evoluzione positiva che guarda con interesse a promettenti previsioni.

Se ne è parlato a LAMIERA 2019, la manifestazione internazionale dedicata alle macchine per la deformazione della lamiera e alle tecnologie innovative legate al comparto, Fiera Milano Rho dal 15 al 18 maggio 2019.

Nel calendario degli incontri SIRI (Associazione Italiana di Robotica e Automazione) è stata presente con la conferenza “La robotica si conferma protagonista”, un’occasione dove sono state presentate e commentate le ultime statistiche dei robot industriali in Italia e nel mondo. 

Osservando i numeri vediamo che l’Italia ha mostrato valide performance rispetto agli altri Paesi del resto del mondo: nel 2018 sono stati prodotti 3.460 robot, in crescita del 28,7% rispetto al 2017, di cui oltre il 39% venduti all’estero.

Complessivamente siamo in presenza di un incremento del consumo di robot a doppia cifra: +11,5% rispetto al 2017, passando dalle 8.283 unità vendute nel 2017 alle 9.237 vendute nel 2018, a fronte del +7% in Europa.

La previsione per il 2019 di robot installati in Italia vede un +5%: si passerà da 9.237 a 9.700 unità.

Domenico Appendino, presidente di SIRI, ha spiegato che “L’Italia rimane sempre la seconda potenza manifatturiera europea, abbiamo un’industria reale molto forte “.

I dati positivi della robotica si inseriscono perfettamente in questo scenario. I numeri presentati oggi parlano di un aumento a due cifre, frutto certamente delle politiche industriali italiane dello scorso anno scorso, ma anche e soprattutto di un Paese che economicamente è popolato da aziende in salute. Il sentiment dei costruttori e importatori di robot si conferma positivo anche per quest’anno. Dal canto nostro per l’immediato futuro, ci aspettiamo ancora un tasso di crescita tra il 5 e 10 %, chiaramente si tratta di un sentiment. Dopo anni di crescita così importante anche un +5% sarebbe un buon risultato. Il nostro approccio all’immediato futuro dunque, è fiducioso”.

Sempre secondo SIRI un mercato che registra un deciso sviluppo è quello della robotica collaborativa: le vendite di robot collaborativi nel 2018 nel nostro Paese sono arrivate a 480 pezzi, con importanti tassi di crescita pari al 50% per i prossimi cinque anni.  Le stime per il 2019 confermano la crescita che potrebbe poter contare su   600-650 applicazioni e tutto ciò anche per l’interesse delle PMI verso un’automazione flessibile ed economicamente accessibile.

Robotica collaborativa, intelligenza artificiale e ottimizzazione dei processi

The next era of umane-machine partnerships” (La futura era della cooperazione uomo-macchina) è uno studio del Centro di ricerche dell’Institute for the Future ha elaborato, per conto di Dell Technologies, che evidenzia in che modo le tecnologie abilitanti  Industry 4.0 avranno un impatto sulla nostra vita e il nostro modo di lavorare.

“Nei prossimi dieci anni intelligenza artificiale, realtà virtuale e aumentata, robotica e cloud computing rielaboreranno il rapporto uomo-macchina, creando relazioni più profonde e immersive”

I robot collaborativi (cobot) segnano un nuovo trend di sviluppo della Robotica industriale e sono progettati per lavorare fianco a fianco con l’operatore umano senza barriere protettive divisive e in tutta sicurezza.

Rappresentano una possibilità concreta di incontro tra uomo e robot dove entrambi possano svolgere i propri compiti esibendo le loro peculiari e differenti potenzialità. Al robot vengono affidati compiti pesanti, ripetitivi e a basso valore aggiunto., mentre l’operatore può realizzare attività di valore cognitivo e perciò legate all’impiego della propria intelligenza, duttilità e capacità di risolverei problemi coni cura e destrezza.

La robotica collaborativa consente alle aziende di potersi agevolmente adattare ai cambiamenti di produzione in ogni momento in quanto i Cobot si caratterizzano per essere efficienti, flessibili, sicuri e facili da utilizzare. Punti di forza che consentiranno uno sviluppo dell’applicazione dei Cobot in ogni ambito della produzione ed accessibili ad ogni tipo di impresa, a cominciare dalle PMI per diversi aspetti il cuore pulsante del sistema produttivo italiano.

Al fine di assicurare la sicurezza vengono predisposti meccanismi di monitoraggio: sensori specifici di forza/coppia, telecamere e sistemi anticollisione, riconoscimento di comandi vocali. Sono il più possibile ergonomici ed a misura d’uomo.

Rispetto ai robot tradizionali si caratterizzano per la loro usabilità, modularità e flessibilità (robot mobili) e sono in grado di interagire con altre macchine e dispositivi senza stravolgere il processo produttivo. Assicurano leggerezza al braccio robotico e le interfacce di programmazione sono decisamente intuitive e di facile utilizzo in modalità diverse, di teaching e touch screen.

Sono indispensabili in processi produttivi sempre più orientati alla personalizzazione della produzione e, in tal modo, passare dal concetto di mass production a quello di mass-personalization.

Il fattore umano resta determinante

Sistemi capaci di agevolare e valorizzare, nell’era dell’intelligenza artificiale, il connubio uomo-macchina per innovare le tecnologie produttive del futuro e migliorare la competitività, l’efficienza e la qualità dei prodotti consentendo al fattore umano di restare comunque centrale e determinante per la guida strategica dei processi.

La collaborazione fra uomo e robot non sarà limitata all’ambiente industriale, ma  diventerà comune anche nella vita quotidiana per l’assistenza e la riabilitazione e nelle attività in contesti domestici.

macchine dotate di abilità di apprendimento automatico

I CoBot debbono poter soddisfare le esigenze di un mercato flessibile ed essere implementabili in tempi rapidi senza dover avere conoscenze di programmazione elevate come avviene per i robot industriali.

Si integrano agevolmente con l’AI (intelligenza artificiale), IoT (Internet of Things), Big Data and Analytics, Cloud e Cyber Security.

Sono macchine dotate di abilità di apprendimento automatico (Machine learning) potendo accedere a big data e connessione in cloud senza seguire istruzioni esplicitamente programmate ed aiutare in tal modo le aziende a trasformare la mole di dati, oggi disponibili, in un valore per l'azienda.

Il Machine learning sottintende l’idea che le macchine possano imparare in modo automatico dall’esperienza: una tecnologia che considera un grande insieme di training data e di esempi che successivamente attraverso algoritmi, in grado di “analizzare” questi esempi, cogliere relazioni significative tra questi esempi.

Analogamente a quanto avviene per l’uomo, “apprendono” in modo naturale imparando dall’esperienza a migliorare le proprie capacità e le proprie funzioni (Work in progress) e questo permette loro di spostarsi e operare anche in presenza di incertezza e variabilità dell’ambiente.

Sempre in tema di robotica e intelligenza artificiale recentemente il 2 luglio presso l’Enterprise Hotel di Milano si è tenuto il convegno dal titolo “Automazione 5.0 – L’uomo, l’intelligenza artificiale e il robot”.

Un appuntamento organizzato dalla rivista Automazione Integrata, del Gruppo Editoriale Tecniche Nuove, il Politecnico di Milano e MECSPE.

Un programma che ha visto la presenza di un folto pubblico iniziato con Ivo Nardella, Direttore Generale del Gruppo Editoriale Tecniche Nuove, e i successivi interventi del Politecnico di Milano, dell’Università di Pisa e di Padova, del Fraunhofer e dell’IIT di Genova.

Investire nella formazione

L’evoluzione del capitale umano è condizione imprescindibile perché abbia un senso l’evoluzione delle tecnologie” (Focus robotica10ᵃ SPS Italia - Smart Production Solutions).

L’ introduzione dei robot collaborativi nei processi industriali, l’automazione robotizzata, le potenzialità delle tecnologie digitali cambierà il lavoro e richiederà lo sviluppo di nuove competenze che dovranno essere coerenti con una spiccata valorizzazione delle capacità umane.

Il problema è come sviluppare le competenze necessarie nella fabbrica di domani e tutto questo avverrà se i Sistemi di Istruzione e Formazionee nazionali e le Aziende interverranno sulla formazione, chiave di svolta per lo sviluppo e l’occupazione.

 

 

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