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Campania

Il mescere con delicatezza e quel loro lento sorseggiare che quasi ti fa sentire in bocca il gusto del vino. E poi, ancora, il bicchiere che ruota piano. Piccoli, grandi gesti di sommelier che, molto probabilmente, sono quelli che ti avvicinano ancor di più al mondo del vino ed a tutto quello che c’è attorno.

Accorciano le distanze, ti rendono “complice” di un mondo sempre affascinante. Una figura quasi “epica”, d’altri tempi. Ma poi, parlandoci, ti rendi conto che sono più “reali” e concreti che mai. E sono, per certi versi, depositari di un ruolo fondamentale.

Annito Abate è un architetto sommelier. E’ il delegato dell’Ais (Associazione Italiana Sommelier) di Avellino. E, da buon architetto, disegna alla perfezione le geometrie di un settore che, oggi, può e deve dare ancora molto all’economia campana ed irpina. Guida un’associazione che si affida alla professionalità ed al garbo di Alessia Canarino per comunicare all’esterno. Un’associazione sempre più attiva sul territorio, sempre più presente. E con le idee ben chiare.

Ci restituiscono, innanzitutto, un dato che lascia ben sperare, sul quale ultimamente cominciavano ad avere dei dubbi. Invece, leggete attentamente.

“Questo è un grande momento per i vini irpini. E’ un prodotto che, già di suo, è un cavallo di razza. Ma tanto è stato fatto nell’ottica della comunicazione, con organizzazione di eventi e tante altre iniziative. Un movimento che ha fatto sì che oggi il vino irpino, dal Fiano agli altri, lo si trova sempre più spesso nei più grandi ristoranti italiani ed esteri. E non parliamo soltanto del vino delle grandi aziende, dei grandi marchi. Parliamo delle chicche di cantine molto piccole”.

Detto da loro, è un segnale importante. E’ la testimonianza che il settore del vino, per l’Irpinia e la Campania in generale, può essere un motore trainante dell’economia. E’ importante se detto da Alessia Canarino che, a fine agosto, è stata scelta tra i quattro sommelier campani che hanno fatto da trait d’union tra i vini, la festa di un magnate russo in Costiera (con la partecipazione della sorella di Putin) e il grande Sting, al pianoforte per i sessanta, esclusivi invitati.

Il vino come motore dell’economia ed anche del turismo, of course. “L’enoturismo è un tema che ormai tira molto. In Irpinia c’è un grande fermento, così come in tutta la Campania. Siamo in zone che si trovano su una sorta di geyser. Anche se non lo volessimo, c’è una forza propulsiva che tira sempre su, che ci fa salire sempre in alto. La domanda è forte, gli “eno-qualsiasi-cosa” che girano, che vanno nelle cantine, che vogliono scoprire i territori, aumentano”.

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Certo, c’è ancora tantissimo da fare ed anche loro ne sono ben consapevoli. “Nella nostra regione oggi manca un effetto regia, un coordinamento che, in maniera non miope, valuti come proporre ai turisti non soltanto determinate zone a scapito di altre. Non si può pensare che l’Irpinia, visto che ha il vino, può dimenticarsi di Napoli e del Vesuvio o viceversa. Un esempio concreto e pratico sono le iniziative curate da Miriade&Partners che portano sia in Irpinia che in Costiera, il gotha del giornalismo enogastronomico mondiale. Non si può prescindere da una cabina di regia e questo compito spetterebbe alla Regione.

In Francia, giusto per farle un piccolo esempio, un territorio promuove un altro territorio, un effetto a catena molto importante. Servirebbe una regia intelligente, non dittatoriale, che non abbia l’unico scopo di distribuire prebende a questo o quell’amico”.

Il ruolo dell’Ais e dei sommelier è senza dubbio fondamentale nella promozione dei territori. “Innanzitutto occorre dire che stare nell’Ais è bello ed interessante. Ci accingiamo a fare 50 anni ma siamo più dinamici che mai. La figura del sommelier, infatti, si è evoluta. Siamo ambasciatori dei nostri territori, promuoviamo il brand Ais ma esportiamo anche il vessillo delle nostre terre e dei nostri prodotti. Molto probabilmente quest’anno saremo anche al Vinitaly, vicini ai nostri produttori, ai nostri prodotti ed ai nostri territori”.  

Aspettando il Vinitaly, le iniziative dell’Ais si moltiplicano in Irpinia e in tutta la Campania. Effervescenza e creatività allo stato puro, nel nome del vino. Dai corsi per aspiranti sommelier a piccoli, grandi eventi: ce n’è davvero per tutti i gusti. 

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