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Cinefestival
Fiati Corti XVI edizione: ecco i vincitori, anzi le vincitrici

Un segnale importante secondo il direttore artistico Bartolo Sagarriga Ayroldi: “Fino a qualche anno fa il mondo del cortometraggio era un mondo al maschile, ma da un paio di edizioni abbiamo notato un cambiamento in atto: hanno iniziato a concorrere sempre più opere firmate da donne e, soprattutto, di qualità elevata, fino all’assegnazione del FiatiCorti nel 2014 della prima donna nella storia del festival”.

Il Premio FiatiComici a va invece allo spagnolo Javier Marco per “Casitas” e il Premio Migliore interpretazione all’attore napoletano Gianfelice Imparato per “La smorfia” di Emanuele Palamara.

Un’edizione, la XVI di Fiaticorti, il festival internazionale del cortometraggio organizzato dal Comune di Istrana (Treviso) in collaborazione con Progetto Giovani di Istrana, che conferma come le pari opportunità, anche nel mondo tradizionalmente maschile del corto, stiano diventando realtà: durante la serata delle premiazioni che si è svolta venerdì 30 ottobre, nella scenografica location del cinema dell’Aeroporto militare di Istrana – Treviso, infatti, 3 dei 5 riconoscimenti in palio sono stati assegnati a registe donne. Tra questi il premio major, il FiatiCorti, che per il secondo anno viene vinto da una regista, Una Gunjak, tedesca che vive a Londra, e dal suo “The chicken”, il FiatiVeneti, vinto dalla padovana Francesca Barison con “La salita”, e la Menzione per la miglior animazione, introdotta quest’anno, conquistata dalla brasiliana Rosana Urbes con “Guida”.
Il FiatiComici è andato invece a Javier Marco, spagnolo, con “Casitas”, e il Premio Migliore interpretazione all’attore napoletano Gianfelice Imparato per “La smorfia” di Emanuele Palamara.

I cinque cortometraggi vincitori hanno superato una prima selezione operata dalla direzione artistica, guidata da Bartolo Ayroldi Sagarriga, e sono stati poi definitivamente proclamati vincitori dalla giuria presieduta da Roberto Citran, celebre attore padovano, e composta da Alessandro Cinquegrani, ricercatore universitario e critico cinematografico trevigiano, e da Denis Brotto, ricercatore universitario all'Università di Padova, esperto di cinema e collaboratore di Giorgio Tinazzi.

“In questa XVI edizione– ha commentato Bartolo Ayroldi Sagarriga, direttore artistico di Fiaticorti – abbiamo assistito ad una piccola grande rivoluzione: l’avanzata delle registe. E non solo come numero (circa il 25% dei partecipanti), la loro è soprattutto una presenza di qualità. Questo ci spinge a dire che, stando al segnale che giunge dai corti di quest’anno, la parità dei sessi nel mondo del cinema corto è ormai quasi raggiunta. E si tratta di un processo che ha subito un’accelerazione negli ultimi due anni: nel 2014 il Premio FiatiCorti è stato vinto, per la prima volta nella storia del concorso, da una donna, la kosovara Lendita Zequiraj, e quest’anno ecco ben tre donne sul podio. Questo è quanto osserviamo noi, ma, essendo il festival una vetrina internazionale e sempre molto partecipato, possiamo affermare che rispecchi una tendenza generale”.
“Oltre a questo – ha sottolineato Mariagrazia Gasparini, assessore alla cultura del Comune di Istrana – Fiaticorti evidenzia sempre più uno slancio internazionale, al quale affianca un lavoro capillare nel territorio”. “Tanto da rappresentare un orgoglio per il Comune di Istrana – ha rincarato il sindaco Enzo Fiorin – conosciuto da decenni per l’Aeroporto militare e per Villa Lattes e, negli ultimi anni, anche per il festival internazionale del cortometraggio”.
PREMI E VINCITORI. Donne, sì, ma anche molto attente all’attualità e alla loro condizione oggi, donne che utilizzano lo strumento del cortometraggio come un mezzo di comunicazione sociale. Donne che parlano di grandi guerre, antiche e recenti, con uno sguardo inedito e colmo di speranza, e di piccole battaglie quotidiane, come l’affermazione del proprio diritto alla felicità.
Come la vincitrice del Premio FiatiCorti, Una Gunjak, che con “The chicken” (Germania, 15’00’’) ci riporta a Sarajevo, nel 1993, quando Selma riceve come regalo per il suo sesto compleanno un pollo vivo; resasi però conto che la creatura sta per essere uccisa per sfamare la famiglia, decide di liberarlo, ignara delle pericolose conseguenze che tale azione comporterà. Stride infatti l’apparente normalità che regna nella casa della bambina con gli spari e l’insicurezza che dominano all’esterno.
O come “La salita” di Francesca Barison (Padova, 09’40’’), regista padovana vincitrice del Premio FiatiVeneti, che racconta di un giovane soldato della Prima Guerra Mondiale che si ritrova sperduto tra i boschi, mentre attorno a lui infuria il conflitto, e che inizia il suo allontanamento dalla guerra verso una sorta di ricongiungimento con la natura, che si tramuterà in un viaggio dantesco dall’inferno al paradiso. La sua anima sarà accompagnata dalla figura effimera del vecchio pastore, la sua guida, attraverso la natura immensa e maestosa delle Alpi. Una visione della guerra – e soprattutto delle grandiose alternative ad essa – che ha occhi di donna.
La terza regista a salire sul podio, questa volta con una Menzione speciale per il miglior corto di animazione (assegnata per la prima volta nella storia del concorso), è la brasiliana Rosana Urbes, con “Guida”, storia di una donna che lavora come archivista da trent’anni e un giorno risponde all’annuncio di una scuola d’arte che cerca modelli viventi, iniziando un lavoro che le cambierà la vita. Una storia delicata che parla di rinascita e di quel diritto ad essere felice che una donna dovrebbe riconoscersi.

I Premi FiatiComici e Migliore interpretazione sono invece stati assegnati a due registi. Il primo va allo spagnolo Javier Marco con “Casitas” (Spagna, 10’ 00’’), che narra di Carlos e Marta, trentacinquenni che vivono la vita che hanno sempre sognato, con una casa con un cortile, un cane, e sono anche in procinto di avere un figlio. Trentacinquenni che hanno tutto ma che, come svela il procedere del cortometraggio, non hanno in realtà davvero nulla se non il sogno di quella vita che vorrebbero. Il secondo, invece, è stato assegnato all’attore Gianfelice Imparato per “La smorfia” di Emanuele Palamara (Roma, 16’30’’), un cortometraggio che tratteggia il sogno e obiettivo di Carmine, vecchio cantante vittima di un ictus che ha storpiato il suo viso in una terribile smorfia: tornare ad ogni costo nel teatro dove è stato consacrato come il grande erede della canzone napoletana.

Ai vincitori è stata consegnata un’opera in cristallo realizzata dal maestro Marco Varisco.

PARTECIPAZIONE E SVOLGIMENTO DEL CONCORSO. La XVI edizione ha registrato, come avviene ormai da alcuni anni, una grande partecipazione: 340 cortometraggi provenienti da 43 paesi del mondo. Era dunque sin dall’inizio molto probabile che il podio sarebbe stato condiviso da registi di diversa nazionalità.
In una prima fase, a fine settembre, la direzione artistica guidata da Bartolo Ayroldi Sagarriga ha selezionato 23 opere, sottoposte successivamente al giudizio della giuria e alla visione del pubblico nel corso di quattro serate di rassegna (nel mese di ottobre).
Non solo, la XVI edizione è stata preceduta da un progetto di espansione nella provincia di Treviso del Festival, “Fiaticorti On the road”, che ha portato i cortometraggi dell’archivio del concorso (oltre 3 mila) in 7 comuni. E nel mese di settembre, in collaborazione con Treviso Comic Book Festival e con la regista Paola Luciani, Fiaticorti ha promosso a Treviso il primo workshop dedicato alla creazione di cortometraggi d’animazione.

Il festival è organizzato in collaborazione con Proloco comunale di Istrana, Istrana Giovane, Aeronautica militare 51° Stormo, Pizzeria Barbablù, con il contributo di Ascopiave e il patrocinio della Regione del Veneto e della Provincia di Treviso. 

 

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