A- A+
Cinefestival
Silenzi, parole, immagini: Mike Leigh allo Spazio Oberdan


di Martina Fragale 

 

Si tratterà di un’antologica in 10 lungometraggi che ripercorrerà le tappe del percorso creativo di Leigh: “Belle speranze”, “Dolce è la vita”, “Ragazze”, “La felicità porta fortuna”, “Another Year”, il già citato “Turner” e naturalmente – come potrebbero mancare? – “Naked”, “Segreti e bugie” (premiati a Cannes nel ’93 e nel ’96) e “Il segreto di Vera Drake” (Leone d’Oro al Festival di Venezia del 2004).

Parlare di British Renaissance, significa pensare automaticamente a Ken Loach. Ovvio. Eppure – benché forse rappresenti la punta di diamante della tendenza – Loach non esaurisce, né esemplifica del tutto la complessità della straordinaria primavera creativa che investì il cinema inglese nei difficili anni della Thatcher. Ecco perché ha senso proporre uno spaccato sulla produzione di Mike Leigh e ripensare al Realismo Inglese da un’angolatura diversa o – meglio ancora – in una prospettiva più ampia. Ken Loach e Mike Leigh: il parallelo sorge spontaneo,  alimentato in buona parte dalle stesse sale cinematografiche che negli ultimi mesi hanno visto avvicendarsi a distanza di breve “Jimmy’s Hall” e la parabola crepuscolare di “Turner”. Con punti in comune e differenze al seguito.

Certo, entrambi i registi condividono una spiccata sensibilità sociale, nata dalla condivisione dello stesso background: il fertile humus combattivo che fece da sottobosco agli anni della Thatcher. Se però Ken Loach traduce lo scenario nei toni corali, da Quarto Stato, di una vera e propria epopea degli emarginati, ben diversa è la prospettiva di Leigh e della sua silenziosa “epica degli invisibili”. Quello che fa Leigh, infatti, è proprio mettere in scena il silenzio e dargli voce. Basti pensare al suo “Tuner,” – interpretato dal bravissimo Timothy Spall – che non parla: grugnisce come se la parola – repressa o inesprimibile – finisse per implodergli dolorosamente dentro. Qualcosa di molto simile a ciò che capita anche in “Il segreto di Vera Drake”, tutto giocato sul difficile contrappunto tra non detto e parola che tenta faticosamente di farsi strada e venire alla luce.

 

Ma a fare da spartiacque tra i due registi, c’è anche altro: la centralità dell’immagine e quella particolare sensibilità iconografica che costituisce uno degli elementi portanti del cinema di Leigh. Non solo per via degli studi di pittura e scenografia, ma anche per qualcosa che risale all’infanzia del regista e agli anni passati nel laboratorio fotografico del nonno, un anziano ebreo russo che marcò profondamente il percorso di Leigh. È proprio durante il funerale del nonno, infatti, che il regista – allora dodicenne – cade fulminato sulla via di Damasco e capisce di voler fare cinema. “Il mio cinema è molto parlato – ha dichiarato Leigh qualche anno fa – nel senso che al centro pone direttamente le persone, con il loro mondo e le loro storie. L’immagine è la sintesi di questo mondo. La prima immagine cinematografica della mia vita, quella del funerale di mio nonno, era bella proprio per ciò che nascondeva: io sapevo che quel vecchio signore che era morto, veniva dalla Russia  e ora sarebbe stato sepolto in una giornata così fredda da farlo sentire a casa.

E poi sapevo che da dieci anni soffriva di bronchite cronica e che a curarlo era suo figlio – cioè mio padre – che era medico. Insomma: quell’immagine rappresentava solo una parte della storia, che però riusciva a rappresentare benissimo un insieme di emozioni. È esattamente ciò che cerco di fare nei miei film”.

 

 

 

Tags:
cineteca-oberdan-milano-cinema
Loading...
in vetrina
Asteroide verso la Terra. Rischio gelo perenne e choc climatico

Asteroide verso la Terra. Rischio gelo perenne e choc climatico

i più visti
in evidenza
Vegano, arancione, alla cannabis Vino mania : dieci tendenze

Costume

Vegano, arancione, alla cannabis
Vino mania: dieci tendenze


Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

casa, immobiliare
motori
Ferrari Dolcevita, il ritorno nel mondo delle coupè 2+2

Ferrari Dolcevita, il ritorno nel mondo delle coupè 2+2


RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2019 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.