Culture

Un'altra identità per Palermo: la visione della "Sua Altezza"

 

Milano (askanews) - Il cielo sopra Palermo come luogo per una nuova visione della città: "Sua Altezza Palermo" è il volume fotografico di Pucci Scafidi che racconta, per immagini, il capoluogo siciliano visto dall'alto. Un modo, come ci ha spiegato Antonio Calabrò, uno dei palermitani chiamati a raccontare anche con le parole la propria città, che consente di prendere respiro e distanza da certe letture troppo semplicistiche."Non è un libro furbo - ci ha assicurato il giornalista - è un libro sincero, perché prova a raccontare una grande città, quest'anno Capitale della Cultura, da un'angolazione diversa rispetto allo stereotipo di Palermo violenta, sporca, mafiosa, volgare. C'è una Palermo di grande architettura, di verde, di mare, di giardini, dentro cui c'è anche il degrado di Palermo. Guardare dall'alto consente di avere una visione lunga, ma anche una prospettiva morale: Palermo deve uscire dalle bassezze del degrado di questi anni e provare a ricostruire un'altra immagine e un'altra identità, un'altra dignità si sé".Accanto a Calabrò il volume, edito da Novantacento, presenta testi anche di Gaetano Savatteri, Felice Cavallaro e Giorgio Mulè, che provano, accompagnati dalle immagini di Scafidi, a essere cronisti della propria stessa vita, nell'ottica però di una prospettiva al tempo stesso semplice ed elevata. "I palermitani - ha aggiunto Calabrò - sono animali teatrali, sanno recitare, sanno cioè porre le questioni più drammatiche di Palermo, anche alcuni aspetti tragici, dentro una rappresentazione molto forte. Palermo è città di teatro di strada, oltre che di teatro molto nobile, ha ereditato le grandi tradizioni del teatro greco, che arriva fino a Pirandello e a Camilleri. E nella capacità di rappresentarsi c'è un gusto che è insieme spettacolare e ironico. Per noi cronisti è bastato fare i cronisti".

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