Culture

Una lettura inedita di Pistoletto, tra origini e conseguenze

 

Londra (askanews) - Una storia che parte dalla vigilia della prima mostra personale di Michelangelo Pistoletto del 1960, e arriva fino alle opere più recenti dell'artista piemontese, con un taglio molto particolare e in buona parte inedito. La Galleria Mazzoleni di Londra ha presentato la mostra "Michelangelo Pistoletto - Origins and Consequences", così introdotta dal founding director della sede londinese, Luigi Mazzoleni."Questa mostra - ha detto ad askanews - ha qualcosa di particolare rispetto a quelle precedenti perché presenta l'artista con un occhio diverso da quello che la gente si aspetta. Questa stanza nella quale siamo adesso, per esempio, ospita dei lavori del 1958-59, quando lui aveva 25 anni ed è quindi l'inizio di un percorso che lo ha poi portato a quelli che sono i suoi lavori più classici, che sono poi le figure specchianti".Lo specchio, naturalmente, ricorre spesso, ma la lettura dell'opera di Pistoletto offerta dal curatore Alberto Fiz è più ampia e articolata."E' un percorso - ci ha spiegato Fiz - che dimostra come lo specchio sia il filo conduttore di tutta la sua ricerca, ma declinata sempre in maniera differente. L'importanza di Pistoletto è quella di avere fatto sì che la vita fosse all'interno dell'arte". E aggiunge: "A Pistoletto interessa il vuoto dello spazio, interessa far emergere la figura dal fondo e in L'uomo nero, che è un po' il suo alter ego, si evidenzia in maniera molto chiara".Il nero, dunque, come luogo in cui le origini del lavoro dell'artista, con quelle figure che sembrano unire il gesto di Pollock alla plasticità di Bacon, trovano la loro conseguenza, arrivando, in un certo senso, a ribaltare del tutto il campo di gioco. E un'opera emblematica in questo senso è il magnifico "Specchio nero" del 1989, una sorta di ripensamento di Malevic, ma anche dei "Black paintings" americani."Dopo la ricerca figurativa - ha proseguito Alberto Fiz - l'indagine sui materiali porta Pistoletto verso il nero: è dal nero che emerge l'immagine e il nero è la sua scoperta: lui si riflette nel nero e quindi questo passaggio, che Pistoletto definisce 'il presente' è particolarmente significativo per poi arrivare ai quadri specchianti".La sensazione, visitando la mostra londinese, è che si sia riuscito a sintetizzare in un'esposizione ricca, ma non dispersiva, il senso del lavoro di Pistoletto, dando spazio anche a molti pezzi quasi inediti. E la soddisfazione di Luigi Mazzoleni, vedendo alla fine la mostra allestita, è grande. "E' un lavoro che ti tiene sempre molto vivo - ha concluso il gallerista - e ti dà molto entusiasmo".La mostra nella galleria di Mayfair resta aperta al pubblico fino al 15 dicembre.


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