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Culture

Unesco, a Bergamo conto alla rovescia per verdetto su Mura venete

 

Bergamo (askanews) - In un'Europa che si interroga sul significato delle sue frontiere, Bergamo riscopre il legame con la Repubblica di Venezia, della quale è stata per quasi quattro secoli avamposto occidentale e settentrionale. Dal 2007 la città è infatti capofila di un progetto internazionale per l'iscrizione delle sue Mura veneziane nella lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco, insieme alle fortificazioni di altre dieci città della Serenissima, oggi divise tra Italia, Croazia e Montenegro."Bergamo - ci ha detto Roberto Amaddeo, consigliere comunale delegato per progetto Unesco a Bergamo - non si è assoggettata a Venezia litigando, benché la costruzione delle Mura sia stata un trauma per molti, ma si è assoggettata pensando che fosse un matrimonio di interesse, di convenienza, quindi questa storia veneziana Bergamo la sente sua".In attesa del verdetto dell'Unesco, previsto tra giugno e luglio, a colpire è soprattutto la perfetta integrità delle fortificazioni, che hanno resistito indenni a secoli di guerre."Le mura - ha aggiunto Amaddeo - sono così ben conservate perché la storia dei bergamaschi è un'affezione totale verso questo patrimonio murario che appartiene, anche per i bergamaschi di provincia, sia alla loro capacità tecnica, quella di essere muratori, architetti, capaci di costruire bene, essere affezionati alla pietra, alla costruzione, un fatto notorio in tutto il mondo, sia all'approccio culturale e politico che altre parti hanno avuto verso questo patrimonio".Una fierezza estetica testimoniata anche da quanto i bergamaschi frequentano i sei chilometri di cinta muraria.D'altro canto le mura sono oggi un punto di attrazione anche per i tanti turisti stranieri, come questi polacchi, che arrivano a Bergamo da tutta Europa con i voli low cost e cominciano ad ammirare i bastioni già dalla pista dell'aeroporto.Di certo il riconoscimento dell'Unesco sarebbe il sigillo definitivo al riscatto di questa parte della città."Nel 1932 - ha concluso il consigliere - fu fatto addirittura un piano di risanamento per Bergamo Alta, pari a quello dei Bassi di Napoli. Era un quartiere povero, popolare, dove abitavano 20.000 persone. Oggi lo vediamo molto ben conservato, con molto meno popolazione, ma ancora popolato, anche dalle famiglie".Sarebbe anche una consacrazione della Serenissima, che si estendeva da Bergamo a Cipro, con un'organizzazione da Stato multinazionale capace di unire vari popoli nella loro diversità. Una caratteristica, alla base della sua longevità, che può essere da esempio per l'Europa contemporanea.