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Economia

Cibo sostenibile: i vincitori del media award Fondazione Barilla

 

Milano, (askanews) - Un viaggio nei paradossi alimentari del nostro Pianeta con idee e proposte per risolverli. E' quello raccontato attraverso i sei lavori giornalistici premiati alla prima edizione del Food Sustainability Media Award, il premio ideato dal Barilla Center for food and nutrition in collaborazione con la Fondazione Thomson Reuters e assegnato a Milano nell'ambito dell'ottavo Forum internazionale su alimentazione e nutrizione. "E' una opportunità straordinaria per sensibilizzare sempre di più la popolazione su temi urgenti che affliggono il pianeta e il benessere delle persone - dice Luca Virginio, vice presidente Fondazione Bcfn - C'è ancora troppa poca consapevolezza e quindi attraverso questo premio vogliamo portare in luce le storie sull'agricoltura, l'agroalimentare e chiaramente le risorse del pianeta".Nella categoria "editi" a vincere sono stati la canadese Gloria Dickie, con l'articolo "Maggot Revolution", il ghanese Justice Baidoo, col video "Food Wastage in Ghana" e il fotografo americano George Steinmetz col reportage fotografico pubblicato sul New York Times Magazine. A loro andranno 10mila euro ciascuno. "La mia storia Maggot Revolution è un articolo per il magazine online BioGraphic - spiega Gloria Dickie - e analizza le potenzialità di vermi e mosche soldato nere di diventare proteine animali per nutrire gli animali rimpiazzando così alimenti come soia o pesci che rappresentano un sistema alimentare poco sostenibile".Nella sezione "inediti", invece, sono stati premiati l'indiana Uzmi Athar, con un articolo sulle difficoltà del suo Paese nella lotta alla fame, il keniano Musdalafa Lyaga per il video sulla filiera di produzione del mango e l'unica italiana Silvia Landi per il reportage fotografico dal titolo "Globesity". I loro lavori saranno pubblicati sui siti delle fondazioni Thomson Reuters e Bcfn e distribuiti attraverso l'agenzia di stampa di Reuters. Gli autori, inoltre, parteciperanno a un corso di media training sulla sostenibilità della produzione di cibo. "L'obesità non è soltanto un problema dei paesi ricchi, che non è legato alla quantità di cibo - Silvia Landio - ma alla povertà del cibo che mangiamo ed è soprattutto che si sta sviluppando nei paesi in via di sviluppo e poveri del mondo. Questo è soprattutto un modo di creare rete e attenzione a questo problema che è molto poco conosciuto".La prima delle due giornate del Forum organizzato dalla Fondazione Barilla oltre alla premiazione ha visto anche il contributo sui temi del cibo e dello sviluppo sostenibile di esperti ed economisti, come lo statunitense Jeffrey Sachs, apprezzato per le sue teorie anche da Papa Francesco, che ha lanciato un appello alla mobilitazione rivolto ai giovani:"Oggi i grandi problemi da affrontare sono i cambiamenti climatici e l'inquinamento ambientale - conclue Sachs - Le nostra società stanno cambiando in fretta ma spesso non nel modo giusto. Troppe persone vengono lasciate indietro, per questo sviluppo sostenibile significa un progresso economico equo e rispettoso dell'ambiente e noi e dobbiamo trovare il modo di ottenerlo".