Arbore ad Affari: "Aldo Giovanni e Giacomo sono comici"

Venerdì, 31 dicembre 2010 - 09:47:00
natale in sudafrica
Il cinepanettone di De Sica sembrava campione indiscusso degli incassi, invece non è così: La Banda dei Babbi Natale con Aldo, Giovanni e Giacomo diretto da Paolo Genovese ha superato il 27 dicembre Natale in Sudafrica, realizzando 828.879 euro contro i 686.066.

Che cosa c'è di più bello di una risata? Secondo Epicuro nulla appaga più del 'divino riso' e, probabilmente, pensano lo stesso i milioni di italiani che durante le feste vanno al cinema per la commedia di Natale. Ma secondo la critica i 'cinepanettoni' peggiorano ogni anno, la comicità che portano in scena è sempre meno raffinata. Lontani i tempi del doppio senso ricercato e pungente della macchietta napoletana, quel genere che Nino Taranto ha portato in tutto il mondo e che facevano ridere più di ottant'anni fa e fanno ridere ancora oggi. Perché lo humour della macchietta è diretto, sincero, divertente. Ha una morale e riesce a mettere tutti d'accordo.

Renzo Arbore
Renzo Arbore
"Oggi la parolaccia prende il posto della sottigliezza, il turpiloquio sostituisce la battuta sottile, resta poco di allora". Renzo Arbore, il comico che portò in tv il linguaggio dell'assurdo e dell'ironia, che ribaltò gli schemi con "personaggi" come il commercialista Maurizio Ferrini, il filosofo delle massime (Catalano) o la signora qualunque napoletana (Laurito), oggi commenta con Affari l'evoluzione (o involuzione?) della comicità.

La critica è molto severa con i cinepanettoni. Trova anche lei che sia cambiato il modo di far ridere, ma anche di ridere?
"Purtroppo oggi la comicità vincente è quella disinvolta... per non dire volgare. Molti comici e in parte anche il pubblico si sono impigriti e usano come unico escamotage la 'parolaccia' o la battuta a sfondo sessuale. Me lo confessano tanti amici: se non diciamo 'culo' la gente non ride..."

E come dovrebbe essere?
"L'arte della comicità invece è tutta giocata sul non detto, che ha molto più valore perché allude e lascia spazio all'immaginazione. Il mio motto è: per far ridere non bisogna barare, ovvero non vanno sbandierate delle battute grevi, ma è necessario aguzzare l'ingegno per trovare il non sense o ricreare una situazione comica. Far ridere è un'arte a tutti gli effetti"

C'è qualcuno che le piace? Se ha voglia di ridere chi guarda?
"Di comici bravi ce ne sono. Enrico Brignano mi piace molto, non utilizza volgarità a caso, ma ragiona e prepara le sue gag con molta intelligenza. Anche Ficarra e Picone mi piacciono e Aldo Giovanni e Giacomo sono bravi. Sono tutti artisti che aguzzano l'ingegno per far ridere..."

Ma il segreto per riportare nei cinema e nei teatri una buona comicità qual è? Ce lo sveli lei che ha cambiato l'Italia in questo senso...
"Il segreto sta nella creatività. Nel saper cogliere e caratterizzare dei particolari o dei personaggi. Ci sono tanti tipi di comicità, io personalmente ho sempre scelto quella improvvisata, ma le amo tutte purché siano ragionate e non un semplice sproloquio. E per fortuna c'è ancora tanta gente che non si accontenta di un semplice vaffa"

Virginia Perini

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