Femminismo non è antiberlusconismo. E' polemica

Sabato, 13 novembre 2010 - 14:50:00

FORUM/ Pensi che le femministe dovrebbero lasciar perdere la camera da letto del premier e concentrarsi sui progressi fatti dalle donne e sui loro problemi attuali?

"Il nuovo femminismo? Non è bigotto e si occupa dei diritti di chi per scelta esibisce il proprio corpo, come le Sex Workers in Germania e Usa". Il filosofo Simone Regazzoni, autore anticonformista che nel libro Pornosofia ha analizzato le dinamiche della rappresentazione del corpo, commenta con Affari, il tema della bellezza, tra filosofia e femminismo. INTERVISTA

Le femministe hanno sbagliato tutto. Si sono concentrate prima sulla D'Addario e poi sul bunga bunga invece di occuparsi dell'evoluzione della donna nella società contemporanea. L'intervento della giornalista di sinistra Ritanna Armeni sull’ultimo numero del settimanale gli Altri diretto da Piero Sansonetti fa discutere. Proprio lei, femminista storica, oggi accusa le sue 'compagne' di aver perso la strada e aver confuso la loro missione con l'antiberlusconismo.

“Care amiche, ci avete pensato? Fra qualche tempo, breve a quanto pare, Berlusconi non sarà più al governo”. Scrive Ritanna Armeni. “Come faranno, senza Berlusconi, le donne, le filosofe, le giuriste, le politiche, le giornaliste che in questi anni si sono così tanto concentrate sul rapporto fra il premier e le donne”. “In questi giorni sono attraversata da un terribile dubbio. Che le femministe si siano fatte giocare. Che in questi due anni si siano concentrate sul premier e sui suoi vizi e non abbiano più guardato  attorno a loro, a quello che succedeva alle donne e al paese. In breve il femminismo si è confuso con l’antiberlusconismo e con la lotta di opposizione al premier”. “In questi anni per guardare le camere da letto abbiamo guardato con qualche superficialità  a come le donne cambiavano e a quello che ci chiedevano. Non abbiamo riflettuto – per fare solo alcuni esempi – al fatto che  una donna diventava capo della Cgil e si affiancava all’altra donna presidente della Confindustria. Che in un uno dei paesi più grandi del mondo, il Brasile, Dilma Rousseff conquistava la presidenza. Che Angela Merkel dirige la politica europea. Noi, che nei decenni scorsi ci siamo appassionate al dibattito eguaglianza – differenza. Abbiamo glissato sul nuovo ruolo che stanno assumendo nella economia e nella finanza mondiale. Non abbiamo elaborato una proposta, dico una, che potesse cambiare concretamente la loro vita. Non voglio più parlare di bunga bunga e di escort. Di veline e di camere da letto. Ho la spiacevole sensazione che quando Berlusconi sarà messo da parte  molte si accorgeranno che fra i danni dal berlusconismo c’è anche quello prodotto nella cultura delle donne, nella loro autonomia di pensiero e di giudizio. Naturalmente spero di sbagliare”.


Ruby... e ancora Ruby...
Foto Novella 2000
LE IMMAGINI

La Armeni fu in gioventù tra i simpatizzanti della formazione extraparlamentare Potere Operaio. E' da sempre attenta alle problematiche legate alle discriminazioni delle donne, è stata caporedattrice di Noi donne e collaboratrice de Il Manifesto per poi approdare al quotidiano l'Unità. E' stata anche portavoce dell'allora segretario di Rifondazione Comunista ed ex-Presidente della Camera dei deputati, Fausto Bertinotti. Oggi collabora con il Corriere della Sera Magazine e, in qualità di editorialista, con il quotidiano di Rifondazione Comunista, Liberazione. Nel 2005 divenne protagonista di una polemica con il giornalista Marco Travaglio, gli diede del maschilista dopo che lui la accusò, con riferimento a una puntata di Otto e mezzo, di essersi "accucciata sulle ginocchia di Ferrara".

Ma non tutta l'intelligentia rosa condivide il suo pensiero. "Il rimprovero avanzato da Ritanna Armeni nei confronti del femminismo italiano, ossia di essersi impantanato in battaglie di retroguardia, mi trova più in disaccordo che in accordo - commenta con Affaritaliani.it la filosofa Cristina Zaltieri -. Il suo "non ti curar di lor, ma guarda e passa" mi sa di snobismo. Mi spiego. Noi non potevamo mostrarci "superiori" rispetto a escort, bunga bunga, ecc...., ossia rispetto alla mercificazione del sesso femminile, perché tutto questo svilimento della donna non era rinchiuso nella camera da letto di Berlusconi bensì si è diffuso in tutto il paese come mentalità pervasiva che non possiamo nè dobbiamo ignorare. Non si è trattato quindi di concedersi al gossip bensì di allertarsi per la situazione di arretramento nella quale il berlusconismo ha riportato le donne, nonostante ci si possa vantare di donne a capo della Cgil o della Confindustria.  Questa situazione di sottocultura purtroppo non finirà con la fine del governo Berlusconi perchè le sue televisioni continueranno a egemonizzare la mentalità corrente. Peraltro alcuni dei contributi nati dalle donne in questo tempo di povertà non sono solo esempi di mera reazione difensiva: penso al video e al libro "Il corpo delle donne" di Lorella Zanardo o alla recente "Lettera a Silvio" di Marina Terragni pubblicata sul suo blog: sono riflessioni di alto respiro sulla condizione delle donne ai tempi di Berlusconi".

"Il problema non è il berlusconismo, sono le donne di oggi". Sostiene invece Laura Boella, docente di Storia della filosofia morale all'Università Statale di Milano e conosce bene le donne. Da molti anni è impegnata nella ricostruzione del pensiero femminile del '900, dalle ricerche su Hannah Arendt al libro Cuori pensanti in cui si è occupata di Simone Weil, Edith Stein e Maria Zambrano, delle quali ha studiato le complesse personalità, l'articolato sistema di pensiero e la notevole influenza che hanno esercitato sulla cultura del nostro secolo. "Oggi ragazze e signore sono convinte che l'unico modo per realizzarsi professionalmente sia entrare nel mondo dello spettacolo e del gossip. Inseguono con tenacia ideali fittizi. E finiscono per confondere libertà e schiavitù. E' su questo punto che bisogna lavorare, farlo invece sull'idea del 'marpione', sulla sua camera da letto, del solito 'uomo che compra e sfrutta' è improduttivo". E conclude: "E' così. Le ragazze andrebbero aiutate fin da piccole con una forte educazione alla libertà, mentre ora da una parte regna il vuoto delle prospettive e dall'altro la società non fa nulla per aprire le porte alle donne. Un circolo vizioso. E' uno degli aspetti più tristi del post-femminismo".

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