Italiani brava gente? No, tutti imbroglioni

Domenica, 23 gennaio 2011 - 09:05:00

Roberta De Monticelli
Roberta De Monticelli

La crisi in cui versa il Governo fa intravedere la fine di un'epoca: il berlusconismo. Il popolo dei travaglini non vede l'ora di archiviare un'era che reputa costellata di scandali, vedendo in questa fine la panacea di tutti i mali. Ma c'è chi non è così ottimista. Chi è convinto che non basterà rinnovare la politica per cambiare un sistema endemico, un fattore antropologico. La corruzione a tutti i livelli della vita economica, civile e politica, la pratica degli scambi di favori, lo sfruttamento di risorse pubbliche a vantaggio di interessi privati e la diffusa 'mafiosità' dei comportamenti fanno parte dell'italiano come il cacao è l'elemento base per fare la cioccolata. E non è tutto, la maggior parte della popolazione se ne vanta. Non si tratta di furbizia e nemmeno di quello che il filosofo Hobbes chiamava Homo homini lupus, ovvero la guerra di tutti contro tutti, è piuttosto una naturale tendenza a fregare il prossimo, considerandola una abilità, da imparare e insegnare a figli e nipoti. Politici di destra, politici di sinistra, artisti, cantanti. Chi magari per non pagare le tasse, chi per trovare un posto al sole della tv, chi per prendere più voti in una provincia. Artisti dell'imbroglio. Che a volte non è imbroglio vero. Ma spesso più caos. Sotterfugio. O interpretazione alternativa della regola. Così in Italia (e senza alcun moralismo, per carità) può essere divo Fabrizio Corona, i condannati siedono in Parlamento e pontificano, chi non paga le tasse è un furbo e chi si vende per comparire in un reality lo fa perché "lo fanno tutti". Potere del nostro paese. Che ha resistito ai francesi, ai tedeschi e agli spagnoli. Agli eserciti e alle razzie. Al nord e al sud. Probabilmente perché già 1000 anni fa in Italia erano in gradi di farli tutti fessi. "Come siamo giunti alla misera situazione nella quale ci troviamo? Quella degli scandali e delle raccomandazioni ad ampio raggio?" E' questa la domanda a cui vuole dare risposta Roberta De Monticelli, studiosa di fenomelogia e docente all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Il male è antico e affonda le sue radici nella struttura primigenia degli italiani che “prendono il mondo così com’è”, senza nessun riguardo per la virtù. Come se questa popolazione avesse un impedimento insito e una difficoltà naturale a riconoscere e discernere il giusto dall'ingiusto. La filosofa dunque, nota per gli studi di filosofia morale sul concetto di persona e coscienza e per le interpretazioni del pensiero di Husserl, teorizza nel nuovo libro in uscita per Cortina editore, La questione morale,  lo 'scetticismo etico' del popolo italiano. Una sorta di sospensione del giudizio su tutto ciò che è da considerarsi virtuoso e corretto.

Ma non è solo la filosofia ad indagare la natura 'truffaldina' del popolo italiano. "In Italia, fottere l’altro – una parola più tenue non renderebbe l'idea – è un vizio che è quasi un vanto. Io ti fotto è una legge: di più, un comandamento". Convinti di questo, due giovani giornalisti, Marco Morello e Carlo Tecce, nel nuovo libro in uscita per Ponte Alle Grazie IO TI FOTTO hanno esplorato ogni angolo d’Italia alla ricerca dei mille versanti del 'fottere', dai più quotidiani e apparentemente veniali ai più imprevisti e diabolici: dai meccanici e i tassisti pronti a fregare il prossimo cliente fino ai professionisti del raggiro, abili a evadere il fisco e poi a passare per moralisti, lenti a dichiarare bancarotta, lesti a scappare. E ancora: i mutui e le carte di credito patacca, le vacanze-estorsione, il fottere in Rete, la carità truffaldina di Onlus inesistenti o sprecone... Per finire con il “fottere pubblico”: gli appalti, le consulenze, gli espedienti micro e macro per svuotare le casse dell’Italia. Una progressiva “estensione del dominio del fottere” che rischia di coinvolgere non solo le alte sfere, i grandi criminali e i poveri diavoli, ma oramai la stessa classe media, impoverita e resa cinica dalla sensazione di esser rimasta l’unica a farsi ancora imbrogliare. In Io ti fotto c’è dunque di tutto e ce n’è per tutti: è un libro spassoso, scritto con una verve rara nei libri d’inchiesta, ma è al contempo un reportage impietoso e allarmante che mette in guardia dal motto "tanto in Italia tutti fottono"...

Marco Morello
 
Giornalista. Catanzarese, nato a Milano nel 1982, vive a Roma. Ha scritto per Panorama, Affari & Finanza della Repubblica,
il sito web del Sole 24 Ore, il Giornale, il Corriere dello Sport, First e altri periodici. Per brevi periodi è stato anche a Rainews24 e all’agenzia Agi. Ha contribuito con racconti e inchieste a Mediocri (2008) e Peccatori (2009) di Antonello Caporale.
 
Carlo Tecce
 
Giornalista del Fatto Quotidiano e collaboratore di Micromega. Irpino, nato a Castelfranci nel 1985, vive a Roma. Ha scritto per La Gazzetta dello Sport, il Guerin Sportivo, Il Mattino e l’Unità. Ha raccontato il sistema di Raffaele Lombardo in Sicilia e i circoli sportivi romani per Mediocri (2008) e il suo terremoto e le ragazze di Papi in Peccatori (2009) di Antonello Caporale.

Roberta De Monticelli insegna Filosofia della persona all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Tra i suoi libri Esercizi di pensiero per apprendisti filosofi (Bollati Boringhieri 2006) e L’ordine del cuore (Garzanti 2008). Per le nostre edizioni ha curato La persona: apparenza e realtà (2000).

0 mi piace, 0 non mi piace

LA CASA PER TE

Trova la casa giusta per te su Casa.it
Trovala subito

Prestito

Finanziamento Agos Ducato: fai un preventivo on line
SCOPRI RATA

BIGLIETTI

Non puoi andare al concerto? Vendi su Bakeca.it il tuo biglietto
PUBBLICA ORA