La filosofia scende in campo con le donne

Lunedì, 31 gennaio 2011 - 15:52:00

Zaltieri

"Noi donne non possiamo mostrarci "superiori" rispetto a escort, bunga bunga, ecc...., ossia rispetto alla mercificazione del sesso femminile, perché tutto questo svilimento della donna non è rinchiuso nella camera da letto di Berlusconi bensì si è diffuso in tutto il Paese come mentalità pervasiva che non possiamo nè dobbiamo ignorare". La filosofa Cristina Zaltieri è categorica nel commentare con Affari l'esigenza delle donne di ribellarsi. "Bisogna protestare per la situazione di arretramento nella quale il berlusconismo ci ha riportato, nonostante ci si possa vantare di donne a capo della Cgil o della Confindustria.  Questa situazione di sottocultura purtroppo non finirà con la fine del governo Berlusconi perchè le sue televisioni continueranno a egemonizzare la mentalità corrente. Peraltro alcuni dei contributi nati dalle donne in questo tempo di povertà non sono solo esempi di mera reazione difensiva: penso al video e al libro "Il corpo delle donne" di Lorella Zanardo o alla recente "Lettera a Silvio" di Marina Terragni pubblicata sul suo blog: sono riflessioni di alto respiro sulla condizione delle donne ai tempi di Berlusconi".

Laura Boella

"Il problema non è il berlusconismo, sono le donne di oggi". Sostiene invece Laura Boella, docente di Storia della filosofia morale all'Università Statale di Milano e conosce bene le donne. Da molti anni è impegnata nella ricostruzione del pensiero femminile del '900, dalle ricerche su Hannah Arendt al libro Cuori pensanti in cui si è occupata di Simone Weil, Edith Stein e Maria Zambrano, delle quali ha studiato le complesse personalità, l'articolato sistema di pensiero e la notevole influenza che hanno esercitato sulla cultura del nostro secolo. "Oggi ragazze e signore sono convinte che l'unico modo per realizzarsi professionalmente sia entrare nel mondo dello spettacolo e del gossip. Inseguono con tenacia ideali fittizi. E finiscono per confondere libertà e schiavitù. E' su questo punto che bisogna lavorare, farlo invece sull'idea del 'marpione', sulla sua camera da letto, del solito 'uomo che compra e sfrutta' è improduttivo". E conclude: "E' così. Le ragazze andrebbero aiutate fin da piccole con una forte educazione alla libertà, mentre ora da una parte regna il vuoto delle prospettive e dall'altro la società non fa nulla per aprire le porte alle donne. Un circolo vizioso. E' uno degli aspetti più tristi del post-femminismo".

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