Esce "Berlino Sono Io", il nuovo libro di Alessandro Rimassa

Martedì, 23 novembre 2010 - 08:12:00

Ansia, depressione, cocaina, benzodiazepine e panico. Claudio ha trentadue anni, un posto fisso di marketing manager, un appartamento e presto convolerà a nozze, ma non è soddisfatto. Come tanti coetanei, è ancora in bilico: un mix di euforiche sicurezze e dubbi estremi. Si sente spaccato in due: da una parte la carriera e l’amore, dall’altra gli eccessi della Milano notturna, dove crede di ribellarsi all’inquadramento finto borghese nel quale si sente imprigionato. All’inizio i sintomi quasi non si avvertono: un formicolio in tutto il corpo, la concentrazione intermittente. Quando però arrivano le vertigini, il senso di vuoto, gli attacchi di panico, Claudio capisce che così non può andare avanti. E parte per Berlino, città delle infinite opportunità, che diventa per lui simbolo di libertà interiore.

Quattro anni dopo il libro cult Generazione mille euro, Alessandro Rimassa in Berlino sono io offre un nuovo spaccato della vita dei trentenni di oggi.

Non è un semplice romanzo, racconta qualcosa che sta accadendo, una trasformazione radicale del mondo giovanile: una volta i giovani insoddisfatti erano ribelli, andavano a protestare con i pantaloni a zampa o si chiudevano nei garage a suonare. Oggi no. La società liquida ha permesso alla depressione di dilagare e la protesta è stata sostituita da una silenziosa tendenza al 'fancazzismo', ovvero l'arte di passare le giornate senza concludere niente. Il ritratto veritiero di questa folla insoddisfatta di giovani non rappresenta solo la polemica verso una società in cui il lavoro e il precariato non permettono ai ragazzi di spiccare il volo, ma rivela le migrazioni di questi giovani verso l'utopia dell'estero, la spasmodica ricerca di una soluzione.

Da quando hai pubblicato "Generazione 1000 euro" il precariato è migliorato o peggiorato?
"La situazione è peggiorata, soprattutto dal punto di vista della percezione. Negli ultimi 15 anni i precari sono sempre esistiti ma molti preferivano sentirsi freelance e liberi professionisti, poi a un certo punto sono stati tutti definiti precari. Da quando ho scritto il libro, nel 2006, sono stati introdotti nuovi contratti che hanno fatto sì che ci fossero meno persone con lavori fissi. L'ultimo dato risale al 2005: la Banca d'Italia ha stimato che la metà dei nuovi occupati è entrata nel mondo del lavoro con contratti atipici. Ed è aumentato anche il pessimismo".

alessandro rimassa
Alessandro Rimassa

La precarietà riguarda solo il mondo del lavoro oppure ha anche delle ricadute sulle relazioni interpersonali e sulla società?
"La precarietà ha delle ricadute sulla psiche perché si vive con un senso di ansia e perennemente in bilico: se vivi in bilico sei una corda tirata e appena uno ti sfiora vai in difficoltà. Questo si ripercuote sicuramente sulle relazioni sociali e gli episodi di violenza che vediamo in questo periodo ne sono un segnale. La precarietà è un male che colpisce il sistema delle persone e anche chi non è precario perché si peggiora il sistema paese in generale".

Avete creato una community online per dare voce ai "milleuristi". Quali sono le testimonianze che avete ricevuto?
"La community è stata attiva per i primi anni dopo l'uscita del libro. E' servita a scoprire che in Italia i precari erano milioni. Ci sono arrivate testimonianze di sorpresa e disperazione: non c'è stata coesione tra le persone, gli italiani sono invidiosi di chi ce la fa invece di prendere esempio". 

Con Berlino sono io che cosa vuoi comunicare?
"E' il seguito del primo libro: il protagonista è lo stesso, Claudio, e racconta le difficoltà dei 30enni di oggi più incentrate sulla vita in generale che sul lavoro. Claudio ha un grande successo nel lavoro ma non è quello che serve nella vita, forse proprio perché ha un passato da precario. E per risolvere i suoi problemi decide di andare a vivere a Berlino".

Che cosa ne pensi dei giovani che scelgono di andare all'estero?
"Fanno benissimo. Auspico che si possa costruire un sistema socio-lavorativo affinché chi va all'estero a studiare o lavorare possa poi tornare e viceversa i giovani dall'estero possano venire nel nostro paese. Nella situazione attuale, drammatica, consiglio di andare all'estero e rimanerci anche se spero che si possa migliorare il sistema per dare l'opportunità di restare in Italia".

L'AUTORE
Alessandro Rimassa è nato il 19 ottobre 1975. Giornalista, scrittore e autore televisivo, dal 1996 lavora tra carta stampata, web, radio e tv, occupandosi di attualità, media e società. Oggi è al centro degli ingranaggi del mensile maschile Riders (Hachette).

Con Antonio Incorvaia ha pubblicato Generazione mille euro (Rizzoli 2006), tradotto in sette lingue da cui è stato tratto l’omonimo film, e Jobbing, guida alle 100 professioni più nuove e più richieste (Sperling & Kupfer 2009), da cui ha ricavato e condotto la trasmissione tv Italian Job (La3). Berlino sono io è il suo primo romanzo per Sonzogno

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