Ave Maria per le nozze di Placido. Al Bano ha cantato, a fine liturgia

Non ha mollato fino alla fine il tenore Al Bano Carrisi, regalando al suo amico Michele Placido quanto gli aveva promesso negli scorsi giorni: l’'Ave Maria' di Gounod, scritta nel 1859 sulla base di una melodia di Bach. Contro ogni pronostico il cantante di Cellino è riuscito ad intonare in chiesa il canto che la Curia aveva negato fino a poche ore prima. "Sono orgoglioso di essere riuscito a cantare, perché mi sembra fuori luogo non poter intonare un cantico così profondo nelle sue parole e decisamente a tema con il luogo sacro e l’evento che si stava celebrando"

Mercoledì, 15 agosto 2012 - 09:17:00


Non ha mollato fino alla fine il tenore Al Bano Carrisi, regalando al suo amico Michele Placido quanto gli aveva promesso negli scorsi giorni: l’'Ave Maria' di Gounod, scritta nel 1859 sulla base di una melodia di Bach. Contro ogni pronostico della vigilia il cantante di Cellino è riuscito ad intonare in chiesa il canto che la Curia aveva negato fino a poche ore prima la cerimonia liturgica.

I vertici della Chiesa hanno cambiato idea all'ultimo momento, dopo che avevano negato ad Al Bano di cantare in quanto la composizione di Bach/Gounod "non può essere considerata un canto religioso e non è quindi eseguibile durante la cerimonia delle nozze".

Certo le ugole di Albano hanno iniziato a vibrare solo al termine della cerimonia, ma per i presenti e gli stessi sposi non è cambiato nulla. Un Al Bano che non si è fermato dinanzi a nulla e la conferma arriva anche da quanto accaduto sul sagrato della chiesa Matrice, immediatamente prima della cerimonia, quando il cantante ha dovuto scavalcare una transenna per guadagnare un posto nel luogo di culto.

Al suo passaggio davanti ai cronisti non ha fatto mancare il suo ottimismo con un’affermazione breve e coincisa. «Io ci credo fino alla fine»: chiaro il riferimento all’«Ave Maria» da cantare al suo caro amico Michele Placido con il quale ha diviso non poche esperienze canore di un certo livello.

«Volevo – ha affermato Al Bano – fare questo regalo perché lui mi è stato sempre vicino in non poche circostanze. Come posso dimenticare quando mi ha accompagnato agli ultimi due Festival di Sanremo? Per me è un caro amico e come tale volevo partecipare con la mia voce al suo matrimonio».

Fuori dalla chiesa non pochi sono stati coloro che hanno udito la sua voce vibrare per il borgo di Cisternino, in un pomeriggio decisamente da incorniciare per la piccola cittadina brindisina.

«Sono orgoglioso – ha concluso – di essere riuscito a cantare, perché mi sembra fuori luogo non poter intonare un cantico così profondo nelle sue parole e decisamente a tema con il luogo sacro e l’evento che si stava celebrando. Mi sembrava assurdo quel divieto per un brano che ho cantato in passato davanti a papa Giovanni Paolo II in Vaticano, e poi di fronte a Madre Teresa di Calcutta e ancora per il cardinale Carlo Maria Martini e infine per Don Verzè».

 

 

 



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