Travaglio all'attacco di Saviano: "Mi aspettavo di più..."

"L'impressione è che, nel programma di Fazio e Saviano, si sia deciso di rinviare ad altra data i temi più scottanti"

Giovedì, 11 novembre 2010 - 16:42:00

marco travaglio
Travaglio
Saviano
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"Da uno come lui, si aspettavano qualcosa in più. Non c'era bisogno di scomodare lui per dire che Falcone era un uomo giusto e per questo fu vilipeso in vita e beatificato post mortem: tutte cose ampiamente risapute. Fazio e Saviano Da Saviano ci si attende che parli dei vivi, non dei morti già santificati: cioè di quei personaggi (magistrati, ma non solo) che oggi rappresentano una pietra d'inciampo per il regime e proprio per questo, come Falcone, vengono boicottati, screditati e infangati appena osano sfiorare certi santuari",
lo scrivo a proposito del monologo di Roberto Saviano a "Vieni via con me" Marco Travaglio in un articolo pubblicato dal Fatto. Travaglio poi aggiunge: "L'impressione è che, nel programma di Fazio e Saviano, si sia deciso di rinviare ad altra data i temi più scottanti (mafia e Stato, trattative sulle stragi, monnezza e politica camorrista, casi Dell'Utri, Cuffaro, Schifani), lasciando al magnifico Benigni il ruolo del rompighiaccio. Speriamo che vengano recuperati nelle prossime puntate". La critica di Travaglio "dunque, investe non tanto Saviano, quanto i suoi autori, che hanno allestito il perfetto presepe della sinistra politicamente corretta, con tutti i santini, gli angioletti, i pastori, le pecorelle e le altre statuine leccate e laccate, pettinate e patinate".


 

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