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Costume
Alla tavola della principessa Costanza rilancia la Teggiano turistica

Edizione del venticinquennale per la manifestazione “Alla Tavola della Principessa Costanza", in programma da sabato 11 a lunedì 13 agosto a Teggiano, in provincia di Salerno, per una tre giorni all’insegna della storia con la rievocazione del matrimonio tra la principessa Costanza, figlia di Federico da Montefeltro, potente duca di Urbino, e Antonello Sanseverino, principe di Salerno e Signore di Diano.

La festa, che vedrà coinvolti oltre 500 figuranti, tutti vestiti in abiti medioevali, è organizzata dalla Pro Loco di Teggiano.

Sbandieratori, cortei, mangiafuoco, rievocazioni del consiglio comunale dell’epoca e artisti vari, attraverseranno i suggestivi vicoli della città, offrendo con il corteo storico un'occasione di spettacolo unica nel suo genere.

L’origine della Festa Medievale. Nel 1480 Antonello Sanseverino sposa Costanza. Dopo le nozze, i principi si recano in visita a Diano (l'odierna Teggiano) dove, per l'occasione, l'intero feudo ha organizzato grandiosi festeggiamenti in loro onore.

Percorrendo le antiche stradine, il visitatore potrà ammirare fedeli ricostruzioni di ambientazioni e vecchi mestieri come l'arte del fabbro, della terracotta, della pietra, della seta, del coniatore, dell'orafo, del vetraio, del cuoiaio, del cordaio, del maniscalco, del ricamo, della tessitura, della filatura, dello speziale, dello scrivano e inoltre il corteo storico, gli sbandieratori e i trombonieri, le musiche antiche di menestrelli e musici, i saltimbanchi e i giocolieri, il Banco di Cambio con gli antichi coronati, ducati, tarì e tornesi e le taverne con pietanze medievali. Una ricostruzione del quadro cittadino dianense nel suo momento di massimo splendore sotto l’insegna dei sei antichi casali che componevano lo Stato di Diano fino alla riforma muratiana  del regno di Napoli che restituisce l’antico profumo dei secoli rubato alla storia.

Tra i centri storici della provincia di Salerno, Teggiano è quello che ha conservato meglio la sua antica fisionomia di roccaforte ed è con tale aspetto che si presenta a chi raggiunge il suo centro storico. L'aspetto naturale di Ioppidum romano, ricordato ancora oggi dalla conservazione in pianta del Cardo e del Decumano viene rinnovato in epoca normanna e in età federiciana. Ma è soprattutto in epoca medioevale che l'allora Diano ha avuto un ruolo predominante nella storia del Vallo di Diano. Difatti la potente famiglia Sanseverino vi costruì il castello e la elesse a roccaforte dove potersi rifugiare in caso di pericolo. Lì Antonello Sanseverino, insieme a molti altri feudatari della zona, ordì la Congiura dei baroni, una sorta di sommossa fiscale contro il re di Napoli Federico d'Aragona e conclusa nel 1487 con l'accordo fra le parti.

 

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