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Angelo Maria Perrino

Chirurgia estetica? "E' essenzialmente una chirurgia psicologica"

Chirurgia estetica, intervista a Paolo Santanchè, consulente del Tribunale civile e di quello penale di Milano

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Di Harry di Prisco

Quali sono le nuove frontiere della chirurgia estetica ? Quali i canoni attuali della bellezza e - soprattutto - fino a che punto ci si può rivolgere al chirurgo plastico per piacerci ? Ed è proprio questa la questione di partenza, bombardati come siamo dalle pubblicità televisive che ci vogliono tutti perfetti, poi andiamo al mare e … svestendoci ci accorgiamo di quei difettucci del nostro corpo che, diciamo così, avevamo dimenticato o di cui non ci eravamo accorti. Per rispondere a queste ed altre domande, ci siamo rivolti a Paolo Santanchè, consulente del Tribunale civile e di quello penale di Milano, chirurgo estetico di fama internazionale. Oltre ad aver partecipato a numerosi stage e corsi di superspecializzazione presso le più prestigiose scuole internazionali, Santanchè é anche autore di numerose pubblicazioni scientifiche  riguardanti tecniche chirurgiche personali, in particolare: la liposuzione; la mastoplastica additiva in endoscopia; il lifting tridirezionale; l'aumento degli zigomi; la rinoplastica; l'aumento del mento; il lifting del labbro e la chirurgia estetica dei genitali femminili.

Autore del libro "Come difendersi dal Chirurgo Estetico" nel quale illustra come difendersi dai "venditori di interventi". "I canoni della bellezza cambiano con i tempi - afferma Santanchè - si modificano i gusti e le armonie, ma non ci può essere bellezza senza naturalezza. Più l'intervento è raffinato, più il risultato sarà armonico, naturale e difficilmente identificabile come chirurgico". Ma l'esito è sempre prevedile?

E poi vi possono essere complicanze?: "Dipende dall'abilità del chirurgo saper raggiungere il risultato programmato - dice Santanchè - tanto più bravo è il chirurgo, tanto più il risultato sarà simile alle previsioni… e talvolta superiore alle aspettative. Parliamo di chirurgia, quindi una piccola percentuale di complicanze è inevitabile. Più è bravo e più esperienza ha il chirurgo, più saranno le complicazioni che saprà prevedere, prevenire ed evitare. Qualche problemino talvolta ci scapperà, però saranno quasi sempre cose rimediabili senza conseguenze". Un altro problema che assilla il paziente è l'anestesia: è meglio quella generale o locale?: "Oggi l'anestesia in assoluto più sicura è l'anestesia generale -precisa Santanchè - spesso per certi interventi si ricorre all'anestesia locale con sedazione profonda, quasi mai alla locale semplice, che risulta piuttosto sgradevole. Qualunque tipo di anestesia, compresa la locale, deve essere sempre eseguita con l'assistenza dell'anestesista. Chi specula sul costo dell'anestesista è quantomeno un incosciente.

Paolo Santanche
 

Vi è poi il day hospital, continua Santanchè:
"La sicurezza e la rapida eliminazione degli anestetici moderni consentono di eseguire buona parte degli interventi di chirurgia estetica".  A volte il ricovero notturno è consigliato più per un miglior controllo del paziente nelle prime ore, che per una reale necessità anestesiologica o di carattere generale. L'importante è che sia una struttura a norma, clinica o day hospital. "Attenzione agli ambulatori chirurgici - avvisa il nostro interlocutore - adatti solo a piccoli interventi, non certo per liposuzioni o mastoplastiche, come spesso purtroppo accade". Si tratta di una chirurgia di precisione con risultati completamente esposti. Esiste una certa variabilità individuale nei processi di guarigione che possono non risultare perfetti.

Parliamo ora di cicatrici. Esistono interventi che non ne lasciano, oppure no?: "La maggior parte degli interventi - continua Santanchè - lascia cicatrici insignificanti, difficilmente riconoscibili. La rinoplastica (eseguita dai chirurghi abbastanza bravi da non ricorrere alla tecnica open) si esegue da piccole incisioni esclusivamente dentro al naso. La mastoplastica additiva endoscopica transascellare lascia solo due piccoli segni nascosti in una ruga del cavo ascellare. Come pure la blefaroplastica transcongiuntivale non ha cicatrici cutanee, perché si incide la congiuntiva all'interno della palpebra. La liposuzione, quando si pratica con micro cannule (di non più di tre millimetri) introdotte da incisioni praticate nelle pieghe della pelle, non presenta cicatrici. Solo l'addominoplastica e la mastoplastica riduttiva necessitano di cicatrici che da nudi non si possono nascondere ".

Molto importante è il lato psicologico del paziente, che è fondamentale: "La chirurgia estetica è essenzialmente una chirurgia psicologica - sostiene Santanchè - il risultato estetico non è il fine ultimo, bensì il mezzo per raggiungere il benessere del paziente, che provava un disagio per un particolare della sua immagine che non riusciva ad accettare. Se non si raggiunge questo obiettivo, il risultato, per quanto bello, sarà un fallimento". Ecco perché tra paziente e chirurgo  deve crearsi un feeling che permetta al paziente di far capire le sue reali motivazioni ed aspettative e al chirurgo di rendersi conto se con i mezzi a sua diposizione potrà raggiungere l'obiettivo. "La chirurgia estetica non può risolversi in una semplice compra-vendita di interventi - sostiene il Dr Santanchè - come purtroppo spesso avviene con le strutture più commerciali, che hanno perso di vista che il chirurgo estetico deve, prima di tutto, essere un buon medico ".


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