Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Hiv, "siringhe infette nelle pompe di benzina". L'allarme-bufala è viral. FOTO

Hiv, la bufala della siringa infetta nella pompa di benzina

Hiv, "siringhe infette nelle pompe di benzina". L'allarme-bufala è viral. FOTO

Contagio Hiv dal benzinaio, nuova bufala inquieta il web

 

"Attenzione, da qualche tempo c'è chi si diverte a inserire siringhe infette di sangue di sieropositivi nelle pistole erogatrici di carburante in alcune stazioni di servizio". 

Questo annuncio, con tanto di foto, sta facendo il giro del web. Un allarme che inizialmente scatenato il panico. Per fortuna in breve tempo si è svelata una bufala di pessimo gusto sull'Hiv, come segnalato prontamente dai siti Bufale.net e Butac.it

 

Hiv, siringa infetta nella pompa di benzina: notizia-bufala ma la foto è vera

 

La bufala della siringa infetta con il virus dell'Hiv gira da diversi anni negli USA e solo di recente è arrivata anche in Italia, dove l’episodio della siringa infetta da Hiv viene addirittura contestualizzato a Verona, dove però nessun allarme è arrivato dalle autorità, segno che nessun episodio del genere è davvero accaduto.

Vera è, invece, la foto. Un uomo californiano poche settimane fa si è punto con l'ago di una siringa incastrata  proprio nella pistola erogatrice di un distributore di carburante a San Bernardino, come riportato da FOX11. Si tratta comunque di un caso, subito denunciato alla polizia, estremamente isolato e di una pura coincidenza rispetto allo schema della bufala che gira sul web.  

 

 

Il Telefono verde Aids compie 30 anni e certifica: "Più disinformazione e bassa percezione del rischio"

 

Il telefono veder AIDS e IST 800 861 061 dell'Istituto superiore di sanita' (Iss) festeggia i suoi 30 anni di impegno nella sanita' pubblica e, nel corso di una conferenza stampa al ministero della Salute, illustra il bilancio dei circa 800 mila interventi di counselling telefonico, in risposta a piu' di 2 milioni di domande, svolti in questo periodo. Dall'analisi dei contenuti di questi interventi emerge come siano diminuiti i giovani utenti - gli under 25 - e come sia aumentata in generale la disinformazione sui temi della prevenzione: 12 persone su 100 di tutte le eta' pensano ancora che il rischio di contrarre l'infezione sia legato a baci, zanzare e bagni pubblici. Circa la meta' di chi chiama, inoltre, afferma di non aver mai eseguito il test Hiv, pur dichiarando di aver avuto un comportamento a rischio. Rimangono costanti le richieste di consulenza legale con riferimento a stigma, discriminazione sul posto di lavoro, violazione della privacy, accesso alle cure. Per questo, l'Iss, in occasione del trentennale del Telefono Verde AIDS e IST, ha realizzato un opuscolo informativo, "La bussola", sui diritti esigibili dalle persone sieropositive, che sara' scaricabile gratuitamente dal sito dell'Iss. Entrando piu' nel dettaglio dell'analisi delle telefonate, queste vengono effettuate in maggioranza da uomini (75,4 per cento); da persone che dichiarano di aver avuto rapporti eterosessuali (56,8 per cento); da giovani appartenenti alla fascia di eta' compresa tra i 25 e i 39 anni (57 per cento). In diminuzione sia le donne, scese dal 33 per cento nel decennio 1987-1997 al 13,9 per cento nel decennio 2007-2017, sia i giovani che sono passati dal 23,3 per cento nel decennio 1987-1997 all'11,9 per cento nel decennio 2007-2017. Le prime perche' probabilmente hanno un accesso facilitato ai servizi di prevenzione territoriali per la salute della donna, i secondi perche' sembrano prediligere altri canali informativi, quali Internet. In generale i quesiti hanno riguardato soprattutto le modalità di trasmissione dell'Hiv (25,8 per cento) e le informazioni relative ai test (22,1 per cento).

 

Aids: Lorenzin, calata percezione rischio; campagna per giovani 

 

"E' calata moltissimo la percezione del rischio di contrarre le malattie sessualmente trasmissibili, non solo l'Hiv, ma tutte le malattie sessualmente trasmissibili", e per questo motivo "abbiamo messo a punto una campagna di sensibilizzazione sui social media, rivolta in particolare ai giovanissimi, che invieremo alla Presidenza del Consiglio per una valutazione". Lo ha annunciato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in occasione di una conferenza stampa, nella sede del dicastero, sui 30 anni di attivita' del Telefono Verde Aids e Ist. Negli ultimi anni, ha precisato Lorenzin, "c'e' stato un abbandono dell'uso del preservativo e le persone non hanno fatto ricorso ai test che consentono di sapere se si e' stati infettati. Possiamo dire che rispetto alla generazione degli anni '80 e '90 c'e' stata una sottovalutazione molto importante di queste malattie". Oggi, ha continuato il ministro, "abbiamo le persone che ci arrivano con la malattia ormai conclamata, mentre nel passato venivano intercettate prima". Nel corso della conferenza stampa il direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell'Iss, Gianni Rezza, ha affermato: "Si evidenzia una percezione del rischio notevolmente abbassata nonostante resti rilevante il numero delle nuove diagnosi di infezione da Hiv segnalate dal Sistema di Sorveglianza COA/ISS, che risultano essere nel 2015 pari a 3.444 nuovi casi, con l'incidenza piu' alta osservata tra le persone di 25-29 anni che rappresentano anche la fascia di eta' in cui e' piu' alta la disinformazione tra gli utenti del Telefono Verde".

 

Aids: Lorenzin, calata percezione rischio; campagna per giovani 

 

"Proprio i dati del Telefono Verde dimostrano come sia sempre piu' importante elevare il livello di consapevolezza sui comportamenti corretti in materia di salute - ha poi detto Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto Superiore di Sanita' -. La disinformazione nel corso di questi trent'anni e' passata dall'11,4% rilevato nel primo decennio al 13,6% rilevato negli ultimi anni. Relativamente all'Hiv, per esempio, in 12 telefonate su cento effettuate da persone di tutte le eta' emerge ancora che il rischio di contrarre l'infezione sia legato a baci, zanzare e bagni pubblici. La richiesta costante di informazioni su tematiche legali, inoltre, ci ha convinti a produrre in questa occasione un opuscolo informativo, 'La bussola ', che sara' scaricabile gratuitamente dal sito dell'Iss". In 30 anni di attivita', e' stato sottolineato, Telefono Verde ha risposto a oltre 2 milioni di domande svolgendo quasi 800 mila interventi di counselling all'interno di telefonate effettuate in maggioranza da uomini (75,4%); da persone che dichiarano di aver avuto rapporti eterosessuali (56,8%); da giovani appartenenti alla fascia di eta' compresa tra i 25 e i 39 anni (57%). Un'ulteriore analisi statistica relativamente all'arco temporale febbraio 2011 - maggio 2017, periodo che vede la rilevazione dell'informazione sul test HIV, ha evidenziato che nel 74,8% delle telefonate (pari a 74.415 telefonate su un totale di 99.392) e' stata posta attenzione sul test Hiv, rilevando che nel 50% dei casi il test non e' mai stato eseguito. Dall'analisi dei dati relativi all'esecuzione del test emerge ulteriormente che l'esame e' stato effettuato per motivazioni indipendenti dal comportamento a rischio, in una proporzione di telefonate pari al 2% (interventi chirurgici-0,1%, gravidanza-0,4% o durante una donazione di sangue-1,5%). Anche il test HIV, quindi, non viene sistematicamente eseguito da circa la meta' di coloro che chiamano dichiarando di aver avuto un comportamento a rischio. "Le chiamate in diminuzione riguardano, rispetto soprattutto ai primi anni dell'epidemia, sia le donne, 33% nel decennio 1987-1997 scese al 13,9% nel decennio 2007-2017, sia i giovani che sono passati dal 23,3% nel decennio 1987-1997 all'11,9% nel decennio 2007-2017 - ha spiegato Anna Maria Luzi, Direttore dell'Unita' Operativa RCF all'interno della quale si colloca il Telefono Verde -. Le prime perche' probabilmente hanno un accesso facilitato ai servizi di prevenzione territoriali per la salute della donna, i secondi perche' sembrano prediligere altri canali informativi, quali internet e per questo dal 2013 l'attivita' di counselling telefonico e' integrata dal sito www.uniticontrolaids.it".

 

 

Aids, ecco il numero verde

 

 

Inoltre, dall'analisi dei quesiti emersi durante gli interventi di counselling le infezioni sessualmente trasmesse, in generale, sembrano destare meno attenzione da parte degli utenti del Telefono Verde nonostante il Sistema di Sorveglianza Sentinella del COA/ISS ne abbia registrato un aumento progressivo (le segnalazioni hanno subito dal 2005 al 2014 un incremento pari al 33,2%) che ha colpito soprattutto le donne. "Serve una maggiore consapevolezza fra i giovani nell'evitare comportamenti sessuali sbagliati perche' questo ha a che fare con il loro futuro - ha concluso Ricciardi -. Si pensi alla Clamydia che ha la piu' alta prevalenza tra le giovani donne tra i 15 e i 24 anni, un'infezione che puo' comportare conseguenze sulla salute della donna e arrecare notevoli danni alla sua fertilita'". Il Servizio, gratuito e anonimo, consente di dare risposte (sia in italiano, sia in inglese) ai bisogni informativi della persona-utente, di inviarla laddove necessario ai Servizi di prevenzione, diagnosi, cura e assistenza presenti sul territorio, disponendo di un archivio informatizzato di oltre 2.000 strutture (centri di diagnosi e cura delle malattie infettive, consultori, centri per le infezioni a trasmissione sessuale, associazioni di volontariato, ONG), questo grazie ad una presenza, dal lunedi' al venerdi', dalle ore 13.00 alle ore 18.00, degli esperti del Telefono Verde AIDS e IST 800 861061.

 

Sesso e Aids: allarme infezioni, 1 teenager su 2 non usa precauzione

 

Un teenager italiano su 2 non usa il profilattico nei rapporti sessuali in genere e sempre 1 su 2 non lo usa neanche nei rapporti occasionali. Non stupisce quindi che i casi di sifilide siano raddoppiato, cosi' come sono aumentati i contagi da papillomavirus, specie nel periodo delle vacanze. A lanciare l'allarme soo stati gli esperti riuniti in occasione della nona edizione di ICAR (Italian Conference on AIDS and Antiviral Research), la manifestazione piu' importante in Italia dedicata all'AIDS e all'Epatite che si e' svolta a Siena sotto il patrocinio della Societa' italiana di malattie infettive e tropicali. "Normalmente, durante i viaggi e le vacanze, la possibilita' di avere degli incontri sessuali occasionali aumenta", ha spiegato Massimo Andreoni, responsabile dell'Unita' Operativa Complessa di Malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma e past president Simit. "Non e' un caso che, nel periodo successivo a quello estivo - ha continuato - si registri il picco assoluto annuale di pazienti in fatto di infezioni e malattie sessualmente trasmissibili. Un altro rischio che corriamo sono le infezioni dell'apparato gastroenterico, come diarree e gastroenteriti, legate al consumo di bevande e alimenti non controllati. In alcuni casi si tratta di infezioni pericolose, quindi si consiglia di portare sempre sali minerali e di assimilare molti liquidi". Gli esperti stimano che il 15-20 per cento dei teenager confonde la contraccezione con la prevenzione delle infezioni trasmesse sessualmente. Le infezioni sessualmente trasmesse, oltre l'HIV, sono infatti in aumento: i centri infettivologici italiani negli ultimi 3-4 anni hanno notato un incremento pari a piu' del doppio dei casi di sifilide. "A queste si aggiungono - spiega Andrea De Luca, Direttore Malattie Infettive UniversitA di Siena - altre infezioni, anche meno gravi, come quelle da Clamidia, ma non prive di conseguenze, tra cui l'infertilita' femminile. L'infezione piu' diffusa e' quella da papilloma virus, per la quale e' fondamentale la vaccinazione gratuita per le adolescenti e che verra' ora introdotta anche per i maschi. Essa e' la causa del cancro della cervice uterina e dell'ano e delle condilomatosi genitali e anali. Nei contagi, per l'HIV e per le altre malattie, anche se il rischio di un singolo rapporto e' basso, se si gioca alla roulette russa prima o poi il proiettile arriva e per questo bisogna proteggersi sempre".

 

Aids: bene risultati di nuova terapia meno tossica per pazienti

 

La terapia a base di una singola compressa contenente bictegravir, un nuovo inibitore sperimentale dell'attivita' di strand transfer dell'integrasi (INSTI), e la combinazione emtricitabina/tenofovir alafenamide, ha dato risultati soddisfacenti per il trattamento dell'infezione da HIV-1. Lo ha annunciato Gilead Sciences, che ha riportato i risultato di quattro studi di Fase III. La terapia testata si basa su un nuovo farmaco a base di TAF - il profarmaco di tenofovir (TFV), principio attivo presente in molti trattamenti consolidati per l'HIV, che ne consente l'accumulo all'interno delle cellule (concentrazioni 4 volte piu' elevate) limitandone la presenza nel flusso sanguigno (90 per cento in meno di farmaco nel sangue) - in grado quindi di ridurre la tossicita' a livello dei reni e delle ossa nei pazienti con Hiv. "Sulla base di quanto emerso dai risultati di questi studi di Fase III, la combinazione di bictegravir e F/TAF rappresenta, al momento, un progresso di assoluto rilievo nel trattamento con triplice terapia", ha commentato Andrea Antinori, Direttore U.O.C. Immunodeficienze Virali, Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, IRCCS, Roma.


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