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Costume
Israele, viaggio dove il futuro ha un cuore antico
L'affollato suq al Qattanin nel quartiiere musulmano della città vecchia di Gerusalemme
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Di Igor Righetti (www.igorrighetti.it)

Foto di Grigore Scutari (www.instagram.com/grego_ph)

Lo Stato di Israele, fondato nel 1948 in conseguenza della risoluzione Onu del 1947 che ha sancito la divisione del territorio palestinese nelle due entità distinte araba ed ebraica, è occupato per due terzi dal deserto. È facilmente raggiungibile con circa 3 ore di volo dall’Italia con Ryanair  che, a fine ottobre, ha lanciato a prezzi imbattibili i suoi nuovi collegamenti da Milano Bergamo e da Roma Fiumicino verso le città israeliane di Tel Aviv ed Eilat Ovda. In particolare, su Tel Aviv Ryanair opera con i seguenti collegamenti: da Milano Bergamo a Tel Aviv 4 voli settimanali con tariffa da €34,67 a tratta a gennaio e a €29,57 a febbraio, mentre da Roma Fiumicino a Tel Aviv con un volo giornaliero da €21,67 (sempre a tratta) a gennaio e €29,57 a febbraio (www.ryanair.com). Israele è un’ora avanti rispetto all’Italia. Si parla l’ebraico moderno e l’arabo ma gran parte della popolazione conosce l’inglese.


Tel Aviv, la “città bianca” capitale del divertimento


Tel Aviv, letteralmente “collina della primavera”, fondata nel 1909, si è imposta nel panorama internazionale come meta tra le più vivaci eculturalmente all’avanguardia del Mediterraneo. Capitale del divertimento, clima mite per tutto l’anno, unisce la tradizione alla modernità grazie ai suoi grattacieli e ai tanti locali di tendenza. Centro culturale a livello internazionale offre una ricca varietà di arte, musica, danza, teatro, moda e arte culinaria. Una metropoli cosmopolita, il principale centro economico e finanziario del Paese, con un bellissimo lungomare (14 chilometri di litorale) sul quale sfrecciano giovani su skateboard elettrici, persone di ogni età fanno jogging o sono impegnate in partite interminabili di matkot, i racchettoni da spiaggia. Non mancano palestre sulla spiaggia e una lunga pista ciclabile. La costa di Tel Aviv è costituita da 13 spiagge uniche nel loro genere: alcune affollate e alla moda, altre tranquille e rilassanti. Imperdibile il tramonto dalla meravigliosa terrazza panoramica con piscina e vista mare del lussuoso hotel Carlton.  Da qui il paesaggio è mozzafiato e con la vostra action cam GoPro dalle dimensioni ridottissime non perderete nessun dettaglio.

Sole e mare durante il giorno, ma tutto cambia di notte quando Tel Aviv offre ogni tipo di divertimento e locali con musica per tutti i gusti. La cucina, poi, è degna di nota, sia quella proposta negli innumerevoli street food sia quella dei ristoranti: dalle deliziose falafel (polpette fritte nell'olio preparate con ceci, cipolle e spezie spesso servite con del pane pita caldo e accompagnate con pomodori, cipolla e insalata) all’hummus (crema di ceci e pasta di sesamo insaporita con aglio, succo di limone, olio d’oliva, peperoncino e prezzemolo) fino a tanti dolci super calorici come il baklava (dolce di origine araba fatto in teglia con pasta fillo, sciroppo di zucchero, miele e frutta secca) o la Halva, tipico delle cucine mediorientali e asiatiche simile al torrone i cui ingredienti principali sono semi di sesamo o pasta di tahina, zucchero o miele. 

Gli amanti dell’arte non potranno non visitare il Design Museum Holon, il più importante museo dedicato al design in Israele, e il Tel Aviv Museum of Art.

Tel Aviv è spesso chiamata la “città bianca” in quanto qui si trova la più alta concentrazione al mondo di edifici, prevalentemente bianchi, in stile Bauhaus. Per questo motivo, l’Unesco ha riconosciuto la città patrimonio dell’umanità.

 

La scuola architettonica Bauhaus nacque in Germania. Quando numerosi immigranti ebrei giunsero dalla Germania in Israele dagli anni ‘20 agli anni ‘40  portarono con loro questo  stile architettonico riadattandolo all’ambiente preesistente e al clima. Questi edifici possono essere ammirati con una passeggiata per le aree più vecchie di Tel Aviv come Rotschild Boulevard e l’area circostante Shenkin.

 

A Sud di Tel Aviv si trova la città vecchia di Giaffa, una delle attrazioni turistiche di maggior rilievo. Qui c’è il porto antico.  Ha una storia di oltre 4 mila anni.  La vecchia Giaffa è una delle città più antiche al mondo, menzionata sia nel Vecchio, sia nell’Antico Testamento. Si erge su una collina che si affaccia sul Mediterraneo. Le strade e i vicoli dell’antica città ottomana pullulano di laboratori e gallerie di vari artisti. Carmel market, invece, è il più grande mercato di frutta e ortaggi di Tel Aviv. La spremuta espressa di melagrana manda in estasi. Con la vostra Canon PowerShot G9X, compatta e con risultati di alta qualità, potrete immortalare ogni momento senza grandi ingombri.  Il cibo è la maggiore attrattiva di questo mercato: non soltanto street food ma ci sono anche alcuni ottimi ristoranti.

 

Gerusalemme, non solo pellegrini ma anche arte, cultura e gastronomia d’eccezione

A un’ora d’auto da Tel Aviv si trova Gerusalemme, situata nella parte più alta dell’altopiano della Giudea. Le due città sono molto diverse tra loro: la prima moderna, mondana e vivace, la seconda spirituale, ma ricca anche di arte, cultura e gastronomia. Diverse anche nel clima in quanto Tel Aviv ha un clima sempre mite.

Gerusalemme,  dove si cammina sulle orme della storia, è una delle città più antiche del mondo, considerata “città santa” da ebrei, cristiani e musulmani. La città vecchia, una città nella città, è cinta dalle mura fatte costruire dal sultano ottomano Solimano (1536). Ha otto porte, di cui una murata e si divide  in quattro quartieri: ebraico, musulmano, cristiano e armeno. Le mura e la città vecchia sono state dichiarate dall’Unesco patrimonio dell'umanità. Nella sua storia millenaria, Gerusalemme è stata distrutta e ricostruita più volte.

 

Dalla porta di Jaffa si entra nel cuore della città più sacra dell’ebraismo. La porta di Sion, invece, conduce direttamente al quartiere ebraico, uno dei quattro all’interno delle mura. Dopo la porta di Jaffa si trova la Torre di David, originariamente costruita nel II secolo a.C., poi distrutta e ricostruita varie volte. Il cortile intorno alla torre presenta numerosi resti archeologici alcuni dei quali risalenti a 3 mila anni fa. Ospita il museo della storia di Gerusalemme. Dalla fortezza e dalle sue mura di pietra si ammira il panorama della città.

 

È grande emozione perdersi nelle vie e nei vicoli stretti e tortuosi della città vecchia tra profumi di cibo, spezie e incenso provenienti dalle tante bancarelle, dai chioschi e dai negozi. Un viaggio indietro nel tempo. In questo girovagare si incontrano tanti haredim (“quelli che tremano” per timore di Dio) con tanti figli al seguito, gli ebrei ultraortodossi, con i loro caratteristici cappotti neri, le camicie bianche, la barba e i lunghi capelli neri, i riccioli laterali. Le donne indossano abiti castigati che coprono pelle e capelli. Appartengono alle frange più integraliste della religione ebraica. Evitano anche lo sguardo e il contatto con altre donne, tendono a vivere isolati, rifiutano in larga parte i moderni mezzi di comunicazione (soprattutto la televisione) e non ritengono che le leggi di uno Stato laico siano del tutto compatibili con il loro stile di vita.

 

L’ultimo segmento rimasto delle vecchie mura che circondavano il secondo tempio, distrutto dai Romani nel 70 d.C., costituisce il Muro occidentale o Kotel chiamato dagli europei Muro del pianto, uno dei luoghi di preghiera ebraici più sacri. Tra le sue fessure, i fedeli, inseriscono micro foglietti con  messaggi e suppliche nella convinzione che le richieste lasciate in questo luogo abbiano maggiori probabilità di essere ascoltate da Dio. Due volte all’anno, il Muro viene ripulito dalle migliaia di bigliettini per lasciare spazio a nuovi foglietti. Quelli tolti vengono sepolti in un cimitero. Una parte molto ampia è riservata agli uomini e una più piccola alle donne.

Nel cuore della città vecchia  c’è il principale complesso religioso di Gerusalemme: il Monte del Tempio (per gli ebrei), la Spianata delle Moschee (per i musulmani). Per entrambi rappresenta un luogo santo. Per i musulmani è il terzo luogo sacro più importante al mondo dopo la Mecca e Medina in Arabia Saudita, dove Maometto salì in cielo, sede della Cupola della Roccia, esempio d’arte bizantina, e della Moschea di Al-Aqsa.

La basilica del Santo Sepolcro, situata nel quartiere cristiano, viene visitata ogni anno da milioni di fedeli. Fu costruita sul luogo che la tradizione indica come quello della crocifissione, sepoltura e resurrezione di Gesù.  

Da visitare anche lo Yad Vashem, il memoriale che racconta gli orrori della Shoah. Da non perdere il Museo d’Israele, la più grande istituzione culturale del Paese, tra i più importanti musei d’arte e archeologia del mondo. Ospita collezioni enciclopediche e comprende opere che vanno dalla preistoria ai giorni nostri. 

 

Da Gerusalemme si possono fare numerose escursioni come quella al Mar Morto, il  punto più basso della terra (422 metri sotto il livello del mare), un lago di acqua salmastra confinante con la Giordania circondato da montagne. Dista un’ora da Gerusalemme. L’acqua ha un’altissima concentrazione di sale: chi si immerge galleggia subito e non riesce a nuotare. L’accesso alle spiagge è libero (per alcune è prevista una tassa d’ingresso molto modesta). Le spiagge libere hanno spogliatoi, bagni pubblici e docce direttamente sulla spiaggia.

 

L’alto livello di salinità dell’acqua, il fango delle spiagge e l’aria circostante hanno proprietà curative che possono aiutare a combattere problemi dermatologici, respiratori e del sistema nervoso. Tanti gli hotel e i ristoranti aperti fino a tardi.

 

Altre due escursioni da fare sono quella al parco archeologico di Qumran e alla fortezza di Masada. Qumran si trova sulla riva occidentale del Mar Morto, vino alle rovine di Gerico. Il sito fu costruito tra il 150 e il 130 a.C. Qumran è divenuto famoso dopo la scoperta nel 1947, all’interno di alcune grotte,  dei cosiddetti rotoli del Mar Morto e dei resti di un monastero dove si ritiene vivesse una comunità di Esseni. Gli antichi papiri erano racchiusi in anfore per preservarli dalla furia distruttrice dei Romani.

 

La fortezza di Masada, invece,  patrimonio Unesco, si trova  a circa 100 chilometri a Sud-Est di Gerusalemme. Si narra che abbia una storia tragica, ma gli studiosi non sono tutti d’accordo. Anzi, in molti negano il resoconto tramandato intorno al drammatico epilogo. Erode il Grande, re della Giudea sotto il protettorato romano dal 37 a.C., fece costruire la fortezza nel 43 a. C. per farne un rifugio. La fortezza è collocata in mezzo al deserto, ai piedi della riva occidentale del Mar Morto, su un altopiano roccioso pianeggiante  isolato a 440 metri sul livello del Mar Morto. Era circondata da mura alte cinque metri lungo un perimetro di un chilometro e mezzo, con 37 torri alte più di 20 metri. L’unico punto di accesso era il ripido e tortuoso sentiero del serpente, chiamato così per i suoi tanti tornanti. Erode morì e non ebbe mai la necessità di usare il suo rifugio nel deserto che fu quindi preso da una guarnigione Romana. Nel 66 d.C. ci fu la prima rivolta ebrea contro i Romani. I rivoltosi conquistarono Masada. Dopo la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C. a opera dell’esercito Romano comandato da Tito, un altro  gruppo di ebrei si rifugiò nella fortezza di Masada. Nel 73 d.C. fu assediata dai Romani (15 mila soldati) che alla fine riuscirono ad accedervi tramite la realizzazione di una rampa di terra visibile ancora oggi.  Per non farsi prendere vivi, i  967 ribelli compresi donne e bambini preferirono il suicidio collettivo. Gli scavi, però hanno scoperto soltanto 28 corpi. Per salire alla fortezza si può prendere una funivia, per la gioia di coloro che soffrono di vertigini, oppure i più temerari possono salire a piedi camminando lungo il sentiero del serpente.

Dove dormire a Tel Aviv e a Gerusalemme

 

A Tel Aviv. un’ottima struttura per qualità/prezzo e posizione è Florentine house (Florentin street, 6www.florentinhouse.com). Le camere sono spaziose, pulitissime e nuove. Intorno ci sono ristoranti, bar e supermercati. Il wi-fi funziona alla perfezione. Si trova a 30 minuti dall’aeroporto e a 15 minuti dalle spiagge.

 

A Gerusalemme, un hotel ricco di storia è St Andrew’s Scottish Guesthouse (David Remez Street, 1-   www.scotsguesthouse.com) appartenente alla Chiesa di Scozia. La St Andrew's Scots Memorial Church e la Scottish Guesthouse furono costruite nel 1927 per onorare i molti soldati scozzesi che morirono combattendo i Turchi durante la prima guerra mondiale, ponendo fine al dominio ottomano sulla Palestina. Unisce elementi architettonici occidentali e orientali. L’interno e l’esterno sono decorati con splendide ceramiche armene. Da qui si gode un meraviglioso panorama sulla città vecchia e su quella moderna. Le camere sono spaziose e molto pulite.

 

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